Esortazione dei Vescovi del Messico ai legislatori federali e alle autorità educative. 03 settembre 2019

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“L’autentica educazione è un atto che richiede piena libertà e responsabilità. Senza una chiara e retta intenzione di educare, l’azione è contaminata da altri interessi, non trascendenti nè fondamentali. L’educazione è il più nobile dei compiti” ribadisce la Conferenza Episcopale Messicana in un appello rivolto ai legislatori federali e alle autorità educative, perché in vista della discussione in Parlamento di tre progetti di legge sull’educazione, promuovano “un vero dialogo con i principali protagonisti chiave dell’istruzione”. Occorre infatti consolidare gli sforzi compiuti finora in materia educativa emanando norme legislative che “rispondano con realismo e lungimiranza, alle sfide dell’emergenza educativa che viviamo oggi, nonché alle richieste già incorporate nell’ultima riforma costituzionale” (vedi Fides 24/06/2016; 12/7/2016; 21/7/2016).
Nel documento, pervenuto a Fides, i Vescovi si dicono particolarmente preoccupati perché sia assicurata la libertà in quattro ambiti dell’educazione. In primo luogo citano “l’autonomia e la piena libertà dell’organismo che sostituirà l’Istituto nazionale di valutazione educativa” previsto dalla recente riforma dell’articolo 3 della Costituzione.
Quindi ricordano che già nel loro documento dell’ottobre 2013, cioè mesi prima dell’entrata in vigore della riforma dell’istruzione dell’ultimo governo federale, avevano evidenziato la preoccupazione per il fatto che “alcuni gruppi sindacali avevano un potere politico inadeguato, che permetteva loro di sedersi al tavolo con le autorità, al fine di negoziare le condizioni di lavoro, tra l’altro, riducendo il valore educativo centrale, cioè il miglior interesse di bambini, adolescenti e giovani”. Oggi temono che la pressione di questi gruppi ostacoli “l’effettivo esercizio della libertà della società e del governo, nella strutturazione di un nuovo Sistema di istruzione nazionale”.
Il terzo aspetto messo in rilievo riguarda la partecipazione dei genitori all’educazione dei loro figli: le proposte di legge “dichiarano, riconoscono e incoraggiano la partecipazione dei genitori all’educazione dei bambini”, riconoscono i Vescovi, tuttavia in nessun momento sono riconosciuti come “i principali responsabili dell’educazione” dei loro figli, ma solo come “corresponsabili” di essa, non prevedendo alcuna struttura o forma di rappresentanza. “Cioè, il loro diritto è riconosciuto, ma non si aprono veri spazi di libertà per l’esercizio dei loro diritti”.
L’ultimo motivo di preoccupazione riguarda la gestione delle infrastrutture educative, che spetta alla discrezione dell’autorità federale, “che deve essere garantita attraverso l’esercizio chiaro e onesto del controllo di bilancio, nonché una chiara distribuzione dei poteri”. “È molto importante – sottolineano – rafforzare il federalismo in questo sforzo di adattamento e strutturazione del Sistema Educativo Nazionale”.
L’appello si conclude ribadendo le intenzioni dei Vescovi: “Come episcopato messicano, esprimiamo la nostra volontà di continuare a partecipare all’esercizio della nostra libertà religiosa, nel contesto pluralista del nostro Paese. Continueremo a farlo con la massima prudenza e con l’intenzione di cercare il bene più grande di tutto il popolo messicano, comprese le sue autorità”

(Fonte: Fides)