“La verità ci renderà liberi”. Comunicato della Conferenza episcopale del Nicaragua (CEN) 14.07.2018

La Conferenza episcopale del Nicaragua (CEN) ha denunciato «la mancanza di volontà politica del governo di dialogare» e di cercare processi reali che portino il paese verso una democrazia reale.

In un comunicato diffuso sabato 14 luglio, i presuli hanno ricordato di aver accettato in aprile «di essere mediatori e testimoni del dialogo nazionale», mettendosi a disposizione del popolo nicaraguense e della comunità internazionale. Dialogo convocato dallo stesso presidente Daniel Ortega dopo le proteste a livello nazionale contro la riforma sulla sicurezza sociale, in seguito abrogata. Fatto che tra l’altro non ha fermato le manifestazioni nelle quali si è continuato a chiedere, tra le altre cose, il cambio di governo.

«È nostro dovere informare la nazione che durante questi mesi abbiamo assistito alla mancanza di volontà politica del governo di dialogare sinceramente e cercare processi reali che ci portino a una vera democrazia», hanno denunciato i vescovi.

Nella loro dichiarazione, hanno affermato che il regime ha rifiutato di «affrontare le questioni centrali dell’agenda per la democratizzazione» e di smantellare i gruppi armati filo-governativi, come richiesto dalla Commissione interamericana per i diritti umani.

Essi hanno inoltre denunciato la repressione della polizia e dei gruppi paramilitari alleati al governo, i cui attacchi «sono legalmente e moralmente riprovevoli» e mirano a «terrorizzare le persone che manifestano pacificamente». Finora la violenza ha lasciato più di 350 morti.

I vescovi hanno anche condannato gli attacchi contro giornalisti, difensori dei diritti umani e membri della società civile.

Nel suo comunicato, la CEN ha ricordato al governo il suo dovere di proteggere la vita di tutti i nicaraguensi. Ha anche chiesto alle persone di buona volontà «di non rispondere con violenza alle varie provocazioni ». «Il male ha forza quando lo permettiamo», ha dichiarato l’Episcopato.

 

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