Maria Assunta: perché la Dottrina sociale della Chiesa ha un’essenza mariana.

Maria Assunta in Cielo in anima e corpo può essere considerata la Madre della Dottrina sociale della Chiesa. Lo stesso si può dire, del resto, per Maria Immacolata. Le proclamazioni dei due dogmi da parte di Pio XII nel 1950 e di Pio IX nel 1854 possono essere considerate fondative dei motivi ultimi dell’esistenza della Dottrina sociale della Chiesa. Qualcuno sorriderà a questa mia affermazione, ma non avrebbero certo sorriso i molti cattolici che nei decenni si sono impegnati nel campo sociale e politico alla luce delle encicliche sociali e che erano ben consapevoli di svolgere così un compito non solo sociale e politico ma anche religioso. Qualcuno sorriderà, pensando che la Dottrina sociale della Chiesa riguardi non Dio ma l’uomo, non l’eternità ma la storia, non la salvezza ma la salute, il lavoro, la politica. Sorriderà, pensando che la Dottrina sociale della Chiesa riguardi l’organizzazione del mondo profano. È questa una visione solo mondana e orizzontale,  post-religiosa potremmo dire, della Dottrina sociale che proprio i due dogmi contestano alla radice.

Maria Immacolata ci dice che il mondo è sotto il peso del peccato, che è alla base di tutte le ingiustizie e i misfatti che orrendamente si consumano sotto questo cielo. Ci dice anche però che essa è la Primogenita della nuova creazione, che deve riplasmare anche l’organizzazione di questo mondo secondo il disegno originario di Dio. Ci dice che la vittoria ci è già stata meritata e che Lei ne è la prova. Maria Assunta in Cielo ci conferma che la vita su questa terra è in funzione dell’altra in Paradiso, ove Lei, primizia della nuova creazione, è già pienamente e ultimamente redenta.

È dentro questo contesto religioso che va collocata la Dottrina sociale della Chiesa. Giovanni Paolo II lo ha ben chiarito nella Centesimus annus. La Dottrina sociale annuncia Cristo e la sua salvezza e solo in questa luce parla poi di società, di lavoro, di economia, di politica. Lo stesso Papa disse una cosa oggi molto contestata anche dentro la Chiesa, e tuttavia validissima: la Dottrina sociale della Chiesa è uno strumento di evangelizzazione. E a cosa servono l’evangelizzazione e l’annuncio di Cristo se non a seguire Maria, a collaborare con Lei nella nuova creazione, a riplasmare il mondo secondo il progetto originario di Dio dopo la caduta del peccato? Viene un po’ da rabbrividire quando si indicano le cause del degrado sociale in fattori di ordine materiale, come l’equità economica o la salvaguardia naturale dell’ambiente, e non si colloca più la Dottrina sociale della Chiesa in una economia di caduta e di redenzione, come insegnava sempre Giovanni Paolo II in Memoria e identità.

Maria Immacolata e Maria Assunta ci richiamano il peccato originale, senza la cui dottrina da sempre professata dalla Chiesa, la stessa Dottrina sociale della Chiesa è incomprensibile. Quest’ultima nasce, almeno nella sua fase moderna, quando la politica rifiutò il peccato originale e gnosticamente pensò o di essere già salva o di potersi salvare da sola. Fu allora che la politica esiliò Dio dalla pubblica piazza. La lotta alla religione cattolica e alla Chiesa da parte delle ideologie politiche materialiste e nichiliste veniva fatta con l’idea che la dottrina del peccato originale impedisse l’emancipazione dell’uomo e che per favorire un vero personalismo bisognasse escludere Dio dalla vita politica. Il peccato, in questo caso, consisteva nel negare il peccato, nell’idea di essere in grado da soli di “conoscere il bene e il male”. Fu per contrastare questo atto di superbia della politica che i Pontefici dell’Ottocento pensarono di rilanciare la Dottrina sociale della Chiesa, la quale non ha per primo oggetto l’uomo, come si tende a dire oggi dopo una svolta personalista postconciliare che andrebbe precisata, ma Dio: essa non annuncia l’uomo, annuncia Cristo e la sua salvezza, che non può non riguardare anche la promozione umana. Il primo elemento di sviluppo del bene comune è il Vangelo e un umanesimo senza Dio è contro l’uomo.

Guardare allora alla Festa di Maria Assunta anche considerando la Dottrina sociale della Chiesa non è né sbagliato né inopportuno. Intere generazioni di cattolici si sono impegnate per il bene comune intendendolo non solo in senso materiale ma anche morale, religioso e, quindi, verticale. Il primo scopo della Dottrina sociale della Chiesa è di ridare a Dio il suo posto nel mondo, tutto il resto viene di conseguenza. Per questo la Dottrina sociale della Chiesa ha una essenza mariana.

 

Stefano Fontana