Argentina: verso una “nuova normalità”. Pericoloso avanzamento del populismo demagogico. Di Daniel Passaniti

Argentina

Tavolo sul dopo-coronavirus

Argentina: verso una “nuova normalità”

Pericoloso avanzamento del populismo demagogico

 

di Daniel Passaniti

(Buenos Aires)

 

In un precedente articolo[1], sulla base di una pubblicazione del governo nazionale[2], avevo sostenuto che l’attuale situazione di pandemia e di crisi sociale ed economica che l’Argentina sta attraversando, può essere strumentalizzata per un pericoloso avanzamento dello Stato e per imporre, come vedremo, una nuova normalità che minaccia i diritti più elementari della persona.

Vediamo alcune affermazioni.

Alejandro Grimson, consulente presidenziale e uno degli ideologi della “nuova normalità” a cui punta l’attuale governo nazionale, ha detto: «La democrazia prende decisioni secondo regole che essa stessa stabilisce»[3].

Da parte sua, Paula Canelo ha detto che questa situazione eccezionale rappresenta una opportunità per costruire una nuova statalità e «… la discussione e la definizione di un’etica specificamente statale che definisca valori e interessi comuni a tutti: la solidarietà, l’eguaglianza e la responsabilità per la salute pubblica»[4].

Diego Szulwark, ha affermato: «Uno Stato forte attiva eccezionali meccanismi di salvezza che nel futuro potremmo rendere regolari (…) una riflessione che andrebbe allargata a partire da una visione ristretta verso una più ampia della salute pubblica, comprese la produzione, la circolazione e il consumo)»[5].

Senza dubbio, questa nuova statalità che si pretende di imporre è un pericoloso passo in avanti verso la costruzione di uno Stato totalitario, per le seguenti ragioni.

In primo luogo, rivendicare uno Stato forte i cui meccanismi di salute pubblica diventino regolari e abituali, allargando gli interventi pubblici alle diverse forme di produzione, circolazione e consumo, come dice Sztulwark, presuppone l’ingerenza dello Stato in ambiti che non sono di sua competenza, compromettendo così la certezza giuridica, la proprietà privata e il corretto funzionamento delle istituzioni proprie di una economia di libero mercato. Un esempio di questa linea è la recente decisione del governo nazionale di espropriare una impresa locale per via giudiziale e con il concorso dei creditori, azione giustificata per ragioni molto discutibili di sicurezza alimentare[6].

Senza dubbio, lo Stato, come garante del Bene Comune, ha un ruolo decisivo nell’ordinamento economico e sociale, però in ogni caso i suoi meccanismi di intervento, opportunamente motivati, non dovrebbero essere abituali e ancora meno gli interventi pubblici dovrebbero estendersi ad ambiti propri della iniziativa privata.

La prudenza, virtù per eccellenza dei governanti, dice che l’intervento dello Stato deve essere orientato dal principio di Solidarietà, mediante il quale esso interviene  in forma diretta e quando il Bene comune lo esige e lo giustifica (per esempio con l’assegno di disoccupazione), e secondo il principio di Sussidiarietà, per il quale interviene in forma indiretta stimolando, animando, ordinando, supplendo e completando l’iniziativa privata.[7]

Quanto alle affermazioni di Paula Canelo secondo cui bisogna creare una nuova statalità e un’etica statale che definisca valori e interessi collettivi, bisogna osservare che investe l’identità della Nazione. In effetti, la Nazione è la depositaria dei vincoli di sangue, di religione, di solidarietà interna, della cultura e dei valori che identificano una comunità di uomini rispetto ad altre, lo Stato non è altro che l’ordinamento politico e giuridico della Nazione. E questo ordinamento può, come spesso accade, contrastare quei valori e sentimenti nazionali. Per questo non è competenza dello Stato la definizione dei valori o di un’etica statale, ma al contrario lo Stato deve essere a servizio della Nazione e nutrirsi della sua identità e matrice culturale per poter adempiere adeguatamente al proprio fine, il Bene Comune[8].

Infine, se Democrazia significa prende decisioni, tali decisioni devono rispettare l’ordine stabilito e precedente ad ogni forma di governo,  al contrario, se la Democrazia decide  secondo le regole che essa stessa pone, come dice Grimson, e tali regole non sono conformi al dover essere delle cose, questa Democrazia si converte nella peggiore forma di totalitarismo. Per fare un esempio, nella attuale situazione di pandemia, in conformità a questa nuova etica statale e mentre le autorità proclamano la salute della gente come obiettivo primario, il governo della Città di Buenos Aires ha speso negli ultimi mesi più di 25 milioni di pesos nell’acquisto di pillole abortive, minacciando così il diritto più elementare come quello alla vita[9]. La decisione è stata presa democraticamente.

Disse giustamente Giovanni Paolo II; «Un’autentica democrazia è possibile solamente in uno Stato di diritto e sulla base di una giusta concezione della persona umana … A questo proposito, si deve osservare che, se non esiste una verità ultima che faccia da guida e orientamento per l’azione, facilmente le idee e convinzioni umane vengono strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte in un totalitarismo palese o subdolo, come dimostra la storia»[10].

Che il Sacro Cuore di Gesù salvi il popolo argentino da questa nuova normalità.

Daniel Passaniti

Giugno 2020

Mese del Sacro Cuore di Gesù

 

[Traduzione dallo spagnolo di Benedetta Cortese]

 

[1] La reedición del Leviathan: Pubblicato in La Prensa il 3/06/2020 e nel Sito dell Osservatorio  internazionale Card. Van Thuan per la dottrina sociale della Chiesa il 12/06/2020  https://www.vanthuanobservatory.org/ita/argentina-la-riedizione-del-leviatano-il-futuro-dopo-la-pandemia-di-daniel-passaniti/

[2] El futuro después del COVID-19: argentina.gob.ar/argentina-futura.

[3] Ivi, p. 6.

[4] Ivi, pp. 19, 22.

[5] Ivi, p. 34.

[6] Caso Vicentín, Decreto PEN 522/2020 del 9 de junio de 2020.

[7] Cfr. Compendio DSI, Nros 167, 168, 185, 186, 187, 192, 193, 195 y 351.

[8] Carmelo E. Palumbo: Guia para un estudio sistemático de la DSI, Ed.CIES -4ta edición, Bs As 2004.

[9] NOTIVIDA: Año XX –Nro 1199, del 17/06/2020.

[10] SS Juan Pablo II: Centesimus Annus, Nro 46.