Il Premio Internazionale Cultura Cattolica conferito all’ostetrica Flora Gualdani, fondatrice di “Casa Betlemme”.

Premio CC

Il Premio Internazionale Cultura Cattolica è giunto alla sua 37ª edizione e sarà conferito, venerdì 8 novembre alle 20:30 presso il Teatro Remondini di Bassano del Grappa, all’ostetrica Flora Gualdani, fondatrice di “Casa Betlemme”.

La scelta della Giura del Premio, organizzato con il sostegno dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, è legata all’esempio di unità tra vita e fede dato da Flora Gualdani, come spiega la presidente della Scuola di Cultura Cattolica Francesca Meneghetti: “Gualdani si è messa al servizio delle donne in gravidanza in situazioni di difficoltà che ha incontrato fin dai primi anni Sessanta e dando testimonianza che non solo è positiva la fusione di fede e vita, ma che portano grande frutto per tutti anche l’unione di cultura e scienza, di fede e ragione, di carità cristiana e apostolato”.

La vocazione all’accoglienza alle gestanti in difficoltà si rivela a Flora Gualdani durante un viaggio in Terrasanta: a Betlemme, sul luogo della nascita di Gesù, capisce che la sua vocazione è quella di dedicarsi alla difesa della vita nascente. Inizia così con grande coraggio la sua opera, che parte dalle zone afflitte dalla guerra o da calamità naturali (Bangladesh, India, Cambogia, Bosnia), nei luoghi dove la maternità è più a rischio. Senza pregiudizi e preclusioni di credo e cultura, negli anni aiuterà a nascere circa cinquemila bambini.

Nel 1964 fonda in provincia di Arezzo “Casa Betlemme”: è attraverso questa struttura che svolge una preziosa opera di educazione e di vera e propria “alfabetizzazione” sui temi della bioetica. Si rende presto conto, infatti, che oltre all’accoglienza delle gestanti è necessario un lavoro di prevenzione, per evitare che tante donne si trovino nelle condizioni di dover scegliere tra proseguire una gravidanza o interromperla; ipotesi, quest’ultima, contro la quale Flora Gualdani lotta con tutte le sue forze sfidando il clima culturale di quegli anni, che risente pesantemente della propaganda abortista. Le colonne portanti della sua formazione sono chiare: Humanae Vitae di Paolo VI e la Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II. Una sera, ad uno dei suoi tanti incontri, si presenta un vescovo, che si siede in prima fila e prende appunti: è il Vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti – oggi Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – che nel 2005 conferisce a “Casa Betlemme” lo status di Associazione pubblica di fedeli, riconoscendola così non più solo come opera privata, ma come patrimonio della Chiesa intera. Il card. Bassetti venerdì sera sarà presente alla cerimonia per consegnare direttamente il Premio all’amica Flora.

In un momento storico in cui la vita non è più un dono da accettare, ma diventa con sempre più frequenza oggetto di sperimentazioni e manipolazioni tese a soddisfare desideri che l’uomo di oggi ha trasformato in nuovi “diritti”, il Premio a Flora Gualdani assume un significato speciale. Con il suo lavoro nei reparti ospedalieri e negli ambulatori a difesa della vita nascente, «ha sempre posto alla base del suo impegno la preghiera e la fedeltà al magistero della Chiesa. Ha applicato gli insegnamenti sull’amore umano di San Giovanni Paolo II e, con lo studio, ha approfondito tematiche sia mediche sia teologiche. Per lei, “fisiologia del corpo e mistica sono un’armonia”», scrive nella motivazione il prof. Lorenzo Ornaghi, presidente della Giuria.

Andrea Mariotto