La Creazione e la Dottrina sociale della Chiesa in un libro recente di Padre Arturo Ruiz Freites

In principio

Credo sia difficile negare che la teologia della creazione sia oggi in grandi difficoltà. Con la sostituzione della prospettiva metafisica da parte della teologia trascendentale rahneriana e post-rahneriana, cambia il modo di considerare le cose in particolare per la creazione. Per Rahner non esiste la creazione, esiste la creaturalità come “la distinzione radicale e la dipendenza radicale da Dio” (Corso fondamentale sulla fede, San Paolo, 1990, p. 112), non si tratta di un rapporto causale di natura categoriale, il che significa che non va intesa come la creazione di qualcosa al di fuori di Dio, come invece sostiene San Tommaso. Le chiavi metafisiche dei principi di partecipazione, di causalità e di analogia così non possono essere più utilizzate. Negli studentati teologici non si tiene quasi più il corso De Deo creante, sostituito dal corso di Antropologia teologica. In molti casi anche nell’approccio al problema ecologico si parla molto dell’uomo cui si ritiene dovrebbe essere finalizzata la tutela ambientale, ma non si parla altrettanto frequentemente di Dio Creatore. L’insistenza sulla centralità della Madre Terra è un sintomo di questa perdita di memoria circa la creazione, concetto che raramente viene ricordato quando si parla di matrimonio, famiglia, procreazione, società.

Per questi motivi è da considerarsi benvenuta e molto utile la pubblicazione del libro di Padre Arturo Ruiz Freites, dell’Istituto del Verbo Incarnato, “In principio Dio creò…”. Trattato teologico De Deo Creante (Edizioni EDIVI, Segni 2019, pp. 514, Euro 38). L’ampio testo consiste in una guida allo studio della Somma Teologica di San Tommaso circa appunto il tema della creazione, e contiene due ampi studi sulla creazione in Teilhard de Chardin e Karl Rahner. Completano il testo alcune appendici con i principali documenti del magistero sulla creazione, alcuni passaggi di Padre Cornelio Fabro presi specialmente dal libro L’uomo e il rischio di Dio e di G.K. Chesterton desunti dal suo libro Ortodossia.

Più in particolare, l’Autore spiega e commenta le questioni 44 (sulla prima causa di tutti gli enti), 45 (il modo in cui le cose procedono dal primo principio), 46 (l’inizio della durata delle cose create), 47 (diversità e molteplicità delle cose), 48-49 (distinzione del bene dal male). Si occupa infine delle questioni 103, 104, 105 sul governo divino della creazione.

Trattando questo sito di Dottrina sociale della Chiesa, ci si può chiedere perché in esso venga presentato un libro sulla creazione. I motivi sono due, uno particolare e l’altro più generale e fondante. Nei testi sulla creazione della Summa che qui l’Autore presenta e commenta si possono trovare molte analogie con principi della vita sociale e politica. Per esempio, nelle quaetiones circa il governo divino della creazione ci sono spunti analogici per capire anche il governo politico degli uomini. Dagli articoli della quaestio 103 emerge che governare degli esseri è condurli ad un fine, che compito del governo è conferire alle cose la debita perfezione. Si tratta di spunti fondamentali anche per inquadrare ciò che legittima il governo politico degli uomini sugli uomini. Il motivo generale e più importante è ben chiarito dall’Autore nella Introduzione (pp. 19-33, ove egli parla dalla importanza e priorità del trattato De Deo Creante, che non a caso San Tommaso colloca nella Summa subito dopo il trattato su Dio stesso. Tale priorità è di carattere ontologico in quanto l’ente è il primum cognitum e quindi sulla creazione si fonda la dimostrazione della ragione metafisica. Si tratta poi di una priorità teologica in quanto sulla verità della creazione si fondano i prembula fidei. C’è poi una priorità morale in quanto sull’ordine finalistico della creazione si fondano la legge naturale e i doveri morali. Queste priorità comportano una priorità epistemologica fondamentale in quanto su di esse si fonda il rapporto tra la ragione e la fede. Tutte queste priorità della creazione riguardano direttamente o indirettamente la Dottrina sociale della Chiesa, ma soprattutto la priorità morale dato che la creazione dà un ordine teleologico fondato sull’essere e il primo principio nell’ordine dell’agire è il fine. Sulla verità della creazione si fonda la dimensione sociale e politica dell’uomo, il diritto e la morale, l’ambito pubblico dell’ordine cristiano nella società.

Stefano Fontana