Chiesa in Europa

Spirito «Il COVID sta creando una società di schiavi»: parla Monsignor Schneider.

Il  COVID-19 sembra essere finalizzato alla creazione di «una società di controllo totale» e sulla sua posizione morale riguardo ai vaccini derivati dall’aborto «nessuna eccezione» può essere fatta.

Alla richiesta di riflettere sui blocchi che si sono verificati negli ultimi due anni, Schneider ha affermato che l’applicazione simile e universale di queste misure era chiaramente “un’esagerazione e sproporzionata” rispetto alla minaccia del virus, e quindi ha indicato obiettivi che andò oltre gli scopi medici.

Il vescovo di Astana (Kazakistan) Athanasius Schneider ha concesso un’intervista ai produttori di un documentario di prossima uscita chiamato Planet Lockdown.

Nella conversazione, come sempre, il Monsignore ha detto diverse cose significative, ricordando peraltro le somiglianze tra la sua vita precedente, quando crebbe sotto l’oppressione comunista sovietica, e ciò che sta accadendo oggi nel mondo occidentale.

«Perché stanno facendo questo? Non è solo per la salute delle persone, ma deve esserci un altro scopo, una sorta di scopo politico per creare nuove strutture e sistemi di vita sociale, probabilmente di maggior controllo su ognuno di noi, quindi una società di controllo totale. E quando c’è una società di controllo totale si è molto vicini ad una società di schiavi, dove c’è un piccolo gruppo di élite che controlla il resto».

«Questa impressione è rimasta ora dopo le esperienze di quest’anno di lockdown e altre misure, con la sempre più impellente necessità di essere vaccinati. Pertanto, si può credere che ci sia l’obiettivo di creare un nuovo sistema sociale, un ordine», sostiene il monsignore.

«Abbiamo anche il diritto alla privacy, a non essere controllati completamente. E quando non hai privacy, sei uno schiavo. Gli schiavi non hanno privacy. E questo è contro la dignità della persona umana».

«Quando l’intera società si è sottomessa al controllo totale, in qualche modo siamo tutti trattati come persone pericolose che devono essere controllate. Questo è contro la dignità degli esseri umani creati da Dio».

Il vescovo ha continuato ribandendo la posizione di netto rifiuto a prodotti o sperimentati «utilizzando linee cellulari provenienti da un aborto, dall’assassinio di un bambino innocente».

Monsignor Schneider si è detto convinto «che questo sia un male intrinseco. E un cristiano non può, in nessun modo, in nessuna eccezione, usare legittimamente questo vaccino. Siccome lo sai, con piena consapevolezza e piena libertà, non puoi farlo, perché in questo modo stai collaborando in modo prossimo, non remoto, ma prossimo, con l’orribile, mortale settore industriale, che ora sta crescendo ogni giorno».

Riguardo a quella che Schneider chiama «industria fetale», egli nota che «ci sono due fenomeni che dobbiamo distinguere. Uno è l’uccisione dei bambini innocenti, è orribile, è l’aborto stesso; poi l’altro fenomeno orribile è l’abuso delle loro parti del corpo e delle loro cellule da parte della ricerca medica e dell’industria che ora si sta espandendo. E così, ci stanno mettendo vicino a questa orribile, crudele industria, abusando dei più deboli della nostra società, i nascituri e le loro parti del loro corpo… Non possiamo utilizzare i loro vaccini o medicine contaminati dall’aborto dal momento abbiamo una conoscenza sicura di tutto questo».

«Contro ciò dobbiamo sempre protestare. Quando ammettiamo un’eccezione, allora la nostra protesta non è credibile e questo indebolisce tutta la nostra protesta contro questa orribile industria. E saremo, di fatto, inefficaci».

Schneider, che nella sua infanzia ha sperimentato la Chiesa sotterranea in Unione Sovietica, dove i suoi genitori erano membri attivi, ha paragonato la sua vita sotto il sistema sovietico a ciò che sta accadendo oggi in Occidente.

«Questo momento è molto simile all’epoca sovietica in cui vivevo. C’è un solo significato ammesso. E se dichiari un altro significato, sei dichiarato nemico, o spia, o come una “teorico della cospirazione”. In effetti, così era il potere sovietico».

«Se offri un’altra opinione dicono che sei in un “gruppo di cospiratori”. Proferisce una “teoria della cospirazione”. E fai “incitamento all’odio”. Questa espressione 2incitamento all’odio” è venuta dai comunisti. Dicono “odi il sistema sovietico, odi il popolo sovietico perché sei contro il comunismo”».

Schneider ha continuato dicendo che i comunisti sovietici stavano «continuamente a fare il lavaggio del cervello», fornendo sempre informazioni sulla «bella vita» sotto quel sistema. Oggi, con l’uso dei nostri mass media e social media, abbiamo un «lavaggio del cervello dalla mattina alla sera con le cosiddette “notizie COVID” che non sono reali» e non c’è alcuna possibilità per nessuno di fornire una vera analisi del dati che vengono forniti.

«E ora abbiamo per l’intera popolazione del mondo un segno di sottomissione a questo nuovo sistema: la mascherina», ha detto il vescovo agli intervistatori. “È un segno visibile che ti sei sottomesso. Anche se tanti scienziati e medici, e persone di buon senso dicono che la mascherina è davvero inutile… Ma sta continuando perché il nuovo sistema sociale globale vuole avere un concreto segno esteriore di sottomissione, ed espressione della continua situazione di emergenza che ha creato e persino ampliato».

«E quindi, spero che persone di buon senso si alzino da diverse parti della società, di buona volontà, per resistere alle nuove forme di dittatura nel mondo occidentale».

La conclusione dell’intervista del monsignore riguarda il lato spirituale dell’emergenza.

«Questa società dovrebbe essere rinnovata, e sono convinto che possa essere rinnovata solo con Cristo, l’unico Re dell’umanità, il Salvatore, e con i Comandamenti di Dio, che conducono l’umanità alla vera felicità e pace».

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Prof. Gagliardi: “Non pochi temono che l’imposizione della vaccinazione miri a legittimare nuove forme di tirannia politica”

Gli obblighi vaccinali e le restrizioni legate al COVID imposti dalle autorità statali e diocesane, a volte senza diritto di esenzione per ragioni religiose, stanno causando una notevole preoccupazione per molti cattolici. Di vaccini, green pass, doveri, “atti di amore”, no-vax, free-vax e altro parla il prof. don Mauro Gagliardi, professore di teologia dogmatica all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, in questa interessante intervista rilasciata a Edward Pentin, del National Catholic Register. Eccola nella mia traduzione.

 

Padre Gagliardi, quali sono le sue preoccupazioni riguardo al modo in cui i governi, le istituzioni e le imprese stanno cercando di imporre i vaccini?

La preoccupazione principale riguarda la responsabilità personale di ogni individuo per quanto riguarda le dimensioni più personali della propria vita, come l’assistenza sanitaria. Se i governi e altre istituzioni impongono un trattamento obbligatorio, questo è un segno che la persona non è considerata responsabile.

Questa è una misura che di solito viene presa per i malati di mente. Un caso diverso è quello dei bambini. I genitori, che detengono ed esercitano la responsabilità genitoriale su di loro, possono e devono decidere al posto del loro figlio che deve ricevere un trattamento medico, per esempio, una vaccinazione.

I governanti nazionali, specialmente in una democrazia, non detengono e quindi non possono esercitare alcuna responsabilità genitoriale sui cittadini. I governanti democratici sono, al contrario, al servizio dei cittadini, come loro rappresentanti. I governi dovrebbero lavorare per sostenere, non per sostituire, la responsabilità personale delle persone. In questo caso, i governi dovrebbero rendere disponibili i vaccini, e possono anche offrire incentivi ai cittadini che vogliono prenderli, ma i governi non dovrebbero forzare le persone, direttamente o indirettamente, a ricevere il vaccino. I governanti dovrebbero lavorare per il bene comune (in questo caso, la salute pubblica), ma il principio di sussidiarietà non può essere negato. Questo lascia sempre spazio a un’obiezione di coscienza da parte dei cittadini.

L’UE, nella risoluzione 2361, adottata dall’Assemblea parlamentare il 27 gennaio 2021, per quanto riguarda la garanzia di un’alta diffusione dei vaccini, dà mandato di: “Garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno sia sottoposto a pressioni politiche, sociali o di altro tipo per essere vaccinato se non desidera farlo” (7.3.1), e “Garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato” (7.3.2).

 

Come si concilia l’autoritarismo a cui stiamo assistendo per quanto riguarda i vaccini COVID, in particolare l’approccio dogmatico diffuso di rendere obbligatori i vaccini per tutti, nonostante i dubbi sulla loro sicurezza e la produzione etica, con l’insegnamento morale cattolico? 

Alcuni parlano di un “obbligo morale” di prendere il vaccino. Papa Francesco ha detto in un’intervista che essere vaccinati è un dovere etico. Ma quando il Pontefice ha approvato e ordinato la pubblicazione della nota ufficiale della CDF che dichiara moralmente accettabile l’uso dei vaccini COVID, ha anche approvato il passaggio di quel documento che specificava che la vaccinazione non dovrebbe essere obbligatoria.

Un principio della teologia morale è che le leggi negative obbligano sempre, mentre quelle positive non in tutti i casi. Non c’è eccezione, per esempio, a “Non uccidere”, perché è in negativo. Ma ci sono molte eccezioni a “Onora i tuoi genitori” (e questo comandamento si applica alle autorità di ogni tipo). Anche se la vaccinazione fosse davvero un obbligo morale, non sarebbe certamente obbligatoria in senso stretto. Altrimenti la CDF non avrebbe potuto dire che deve rimanere non obbligatoria.

 

Lei si riferisce alla nota del 2020 sui vaccini, in cui la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che “la vaccinazione non è, di regola, un obbligo morale e che, pertanto, deve essere volontaria”. Si afferma anche che coloro che “per motivi di coscienza, rifiutano i vaccini prodotti con linee cellulari provenienti da feti abortiti” devono fare il possibile per evitare di contrarre o diffondere il virus con altri mezzi, soprattutto tra i più vulnerabili. Perché questo orientamento non viene ascoltata da alcuni, compresi i vescovi negli Stati Uniti, che sostengono che i loro sacerdoti non dovrebbero aiutare a fornire esenzioni religiose?

Ci sono anche altri passaggi interessanti nello stesso documento. In primo luogo, la CDF afferma: “Non intendiamo giudicare la sicurezza e l’efficacia di questi vaccini, anche se eticamente rilevanti e necessari”. Come si addice a un testo magisteriale, la congregazione parla solo di fede e di morale, non di valutazioni scientifiche, che di per sé non fanno parte dell’oggetto proprio del magistero, anche se tali valutazioni possono a volte essere di grande aiuto per pronunciare un giudizio morale. Una conseguenza è che la CDF ha insegnato che i vaccini COVID possono essere presi, ma la congregazione non ha detto che funzionano, né che siano sicuri. Non l’ha detto e non avrebbe potuto dirlo.

Una seconda precisazione del documento è che “è moralmente accettabile ricevere vaccini COVID-19 che hanno usato linee cellulari di feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”, ma questo “quando non sono disponibili vaccini COVID-19 eticamente ineccepibili”. Così, la congregazione aggiunge: “Sia le aziende farmaceutiche che le agenzie sanitarie governative sono quindi incoraggiate a produrre, approvare, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza né agli operatori sanitari né alle persone da vaccinare”.

Sarebbe quindi importante che la Chiesa chiedesse e approvasse una pronta produzione di “vaccini eticamente accettabili”, come li chiama il documento. La CDF parla di “vaccini che non creano un problema di coscienza”. In questo modo, la congregazione, nonostante il suo giudizio morale e prudenziale sulla questione, sta riconoscendo che è legittimo avere dubbi di coscienza. Ritengo che tali dubbi possano essere rivolti non solo al processo di produzione dei vaccini, ma anche ai loro potenziali esiti futuri, e al processo politico-mediatico che mira a imporli.

 

Date le istruzioni della CDF, direbbe che è immorale per i dirigenti e le istituzioni della Chiesa, e anche per altre organizzazioni, non permettere esenzioni religiose?

Non credo che sia una questione strettamente religiosa. Che la vaccinazione debba essere scelta liberamente non è solo una posizione morale cristiana, ma una posizione che è dimostrabile attraverso l’etica naturale. Non mancano i non cristiani e i non credenti che sono a favore di una vaccinazione libera, e possono argomentare la loro posizione. Tuttavia, come altre questioni come la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia, questi sono, a rigore, non solo valori cristiani, ma anche valori umani. Ciononostante, ai cattolici sono concesse esenzioni religiose riguardo a questi valori, e quindi probabilmente le esenzioni religiose dovrebbero essere concesse anche in questo caso. Non sono sicuro che sia immorale non concederle, ma suggerirei ai vescovi e alle istituzioni cattoliche di permetterle.

 

Nel Regno Unito e in alcuni altri paesi, il governo sta progettando o sta per permettere ai bambini sopra i 12 anni di ricevere il vaccino senza il consenso dei genitori. È immorale, data la loro età e il fatto che i giovani hanno meno probabilità di essere colpiti dal COVID e sono più a rischio di rari ma gravi effetti collaterali?

Non sono un medico o qualificato in medicina, ma è chiaro che questi non sono solo vaccini nel senso classico della parola. Anche se le autorità insistono che sono sicuri, nessuno conosce con certezza i loro effetti a medio e lungo termine – né le case farmaceutiche che li producono, né i governi che, almeno in certi casi, li impongono. Non sto dicendo che i vaccini produrranno conseguenze. Speriamo di no. Questo non significa nemmeno che coloro che hanno scelto di farsi iniettare l’agente anti-COVID abbiano commesso un errore. Sto dicendo che i vaccini potrebbero produrre conseguenze, e questo non può essere trascurato da chi cerca di formare la propria coscienza in vista di una decisione così importante. Non ho la verità in tasca. Il punto è: Una persona di buona e formata coscienza dovrebbe valutare questi aspetti per prendere una decisione?

Alcuni paesi dichiarano altri vaccini obbligatori per i bambini. Ma si tratta di vaccini classici, che sono stati testati per decenni, e le malattie che mirano a prevenire sono pericolose per la vita dei bambini; quindi tali leggi possono essere considerate proporzionate. Nel caso dei vaccini COVID, invece, mancano i due elementi che ho appena menzionato. In primo luogo, non sappiamo se questi farmaci siano davvero sicuri a medio e lungo termine (di nuovo: non sto dicendo che non lo siano; semplicemente non lo sappiamo). In secondo luogo, il tasso di mortalità legato alla COVID per i giovani, soprattutto bambini e adolescenti, è praticamente nullo. Quindi perché farli vaccinare? In terzo luogo, la FDA ha recentemente approvato uno (non tutti) di questi vaccini, affermando allo stesso tempo che questo “continua anche ad essere disponibile sotto autorizzazione di uso di emergenza (EUA), anche per individui dai 12 ai 15 anni di età”. Questo implica che: 1) tutti gli altri paesi hanno, per ora, solo una EUA per i vaccini COVID; 2) un solo paese ha approvato solo uno dei tanti vaccini; e 3) anche questo è ancora iniettato sotto EUA per gli adolescenti dai 12 ai 15 anni. Di conseguenza, miliardi di persone in tutto il mondo vengono vaccinate con un farmaco che ha ricevuto solo un’autorizzazione d’emergenza e, in questo senso, può essere considerato sperimentale.

Questo non significa che c’è ancora bisogno di riflessione e studio e che è prudente per una persona discernere se nel suo caso deve ricevere il vaccino? Come possono essere resi obbligatori dei vaccini che sono chiaramente ancora sotto esame scientifico? Appena la FDA ha approvato quel vaccino, un virologo italiano ha dichiarato che ora dovrebbe essere reso obbligatorio. Ma non c’è alcuna ragione per sostenere una tale posizione. Non tutti i farmaci approvati dovrebbero essere imposti alla gente, e il basso tasso di mortalità del COVID non giustifica una tale imposizione. Possiamo essere favorevoli a convincere le persone, non ad obbligarle.

 

Il Papa ha nuovamente parlato il 27 agosto dell’efficacia dei vaccini e della necessità di distribuirli a tutti, apparentemente senza eccezione. Ha anche parlato di un dovere etico di prenderli. La sua posizione compromette chiunque voglia rifiutare il vaccino per motivi religiosi o morali? È sbagliato per un cattolico non essere d’accordo con lui su questo?  

Come regola generale, ogni cattolico porta il massimo rispetto al vescovo di Roma, in ragione del suo ufficio. I suoi insegnamenti magisteriali, anche se non proposti in modo definitivo, devono essere ascoltati secondo una religiosa riverenza di intelletto e volontà. La Chiesa, però, insegna anche che non tutti i pronunciamenti hanno lo stesso peso e vincolano l’assenso dei fedeli allo stesso livello. In un’intervista all’inizio di quest’anno, il Santo Padre aveva descritto l’essere vaccinati come un dovere etico. Più recentemente, l’ha definito un atto d’amore, che, in un certo senso, è ancora più cogente, ma in un altro è meno obbligatorio, se paragonato allo stretto dovere. Finora, il Santo Padre non ha mai detto che i vaccini dovrebbero essere obbligatori.

In sintesi, dato il basso grado magisteriale degli interventi citati, l’oggetto del pronunciamento (non direttamente una questione di fede e morale) e la necessità di una maggiore precisione su quanto detto, tutti i cattolici ascolteranno le parole del Papa con il massimo rispetto. Chiamati a discernere le sue parole, le mediteranno seriamente, ma ogni cattolico può ancora decidere di non ricevere il vaccino in buona coscienza.

 

Lei pensa, come molti, che questi mandati vaccinali (il Green Pass in Italia e altre forme di passaporto vaccinale altrove) siano una sorta di tirannia sanitaria che potrebbe portare a ulteriori restrizioni della libertà personale, ma che molti pastori della Chiesa e un pubblico ignaro in generale non si siano ancora svegliati a questo? 

Lasciatemi dire, prima di tutto, che io non sono un “no-vax” (ricevo ogni anno il vaccino anti-influenzale) e penso che un dibattito tra pro-vax e no-vax, tra gli “illuminati” e i “retrogradi”, sia semplicistico. Un’etichetta migliore, se ce ne fosse bisogno, è quella di “free vax”. Voglio difendere la possibilità di fare una libera scelta con una buona e formata coscienza, senza essere discriminati per questo. Tra i free vaxers ci sono anche molte persone che sono state vaccinate o lo saranno presto. Non si tratta quindi di una posizione negazionista o ideologica. Non si tratta nemmeno di difendere il libertarismo, ma piuttosto la libertà – una libertà fondata sulla ragione e sulla possibilità di un’autodeterminazione onesta e responsabile delle persone, sulla base di una coscienza correttamente formata. La fiducia cieca nell’autorità, che a sua volta è soggetta alla legge, è un errore. Non si può prudentemente offrire una fiducia totale che sospende anche l’uso della ragione. Sembra che anche molti intellettuali abbiano dimenticato la lezione di Sant’Agostino, non molto tempo fa riproposta da Benedetto XVI nella Deus Caritas Est, 28: “Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?” – Se la giustizia viene rimossa, cosa sono i regni se non grandi furti? Non possiamo semplicemente presumere che i governanti e i leader lavorino sempre per il bene comune. Molte volte lo fanno, ma gli errori, l’ideologia e la corruzione esistono.

Non pochi temono che l’imposizione della vaccinazione miri a legittimare nuove forme di tirannia politica. Per ora, è difficile dire se questo è vero. Altre spiegazioni rimangono possibili. Quello che si può dire è che, se fosse vero, la situazione attuale sarebbe coerente con questa ipotesi. La Chiesa – anzi, ogni persona di buona volontà – senza diventare un teorico della cospirazione, è chiamata a tenere la mente e gli occhi ben aperti e a usare una capacità di pensiero critico, secondo ragione.

 

Pietro De Marco, un sociologo italiano della religione all’Università di Firenze, ha recentemente criticato la sua posizione, dicendo che essere un “free vax” non è una posizione legittima e sostenendo che i vaccini non sono sperimentali. Vuole rispondere alla sua critica? 

Rispetto il professor De Marco, e ho apprezzato molti dei suoi interventi in passato. Sono rimasto sorpreso quando ha pubblicato un articolo pungente, in cui si scagliava contro coloro che si rifiutano di essere vaccinati. Mi sono sentito in dovere di inviare una lettera a Sandro Magister, che ha ospitato l’articolo di De Marco sul suo blog. Magister ha gentilmente pubblicato la mia lettera, accompagnandola con la risposta di De Marco. All’inizio del suo secondo testo, De Marco apprezza le mie “osservazioni ragionate” e sembra rettificare il tono del suo primo intervento scrivendo che “dovremmo sempre scusarci per aver alzato troppo la voce”.

Il resto della sua risposta, però, sembra in un certo senso essere ancora più dura della prima. Ho deciso di non pubblicare una risposta dettagliata alla risposta di De Marco, perché non volevo sollevare l’ennesima polemica su COVID. Quindi non risponderò nemmeno qui al suo testo punto per punto.

Dirò solo che mi colpisce il fatto che un uomo così erudito e intelligente tenga una posizione radicale, sostenendola in modo molto debole e dogmatico – cosa che non ci si aspetta da uno studioso del suo livello. Naturalmente, non posso sapere cosa c’è nel cuore del professor De Marco, ma l’impressione è che in questo caso parli eccezionalmente non secondo la sua invidiabile mente, ma per un senso di paura che potrebbe averlo sopraffatto.

Questo non vuol dire che dobbiamo fare i coraggiosi. So che io, come chiunque altro, potrei prendere il virus e morire domani, e che, in quel caso, ci potrebbero essere degli haters su internet che farebbero banchetti sul mio destino, come abbiamo visto accadere troppe volte. Anche se ciò accadesse, non mi farebbe cambiare idea. Il virus esiste e a volte è letale. Ma esiste anche il peccato originale, che colpisce non solo i teologi, ma anche i politici, i capi della Chiesa, gli amministratori delegati. Non possiamo fidarci ciecamente di qualcuno solo perché è esperto o in una posizione di comando: Come conseguenza del peccato originale, esistono errori e ideologie, e anche la corruzione.

Una coscienza formata rimane il luogo in cui ogni persona di buona volontà può e deve ascoltare la voce di Dio, senza negare il principio di autorità, a cui prestiamo il dovuto rispetto. Ma come ricorda il Catechismo (1778), citando John H. Newman: “La coscienza è l’originario vicario di Cristo”.

Sabino Paciolla

www.sabinopaciolla.com

 

 

Vescovo Schneider: “Impedire che lo Stato si impossessi dei nostri corpi”.

Vescovo Schneider: “Ecco come impedire che lo Stato si impossessi dei nostri corpi. Dobbiamo resistere, con fiducia in Dio”

 di Jeanne Smits

 

Il vescovo Athanasius Schneider è certamente schietto in materia di vaccini contaminati dall’aborto, ma in quanto ex cittadino di un paese comunista – avendo vissuto da bambino in uno Stato membro dell’Unione Sovietica – è anche molto contrario alla “dittatura sanitaria” che si sta instaurando in così tanti paesi con il pretesto di combattere il Covid-19. Mentre la Francia sta scivolando in un sistema sempre più totalitario in cui la “vaccinazione” Covid sarà obbligatoria a partire dal 15 settembre e dove sia il pubblico che i dipendenti sono costretti a esibire un “tessera sanitaria” per molti atti ordinari della vita, il vescovo Schneider ha risposto a LifeSite sulla dimensione escatologica di queste esigenze senza precedenti.

“Non dico che questo sia il segno diretto della Bestia, per intenderci, ma potrebbe essere già in parte una prefigurazione di questo segno”, risponde, ripetendo che le misure che vengono imposte stanno in qualche modo rendendo lo Stato il “proprietario” del tuo corpo. “Se il governo ha il potere assoluto di costringerti e di dire come dovrebbe essere il tuo corpo, allora hai perso la tua ultima privacy”.

Il vescovo Schneider chiarisce che abbiamo un duplice obbligo di resistere a questi sviluppi: l’obiezione di coscienza contro l’uso di vaccini contaminati dall’aborto deve andare di pari passo con la resistenza pratica, ad esempio creando reti che consentano alle persone di acquistare e vendere, e anche di viaggiare, senza bisogno di munirsi di tessera sanitaria.

“Dobbiamo già ora cercare tutte le possibilità pratiche per evitare questa nuova dittatura forzata sul nostro corpo e sulla nostra libertà. Se non lo facciamo, ci sarà un totalitarismo che sarà completo, e questa sarà la fine di ogni società umana”, dice, usando più volte la parola “schiavitù” per descrivere le conseguenze delle misure forzate.

Ma il messaggio del vescovo Schneider è tutt’altro che pessimista. Dal punto di vista dell’eternità, la situazione attuale sarà “a vantaggio del bene delle anime”: tutto ciò che Dio permette, in definitiva, contribuisce alla sua maggior gloria.

Né il vescovo Schneider crede che al transumanesimo sarà permesso di prosperare fino al punto in cui un nuovo tipo di uomo sarebbe stato creato dai poteri della scienza: “Dio non lo permetterà”.

Infine, incoraggia tutti i fedeli a porsi sotto la protezione della Vergine Maria, che ha tutti i poteri di intercessione per noi.

Di seguito la trascrizione completa dell’intervista video.

Il governo francese ha introdotto la vaccinazione obbligatoria per le professioni sanitarie e per tutti coloro che lavorano con malati o anziani. Si va dai vigili del fuoco agli assistenti domiciliari. C’è una mobilitazione molto forte contro questo “vaccino”. Per altre persone, il governo ha predisposto un lasciapassare sanitario; le persone non vaccinate possono ottenerne uno valido solo per 72 ore dopo il test negativo per Covid-19. Questo è infatti pensato per impedire loro di vivere una vita normale, poiché senza questo test, che dovrebbe essere ripetuto ogni tre giorni, non possono accedere a grandi centri commerciali, caffè, ristoranti, un gran numero di hotel, concerti, cinema, ecc. Fortunatamente, le chiese sono escluse da questo schema, ma è vietato visitare una persona che è in ospedale, così come l’accesso all’ospedale per cure non urgenti. Con questo requisito del codice QR, la persona non vaccinata viene effettivamente emarginata, minacciata di multe molto pesanti per qualsiasi violazione della legge. Cosa pensa di questo tipo di schema? 

Penso che vada fondamentalmente contro i diritti umani e la dignità umana perché, come lei ha detto, si stabiliranno due classi di persone nella società, e coloro che non sono vaccinati stanno infatti diventando un tipo di persona che quasi non ha eguali diritti rispetto agli altri. Ciò significa che diventano una specie di schiavi perché non hanno diritti: sostanzialmente, non hanno libertà. Ritengo che sia molto pericolosa questa creazione di una società a due classi. Come ho detto, tutto ciò è fondamentalmente contrario ai diritti umani e alla dignità umana: stiamo tornando alle società del totalitarismo. Abbiamo conosciuto sistemi totalitari in cui un tipo speciale di persone per vari motivi, o per ragioni razziali, era contrassegnato da un segno esteriore e non aveva gli stessi diritti civili degli altri.

Quindi questo è un fenomeno davvero pericoloso. Ora vi ci stiamo avvicinando con il pretesto, ovviamente, di misure sanitarie e di assistenza sanitaria. Questo è solo un pretesto perché non ci sono prove certe che la vaccinazione sia davvero efficace per prevenire la contaminazione da Covid. Ci sono persino casi provati – questa non è una teoria del complotto – di persone i cui nomi sono noti, che hanno contratto il virus anche dopo aver ricevuto la vaccinazione Covid; sono risultati positivi e in alcuni casi le condizioni di salute delle persone sono addirittura peggiorate. Poiché abbiamo già quei casi, vediamo che questa vaccinazione non può essere una richiesta assoluta; quindi, dobbiamo protestare contro queste evidenti violazioni dei diritti fondamentali e anche contro queste violazioni delle prove che esistono. Quando la nostra società si trasforma in un luogo in cui le prove vengono semplicemente negate, siamo in una dittatura perché solo un sistema politico dittatoriale nega fatti evidenti per promuovere il suo programma. È chiaro che esiste un programma per vaccinare tutte le persone al fine di raggiungere un obiettivo politico, sociale o ideologico concreto.

La Corte costituzionale spagnola ha recentemente deciso che un vaccino teorico, anche in caso di una grave epidemia, non può essere considerato costituzionale. 

Questa almeno è una buona notizia: nessuno può essere obbligato da un governo a farsi vaccinare. Una decisione simile è stata presa dal Consiglio europeo. Questo è già un buon segno perché se il governo ha il potere assoluto di costringerti e di dire come dovrebbe essere il tuo corpo, allora hai perso la tua ultima privacy, perché il tuo corpo ti appartiene. Con questa vaccinazione forzata, il governo sta dichiarando, non in teoria ma di fatto, che è il governo che diventerà il proprietario del tuo corpo. Per me questa è la massima espressione del comunismo estremo, perché il comunismo sostiene che tutto appartiene allo Stato, come i mezzi di produzione e così via: l’educazione, la famiglia, tutto è comune. Ma ora anche il corpo, il tuo stesso corpo, sta diventando proprietà dello Stato.

I comunisti stavano già cominciando a confiscare i figli dei genitori, per portarli nei campi di educazione, quando i genitori non obbedivano all’ideologia di stato. Questi genitori sono stati privati dei loro figli! Ora alcuni paesi dell’Europa occidentale stanno facendo lo stesso, togliendo i bambini alla famiglia quando si oppongono all’educazione all’ideologia di genere nelle scuole. Ora de facto stiamo assistendo a qualcosa di simile con la vaccinazione forzata. Quando devi avere questi pass verdi facendo il test ogni tre giorni, ecco una violazione pratica, molto astuta e cinica, volta a costringere le persone a ricevere la vaccinazione. Mi chiedo: ora che il Consiglio europeo e il tribunale spagnolo hanno emesso quella decisione dicendo che lo Stato non ha il diritto di obbligare qualcuno a farsi vaccinare, i governi applicheranno queste decisioni? Chi avrà il potere di darci la garanzia che queste decisioni saranno applicate? Ma almeno è un inizio e un buon passo.

 

In Francia ci sono già undici vaccinazioni obbligatorie per i bambini di età inferiore a due anni, incluso il vaccino contro la rosolia, spesso contaminato dall’aborto. Tuttavia, questi non sono associati a un pass o a un codice QR. Pensa che con l’imposizione di un codice QR stiamo entrando in qualcosa di diverso? 

Certo, perché sei completamente controllato. Non hai più libertà, nemmeno per quanto riguarda la privacy del tuo corpo. Le informazioni sul tuo corpo sono in questo codice e quindi, sì, è una differenza sostanziale, e dobbiamo protestare contro questo codice che influenzerà la privacy del corpo.

Ha parlato con forza contro l’uso di cellule fetali ottenute attraverso l’aborto per lo sviluppo, la produzione e la sperimentazione di vaccini Covid. Come tutti sappiamo, molti esperti di teologia morale hanno spiegato che per l’individuo che utilizzerebbe questi vaccini, questa sarebbe una mera cooperazione remota con il male e che, viste le questioni in gioco, possiamo accettare questa iniezione. Ha già affrontato in sostanza queste domande molte volte; ha spiegato i suoi pensieri e opinioni. Vorrei chiederle oggi: pensa che questi leader stiano privando i cattolici del sostegno della Chiesa riguardo al loro diritto – per non dire il loro dovere – all’obiezione di coscienza, che può estendersi anche al rifiuto? 

Questo è evidente perché l’autorità ecclesiastica dice ok, puoi prendere questa vaccinazione perché c’è una teoria morale che dice che questa è una cooperazione materiale remota. Con ciò tranquillizzano e calmano le coscienze; per questo stanno sostanzialmente indebolendo ogni resistenza.

Dobbiamo resistere e protestare contro l’orribile fenomeno che è la cosiddetta “industria fetale”. Dobbiamo distinguere tra due diverse industrie che sono, ovviamente, intimamente connesse: l’industria dell’aborto stessa, che è orribile, e l’altra: la cosiddetta industria fetale, l’uso di tessuti di bambini abortiti e la commercializzazione delle parti del corpo dei bambini abortiti. Qui vengono utilizzati per la ricerca o per la produzione di diversi medicinali, compresi i vaccini. Quindi i vaccini che sono stati prodotti utilizzando queste linee cellulari, o testati su di esse, sono de facto parte della cosiddetta industria fetale. Questa industria fetale deve essere distinta dall’industria dell’aborto anche se sono collegate; ma l’industria fetale è più vicina a noi, quindi quando si utilizza il prodotto, il vaccino, esso è un prodotto diretto dell’industria fetale. Quindi non siamo più lontani da questa industria fetale, ed è una gravissima immoralità partecipare con piena consapevolezza e piena libertà a questo orribile fenomeno della nostra società. Per un cattolico, l’industria fetale è immorale e molto grave perché di fatto collaboriamo con essa, e soprattutto commettiamo un grande peccato di omissione, non riuscendo a protestare in modo chiaro e forte, almeno contro l’uso di linee cellulari nell’industria fetale e nella vaccinazione.

Pertanto, grande è l’irresponsabilità della Chiesa, anche del Vaticano e dei teologi che tranquillizzano e calmano la coscienza del popolo, e che in questo modo paralizzano la resistenza.

Devo aggiungere un altro fenomeno. Di recente ho parlato con una donna che si è convertita profondamente a Dio. Nella sua vita passata, aveva abortito, e dopo essersi convertita a Dio ha riconosciuto tutti gli orrori dell’aborto. Ho parlato con lei delle vaccinazioni contaminate dall’aborto e lei mi ha detto che poteva capire questa orribile situazione di prodotti e medicinali contaminati dall’aborto meglio di me, o di qualsiasi donna che non abbia mai sperimentato un aborto. Mi ha detto: “Posso dire che tutto ciò che è collegato all’aborto nelle medicine e nella loro produzione è così orribile per me perché sono stata così profondamente ferita dall’aborto”. Mi ha detto che non può mai più accettare medicine, prodotti o vaccini che siano collegati in qualche modo all’assassinio di un bambino.

Incontro molte persone ora che, per vari motivi, sono assolutamente contrarie al vaccino, ma che rischiano di perdere il lavoro, i mezzi di sussistenza delle loro famiglie, se non se lo fanno iniettare. Dicono: mio dovere è assicurare la sopravvivenza della mia famiglia, e non posso fare a meno di ricevere questo vaccino, anche se sono totalmente contrario. Che cosa direbbe loro? 

Per altri vaccini e medicinali contaminati dall’aborto, dobbiamo avere le prove: le aziende farmaceutiche devono fornire la prova che questo medicinale è stato contaminato o testato. Per quanto riguarda i famosi vaccini anti-Covid come Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik, l’industria farmaceutica lo ha riconosciuto. Per altri farmaci non abbiamo ancora un riconoscimento pubblico, quindi possiamo usarli perché non abbiamo prove. Ma dovremmo chiederlo per ogni medicinale. Dal momento in cui ricevo dall’azienda farmaceutica la prova che un medicinale è contaminato dall’aborto, ho l’obbligo di non usarlo e di usare un altro medicinale. Dobbiamo scegliere buone aziende e medici che possono fornirci una medicina alternativa che non sia contaminata dall’aborto,

Il secondo punto è più difficile, coinvolge persone che sanno che perderanno il lavoro, specialmente genitori che devono provvedere alle loro famiglie. Questa è, ovviamente, una domanda molto difficile. Ma almeno dovrebbero fare tutto il possibile per evitare di ricevere un tale vaccino. Possono fare un’obiezione di coscienza; forse possono anche ottenere un documento dal loro medico che dirà che per un motivo medico questa persona non può ricevere una vaccinazione, perché c’è qualche allergia, per esempio. In tal caso, devono cercare di trovare tutti i mezzi possibili per evitarlo, o addirittura cambiare lavoro, anche se questo li renderà più poveri.

Penso che Dio ricompenserà queste persone con molti doni spirituali se scelgono di vivere una vita più povera piuttosto che cooperare con l’industria fetale. Sicuramente non moriranno di fame, Dio non lo permetterà mai! Questa è stata la nostra esperienza in epoca comunista. I miei genitori non collaboravano con il Partito comunista. Quindi, i miei genitori non potevano avere una professione, questo non era permesso. E quindi erano semplici lavoratori, avevano uno stipendio basso e vivevamo in modo davvero semplice. Ma Dio non ci ha abbandonato; eravamo felici nella nostra fede e questo ci ha dato ricchezze per tutta la nostra vita, anche quando gli altri che avevano accettato le condizioni del Partito comunista avevano condizioni di vita migliori delle nostre. Penso che dobbiamo ridare il primato alla vita eterna che abbiamo così largamente dimenticato negli ultimi decenni. Anche nella Chiesa, anche i buoni cattolici sono stati invasi da una sorta di materialismo perché eravamo molto attaccati alla vita materiale e le davamo il primato su quella eterna e spirituale.

Quindi questo è un principio: direi cambiare lavoro, e anche se devo fare un lavoro semplice come pulire le strade, avrò comunque dei mezzi per sostenere la mia famiglia, ma in modo più povero. Questa è una decisione di coscienza, penso, ma Dio ricompenserà queste persone, ovviamente, e sarà un segno di protesta e una testimonianza che non stiamo collaborando con l’orribile industria fetale.

Qual è la sua risposta a chi dice che tali misure, ad esempio il lasciapassare sanitario e la vaccinazione diffusa, sono assolutamente indispensabili affinché tutti insieme possiamo recuperare le libertà pubbliche, e che rifiutarle significa mostrare egoismo? Lo sentiamo spesso: le persone che non vogliono il vaccino vengono chiamate egoiste. 

No, questo non è egoismo. Se fai il vaccino troverai una libertà solo apparente, perché questo cosiddetto lasciapassare sanitario ti sta trasformando in uno schiavo, perché con questo lasciapassare il tuo corpo apparterrà allo Stato e non più a te, in qualche modo, con questi codici e così via, ed è così che stai perdendo la tua libertà. Come puoi chiamarlo egoismo quando non è dimostrato che il vaccino protegge dalla contaminazione del virus? Non è dimostrato che dopo aver ricevuto il vaccino non si possa sviluppare o trasmettere il Covid. Conserviamo più libertà quando non la riceviamo.

Questo QR code è un tentativo di imporre il marchio della bestia di cui parla l’Apocalisse, o una sorta di prefigurazione di essa, in quanto i non vaccinati rischiano di ritrovarsi vittime di una sorta di reclusione, che per molti rende impossibile guadagnarsi da vivere o proseguire gli studi?

Possiamo dire che questa è forse già una sorta di prefigurazione del marchio della Bestia. Non direi, direttamente, che questo è già il marchio della Bestia. Non ho ancora tutti gli elementi per dirlo, ma almeno possiamo dire che è una sorta di prefigurazione perché l’Apocalisse dice che non si può né comprare né vendere se non si ha il marchio in mano, sul corpo. È molto vicino quando le persone che non sono marchiate nel loro corpo con il vaccino – questo è un marchio – non possono entrare in certi negozi o supermercati: non possono entrare, non possono comprare o vendere lì, e questo è letteralmente già in atto.

Penso che dobbiamo essere preparati a essere esclusi. Forse si possono stabilire sistemi alternativi: ad esempio, chi è contrario alla vaccinazione può magari fare una nuova catena di scambio, lo scambio privato di prodotti in maniera più ridotta, con piccoli negozi che non sono soggetti al pass, o all’aria aperta, o catene private di scambio di prodotti. Penso che sia possibile stabilirlo. In Francia ci sono grandi proteste contro la vaccinazione forzata: penso che queste proteste potrebbero portare a nuovi sistemi reciproci di acquisto e vendita di prodotti di cui le persone hanno bisogno perché sono coinvolte tante persone. Si spera che in altri luoghi e in altri paesi si possano creare tali sistemi di vendita di prodotti.

Dobbiamo trovare alternative; è molto importante anche per l’acquisto e la vendita di prodotti. Quando siamo esclusi dai trasporti pubblici, come treni, autobus e così via, possiamo creare un sistema per viaggiare con le auto private. Dobbiamo già cercare tutte le possibilità pratiche per evitare questa nuova dittatura forzata sul nostro corpo e sulla nostra libertà. Se non lo facciamo, ci sarà un totalitarismo che sarà completo, e questa sarà la fine di ogni società umana.

Faccio appello anche ai non credenti, a tutte le persone di buona volontà: cominciate già a progettare sistemi alternativi, nei trasporti, nella compravendita di prodotti, magari anche per lo studio, con centri studi privati. Dobbiamo svilupparli almeno teoricamente e poi praticamente, con tutte queste brave persone che stanno dimostrando come sopravvivere. Dobbiamo fare un’alleanza mondiale di protesta e alternative; se non lo faremo, avremo un sistema totalitario completo. E questo dobbiamo evitare.

Il codice QR utilizzato per dimostrare lo stato del vaccino può già essere considerato di per sé come una forma del marchio della Bestia? 

Sì. Questo codice conterrà tutte le tue informazioni private sulla tua salute che sono già sotto il controllo dello Stato. Questo codice è collegato, a quanto ho capito, al vaccino. La vaccinazione contiene almeno alcune “orme” dell’aborto, anche se sono molto lontane dall’orribile assassinio di bambini che è già di per sé un atto satanico. L’uso dei loro corpi, dei loro tessuti, è anche in sé satanico perché è una rivolta contro Dio, Datore di vita. In questo caso i vaccini contaminati dall’aborto hanno impronte sataniche, anche se remote, della Bestia. Quindi il vaccino, con il suo corrispondente numero di codice, è una prefigurazione del segno della Bestia. Non dico che questo sia il segno diretto della Bestia, per intenderci, ma potrebbe essere già in parte una prefigurazione di questo segno e quindi dobbiamo evitare anche questo. Questo codice è in qualche modo immorale poiché, ripeto, il governo si sta completamente impossessando del tuo corpo.

Secondo lei, è in teoria lecito trovare modi per aggirare la legge per sottrarsi alla sua severità, ad esempio attraverso un falso certificato? Non incoraggerei le persone a farlo a causa delle pesanti sanzioni previste.

Il vaccino obbligatorio di fatto è un abuso di potere da parte del governo; questo è di per sé immorale. Con esso, lo ripeto, il governo sta diventando proprietario del tuo corpo e della tua privacy, e questo è contro i diritti fondamentali. La legge intrinsecamente malvagia della vaccinazione forzata che è in qualche modo connessa o contaminata con l’aborto e l’industria fetale è immorale. Poiché è un atto forzato, penso che si possa presentare anche un documento falso.

Confronterei questa situazione con quella che c’era quando alcuni governi totalitari emettevano ordini immorali contro gli ebrei. Sappiamo che papa Pio XII e i vescovi, quando gli ebrei furono perseguitati dai nazisti, permisero l’uso di documenti falsi per proteggere gli ebrei. Era permesso perché le leggi contro gli ebrei erano intrinsecamente immorali.

Sarebbe una sorta di autodifesa: difendi il tuo corpo e la tua privacy da un aggressore che ti sta opprimendo. Allo stesso modo puoi difendere tuo figlio o la tua famiglia contro un aggressore che ucciderebbe i tuoi figli o li ridurrebbe in schiavitù. Ad esempio, quando sei madre e hai dei figli in casa e arrivano persone malvagie che vogliono rubare i tuoi figli per ridurli in schiavitù, se ti chiedono se i tuoi figli ci sono, sicuramente come madre dirai “no “, perché devi proteggerli. Dire loro: “Sì, sono qui, ti apro la porta e ti faccio vedere dove sono” sarebbe una follia se tu fossi una madre. Dici: “No, non sono qui”. Dirai una menzogna, ma perché è intrinsecamente malvagio portare i tuoi figli in schiavitù. Quando non ci sono altri modi.

Quale sarebbe la responsabilità precisa di un politico eletto che vota per tali misure? In Francia quando ottennero il voto positivo dell’Assemblea e del Senato ogni volta mancava una buona parte dei parlamentari, erano assenti. La legge è stata adottata con pochissimi votanti. Secondo lei, qual è la responsabilità di questi eletti che hanno votato per queste leggi o che non erano lì per votare contro di esse? O la responsabilità del poliziotto o del gendarme incaricato dell’attuazione di queste leggi? 

I parlamentari hanno piena responsabilità, credo, perché rappresentano e sono eletti per il bene comune dei cittadini. Quando si astengono o votano a favore di queste leggi dittatoriali e totalitarie per controllarti completamente, per ripudiare te o il tuo stesso corpo con questa vaccinazione obbligatoria, stanno commettendo il male perché stanno collaborando a renderti schiavi dello Stato, a rendere il tuo corpo proprietà dello Stato. È immorale collaborare a tali leggi, e anche astenersi. Quanto al poliziotto che le attua, ha una responsabilità minore perché sta solo eseguendo gli ordini dello Stato. Forse non è nemmeno personalmente convinto, ma sarà costretto. Quindi non è tanto una sua responsabilità quanto il fatto che sta eseguendo una legge ingiusta. In alcuni casi penso che la polizia, come cittadini responsabili, può trovare un modo per proteggerti, magari evitando di essere severi nei controlli e così via, pur rispettando formalmente la legge. In tutte le dittature, anche nei campi nazisti, ci sono poliziotti che trovano il modo di proteggere la gente.

Qual è il suo consiglio spirituale per i cattolici preoccupati? Vedo molti che ora hanno molta paura della situazione che si sta verificando. Cosa direbbe loro di fare? 

Per prima cosa, darei loro la parola di Nostro Signore Gesù Cristo nel Vangelo. Dice: non temere coloro che uccidono il tuo corpo, ma temi coloro che prenderanno la tua anima o la danneggeranno. Non dobbiamo temere il governo; dobbiamo dare il primato alla nostra anima, alla nostra vita spirituale, alla vita di preghiera con i sacramenti, e così dobbiamo essere profondamente radicati nella nostra preghiera quotidiana. Dobbiamo essere radicati nella nostra fede, nella nostra convinzione che la nostra vita è in definitiva nelle mani di Dio e non nelle mani del governo, anche in una dittatura, anche in un sistema totalitario! La nostra vita è in definitiva nelle mani di Dio, che è il nostro Padre celeste. È nostro Padre anche quando siamo, in certi periodi di tempo, angosciati e perseguitati e umiliati come con questa vaccinazione forzata. Questo è un tempo relativamente breve, quindi dobbiamo guardare più in alto e più lontano, perché Dio permette tutto ciò, in definitiva, solo per il bene della nostra anima. San Paolo dice che tutto contribuirà al maggior beneficio di chi ama Dio, tutto contribuirà a un bene più grande per chi ama Dio. Se siamo radicati nella nostra fede, nella fiducia della Provvidenza del nostro Padre celeste, sapendo che la nostra vita è nelle sue mani, questo ci darà fiducia. Conosciamo l’attuale dittatura sanitaria del Covid, questo totalitarismo è breve, è relativamente breve, non è l’eternità! La storia ha sempre dimostrato che le dittature non sono durate così a lungo, e Dio mostrerà anche a questi nuovi “dittatori sanitari” che il loro potere è limitato. Dobbiamo credere che Dio interverrà nella storia.

Dobbiamo anche concentrarci profondamente sul fatto che forse questo è un appello di Dio per noi ad approfondire la nostra vita di preghiera. Dobbiamo approfondire la nostra vita sacramentale con una confessione più regolare, una comunione più regolare e preghiere. Dovremmo essere più uniti a tutti coloro che si oppongono a questa dittatura, per fare una catena. Forse questi tempi difficili sono un’opportunità per confessare Dio, per essergli fedeli. Ma Dio è tanto buono che dà sempre le grazie necessarie, e ci ricompensa nei momenti difficili e ci dà le sue consolazioni. Questo è il mio consiglio e il mio consiglio.

Ci sembra che ci sia una volontà di impadronirsi del corpo umano, un piano transumanista che viene messo in atto e persino realizzato. È concepibile che Dio permetta all’umanità di cadere – per la maggior parte delle persone contro la sua volontà – in qualcosa di così contrario alla sua volontà per l’umanità? 

Penso di no, perché Dio si riserva i suoi poteri divini di creazione, e quindi non ci sarà un essere umano sostanzialmente nuovo come lo vogliono creare i transumanisti. Non ci riusciranno: Dio non lo permetterà. Lui è il Signore; dobbiamo crederci. Forse produrranno delle cose, ma non sarà un essere umano, mai, perché Dio crea l’anima che è la parte essenziale dell’essere umano. Ripeto: non credo che Dio lo permetterà. I suoi sono i poteri del Creatore e gli sono riservati. Se continueranno con queste cose orribili che bestemmiano Dio, verrà la fine dei tempi come leggiamo nell’Apocalisse e nel Giudizio. E per noi Gesù ha detto: quando verrà questo tempo, alza il capo perché la tua salvezza è vicina, alza il capo con fiducia, la tua salvezza è vicina! Di nuovo, hac lacrimarum valle. Questa è la nostra situazione, ma c’è anche la gioia profonda di avere una Madre. Non ci abbandona mai e ci è sempre vicina. Questo è il mio consiglio, che non ci abbandonerà mai, è l’onnipotente intercessione per noi. Lei si prenderà cura di noi; sempre, dobbiamo fuggire sotto il suo manto. Soprattutto in questi tempi, dobbiamo pregare: Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrixfuggiremo sotto la sua protezione.

Fonte: lifesitenews.com

 

L’aborto e l’eutanasia sono violazioni dell’etica cristiana. Intervista al card. Müller.

Gli esseri umani possono uccidere altri esseri umani? L’aborto e l’eutanasia sono violazioni dell’etica cristiana. Il cardinale Gerhard Ludwig Müller in un’intervista a kath.net. Di Lothar C. Rilinger

 

Vaticano (kath.net) Dopo l’ultima guerra mondiale, il mondo è rimasto scioccato nel vedere che nel Terzo Reich è stata eseguita una politica che ha trovato la sua strada nella storia dell’umanità come la politica dell’eutanasia. Attraverso questa politica, lo stato nazionalsocialista si metteva al posto di Dio e nella sua onnipotenza, che credeva derivare da Dio, determinava chi aveva diritto alla vita o chi aveva rinunciato a questo diritto. Il diritto alla vita era negato a coloro che appartenevano a certi gruppi etnici o la cui vita non era giudicata “degna di essere vissuta”. Sì, il mondo fu scioccato e quindi furono intentate cause penali che dichiaravano l’eutanasia una violazione del diritto umano fondamentale alla vita. Questo ha reso l’eutanasia attiva un tabù a cui il mondo civile ha aderito.

Ma lo shock per i crimini dei nazionalsocialisti non durò troppo a lungo. Vent’anni dopo la fine della guerra, nella discussione si iniziò a considerare di permettere l’eutanasia se il paziente era irreversibilmente malato. Altri dieci anni dopo, fu chiesto il permesso di permettere l’eutanasia attiva anche se il paziente non era irreversibilmente ma gravemente malato. Ancora una volta, qualche anno dopo, fu chiesto che l’eutanasia attiva fosse rilasciata anche se il paziente semplicemente non si sentiva bene.

È una corsia scivolosa su cui si svolge la discussione sulla liberalizzazione dell’uccisione di esseri umani. Nel frattempo, l’eutanasia attiva è stata approvata in alcuni paesi europei, anche i bambini possono essere uccisi.

Parallelamente a questo dibattito, c’è anche una discussione sull’uccisione degli esseri umani non nati. Questa battaglia di opinioni ha raggiunto un culmine piuttosto triste con il voto del Parlamento europeo sul rapporto Matic. Anche se la maggioranza non ha chiesto l’aborto fino all’ultimo secondo prima della nascita – anche se una minoranza significativa lo ha fatto – è stato deciso dalla maggioranza che l’uccisione di esseri umani non ancora nati dovrebbe essere considerata un diritto umano che è applicabile e che ci potrebbero essere conseguenze penali e civili se un medico si rifiuta di eseguire l’aborto.

Tutte queste discussioni toccano le basi stesse delle nostre società e dei nostri Stati. Ecco perché abbiamo parlato con il cardinale Gerhard Ludwig Müller per riflettere sulla legittimità di tali atti di uccisione.

 

Lothar C. Rilinger: Quando il Parlamento europeo ha deciso di chiedere che l’aborto sia un un diritto umano ha rotto con l’idea che i diritti umani derivano dalla natura e non possono essere creati come un diritto positivo dagli esseri umani secondo il loro capriccio. Pensa che sia giustificato che le élite politiche determinino ciò che dovrebbe essere considerato un diritto umano?

Gerhard Ludwig Cardinal Müller: Lo Stato non è che l’istituzione che deve fornire le condizioni quadro per la vita umana. Attraverso queste condizioni quadro, permette ai suoi cittadini di condurre la propria vita. Ogni essere umano è concepito dal padre e dalla madre e non è quindi un prodotto dello Stato. Attraverso la procreazione del bambino, il bambino sperimenta una libertà attraverso la quale può partecipare alla vita sociale e statale in modo autodeterminato. A differenza di uno schiavo o di un servo della gleba, può sviluppare il suo libero arbitrio, che però è limitato dal costume. Se lo Stato si stacca dall’osservanza dei diritti naturali derivati dalla natura e quindi dalla creazione di Dio e non difende più questi diritti, si perverte e allo stesso tempo si porta ad absurdum.

Lo Stato deve riconoscere di non essere il creatore della vita, ma esclusivamente Dio come crede la tradizione giudaico-cristiana. Attraverso di lui sono stati messi al mondo diritti inalienabili e incontestabili, che ogni essere umano ha acquisito attraverso la procreazione e che nessuno può togliergli. Questi diritti si accumulano nel diritto umano alla dignità – in un diritto umano che esclude i terzi dal determinare se una persona ha diritto a questi diritti. Nel XX secolo, gli Stati totalitari, orgogliosi del loro presunto illuminismo, hanno abbandonato la validità dei diritti umani e hanno permesso all’arbitrio di regnare. Le conseguenze sono enormi mucchi di cadaveri. Per contrastare questa perversione del potere statale, la dignità di ogni essere umano – cittadino o residente – è stata stabilita come principio guida nella Legge fondamentale tedesca. I diritti umani derivano dalla natura razionale dell’uomo e sono quindi sottratti a qualsiasi regolamentazione positivistica. Essi precedono qualsiasi legge positiva decisa da esseri umani e non possono quindi essere modificati o anche decisi ex novo a maggioranza. Se un parlamento dovesse innalzarsi al di sopra di questi diritti naturali e porre il diritto positivo al di sopra del diritto naturale, si corre il pericolo che lo Stato possa scivolare in una dittatura totalitaria – in una forma riprovevole di Stato in cui l’uomo stesso determina cosa deve essere considerato bene e cosa male. Questo è un pericolo non solo per il singolo Stato, ma anche per l’Unione Europea se proclama diritti umani che sono contrari ai diritti umani che derivano dalla natura razionale degli esseri umani.

 

Rilinger: Si può immaginare che ci sia una differenza nella qualificazione giuridica di un essere umano a seconda che sia nato o non ancora nato?

Cardinale Müller: L’ordine giuridico mira alla coesistenza degli esseri umani sulla base della moralità, che si esprime soprattutto nel riconoscimento dei diritti umani fondamentali. Nel cristianesimo c’è la convinzione, che non può essere superata, che l’essere umano – nato o non nato – non esiste mai come fine e strumento per qualcos’altro. Questa è la base della nostra visione dell’umanità e tutta l’etica è costruita su di essa. Se ci si allontanasse da questo principio, si sarebbe al punto di partenza della disumanità. Stalin credeva che i prigionieri del GULAG avessero diritto alla vita solo nella misura in cui potevano lavorare per l’Unione Sovietica. Himmler, il capo delle famigerate SS, disse che gli interessava la vita di mille donne russe solo finché non avessero finito di costruire un fossato di carri armati per la Wehrmacht.

Questi sono solo due esempi particolarmente drastici del disprezzo abissale per gli esseri umani nelle ideologie politiche del nostro tempo. Se uno è dell’opinione che ci sono troppe persone sul nostro pianeta che consumano risorse, non può quindi propagandare e praticare l’uccisione di esseri umani nel grembo materno senza esporsi come un dispregiatore di esseri umani. Questo è detto anche in modo abbastanza drastico da Papa Francesco, al quale i rappresentanti della salute riproduttiva, termine con cui si derubrica con cui l’aborto, amano altrimenti riferirsi.

Per inciso, la costruzione giuridica secondo la quale l’aborto deve essere esente da pena nei primi tre mesi è illogica, ma può essere spiegata dal braccio di ferro politico. L’intenzione non era quella di usare il diritto penale per costringere le madri a continuare la gravidanza. Tuttavia, seguendo i desideri delle madri in attesa, la nuova versione del diritto penale ha messo in discussione la coscienza morale pubblica e ha aperto la porta all’erosione dell’etica. Inoltre, anche il limite di tre mesi è scelto arbitrariamente. O l’essere umano deve essere considerato come una persona dall’inizio della sua esistenza corporea al momento del concepimento e, come diceva Immanuel Kant, quindi un fine in sé, o è e rimane per tutta la vita una cosa chiamata materiale umano, di cui altri possono disporre secondo criteri arbitrari. Se si denuncia l’essere umano nel grembo materno come una cosa o come un “mucchio di cellule” o si degradano i prigionieri o le persone politicamente antipatiche ad una banca degli organi, allora la vita di ogni essere umano è fondamentalmente a disposizione dei potenti politici e finanziari.

Pertanto, il Concilio Vaticano II non si rivolge solo ai fedeli in Cristo, ma a tutti gli uomini. Il Concilio Vaticano II affronta l’ammonizione, che è come una Magna Charta della vita basata su diritti umani inalienabili: “Inoltre, tutto ciò che è contrario alla vita stessa, come ogni tipo di omicidio, genocidio, aborto, eutanasia e anche il suicidio volontario; tutto ciò che viola l’inviolabilità della persona umana, come la mutilazione, la tortura fisica o mentale e il tentativo di esercitare la coercizione psicologica; tutto ciò che offende la dignità umana, come condizioni di vita disumane, arresti arbitrari, rapimenti, schiavitù, prostituzione, traffico di ragazze e giovani, quindi anche condizioni di lavoro indegne in cui il lavoratore è trattato come un semplice mezzo di acquisizione e non come una persona libera e responsabile: tutti questi e altri atti simili sono di per sé una vergogna; sono una decomposizione della cultura umana, degradando molto di più coloro che fanno il male che coloro che lo subiscono. Allo stesso tempo, sono al massimo grado una contraddizione con l’onore del Creatore”. (Gaudium et Spes, 27).

 

Rilinger: Il 5° comandamento, che deriva dall’Antico Testamento, afferma che è vietato uccidere un altro essere umano. Ma a quali condizioni l’uccisione di esseri umani potrebbe comunque essere giustificata?

Cardinale Müller: I dieci comandamenti sono emersi dalla fede di Israele in Dio come Creatore del mondo e della vita. Riflettono anche che Dio ha condotto il popolo ebraico fuori dalla schiavitù. Nei Dieci Comandamenti troviamo la legge morale naturale che Kant ha descritto e che ogni persona ragionevole può capire. Attraverso questa legge morale, la vita sociale è possibile; attraverso questa, la coesistenza delle persone è regolata in modo naturale.

Se venisse negato, l’umanità perirebbe e si applicherebbe la legge del più forte – il potere trionferebbe sul bene e la verità soccomberebbe alla menzogna.

In passato, la pena di morte era giustificata. Poteva essere eseguita solo se il colpevole uccideva deliberatamente e con motivi bassi o se metteva in pericolo la vita della comunità tradendo il paese. Ma l’abuso della pena di morte, soprattutto negli stati totalitari, e naturalmente i molti errori giudiziari e gli omicidi giudiziari, hanno fatto ripensare il mondo illuminato. La pena di morte è ora disapprovata e abolita, almeno in gran parte del mondo occidentale.

La situazione è diversa con la legittima difesa. Se qualcuno uccide per autodifesa, non è lui che ha la colpa della morte dell’aggressore, ma l’aggressore stesso. Con il suo attacco, ha minacciato la vita di una persona innocente e allo stesso tempo ha messo a rischio la sua stessa vita in modo immorale. La legittima difesa rappresenta una situazione di confine morale che non può essere utilizzata – nemmeno per analogia – per ammorbidire il divieto di uccidere e costruire situazioni di legittima difesa per legittimare l’uccisione di persone in altri ambiti. Questo vale soprattutto per l’aborto quando la vita della madre è messa in pericolo dalla gravidanza. Se la vita del bambino si oppone a quella della madre, l’emergenza può essere risolta solo nella logica dell’amore di una madre che solo Dio assiste.

 

Rilinger: La legge morale è immanente nell’uomo. Per aggirarla, il filosofo australiano Peter Singer ha quindi proposto di distinguere tra l’essere umano in quanto tale e la persona. Secondo questo, il diritto umano non dovrebbe essere legato alla pura umanità – egli classifica la vita di un umano appena nato come meno preziosa di quella di un maiale, di un cane o di uno scimpanzé – ma piuttosto dovrebbero averne diritto solo le persone che hanno razionalità, autonomia e consapevolezza di sé e sono quindi da considerare come persone. Può accettare questa distinzione?

Cardinale Müller: Questi “filosofi” sono già inaffidabili perché applicano i loro principi deliranti e disumani solo agli altri, ma non a se stessi. Sarebbe una perversione dell’immagine umana se una madre che prende in braccio il suo bambino appena nato fosse moralmente su un livello etico più basso di un amante di cani che si lascia leccare dal suo amico a quattro zampe completamente cresciuto. Infine, vedere una donna incinta o un neonato nella sua culla risveglia in qualsiasi persona psicologicamente normale un gioioso stupore per il miracolo della vita e lo rende più felice di quanto potrebbe mai fare la vista di un branco di maiali o scimmie.

Razionalità, autonomia, fiducia in se stessi, intelligenza, talento sono, da un lato, dotazioni naturali in ogni singolo essere umano, ma dall’altro, qualità innate o acquisite che si sviluppano e si sviluppano in graduali differenze nei singoli esseri umani – in altre parole, tutte circostanze che si suppone facciano di un essere umano una persona degna di protezione. Ma l’intelligenza di un computer, se si vuole chiamare la sua capacità intelligenza, è superiore a qualsiasi essere umano. In virtù della sua “intelligenza artificiale”, ogni computer può calcolare meglio di un essere umano. Eppure: non è un essere vivente e certamente non è un essere umano spiritualmente dotato di responsabilità morale delle sue azioni, la cui particolarità individuale è chiamata “persona”. Se si prende l’intelligenza di un essere umano per dargli il predicato “persona”, ci si mette immediatamente in concorrenza con la macchina, che dopo tutto può mostrare un grado di intelligenza superiore. Classificare un essere umano come una persona degna di diritti sulla base di una caratteristica che ogni computer possiede manca di rigore nell’argomentazione; dopo tutto, anche la macchina dovrebbe essere considerata come una persona – ma questo non è possibile.

 

Rilinger: L’eutanasia attiva è l’ultima possibilità per liberare una persona malata dal dolore e dalla sofferenza? O non è piuttosto un atto della più grande disumanità?

Cardinale Müller: Anche se la parola eutanasia attiva suona come aiuto ed empatia – l’aiuto veramente umano per una persona morente consiste nel rispettare la sua dignità di essere umano nell’ultima fase della vita. Si dovrebbe dargli coraggio nella sua paura e dargli la speranza che il nostro Creatore non ci lascerà soli nella e dopo la morte. Questo conforto, che rende più sopportabile la sofferenza e l’avvicinarsi della morte, ci è stato dato da Gesù Cristo e ci ha rivelato così una nuova casa nella comunione eterna con lui. Il sollievo medico del dolore attraverso i farmaci dovrebbe essere dato ad ogni moribondo, anche se questo potrebbe indebolire il suo ciclo vitale. La cura da parte dei parenti e il sostegno spirituale del pastore aiutano il malato più che ucciderlo deliberatamente e di proposito. L’uccisione deliberata e consapevole di un malato è il peggior attacco alla sua dignità, perché gli si sta dicendo che non esiste come persona per se stessa ed è amata da noi, ma – dal punto di vista dell’utilitarismo – solo nella misura in cui è utile alla società. E perfidamente, gli si chiede anche l’accordo suicida di non voler più essere un peso inutile per i suoi simili.

 

Rilinger: La criminalizzazione dell’aborto nei primi tre mesi e dopo la consulenza potrebbe essere vista come una sorta di misura sanitaria?

Cardinale Müller: L’uccisione di un essere umano nel grembo materno è un crimine orribile contro la dignità di quell’essere umano nella sua assoluta unicità. Il fatto che sia nelle prime fasi dello sviluppo corporeo non cambia la sua esistenza come essere umano individuale che è già considerato – in modo limitato – come soggetto di diritto. Quando la maggioranza dei deputati europei, in una perversione diabolica del concetto, rivendica un diritto umano all’aborto, cioè un diritto ad uccidere un essere umano – ma nello stesso tempo apostrofa come altamente riprovevole la triturazione dei pulcini maschi – mentre vuole criminalizzare i difensori del diritto alla vita di ogni essere umano, soprattutto quello nel grembo materno, allora non è altro che una aperta ricaduta nella barbarie. Questa perversione della legge si presenta a noi come un terribile attacco suicida dello Stato costituzionale a se stesso.

 

Rilinger: Nella discussione sull’approvazione dell’eutanasia attiva e dell’aborto, devono essere presi in considerazione anche argomenti che precedono la legge e che troviamo nella religione giudeo-cristiana?

Cardinale Müller: La legiferazione positiva nelle mutevoli leggi statali e la corrispondente giurisprudenza devono essere precedute da una coscienza morale che è anche plasmata dalla religione cristiana; dopo tutto, l’Europa e quindi la cultura occidentale sono emerse anche dal cristianesimo. Tuttavia, le leggi positive non possono essere sempre applicate in modo formalistico. Se un pedone attraversa il semaforo quando è rosso, l’automobilista per il quale il semaforo è verde non può tuttavia insistere sul suo diritto e mettere in pericolo il pedone. In altre parole, nessuno ha il diritto di spegnere la sua ragione morale e invocare il suo diritto formale per sfuggire alla responsabilità delle conseguenze negative delle sue azioni. Anche se a un medico europeo viene ordinato di eseguire un aborto per legge, egli è responsabile della morte del bambino e deve giustificarsi davanti a Dio; infatti, egli è responsabile delle sue azioni letali tanto quanto il suo collega in Cina lo è del furto di organi ordinato dallo Stato.

 

Rilinger: In alcuni paesi europei, l’eutanasia attiva è stata approvata. Lo scrittore francese Michel Houellebecq ha affermato che uno Stato che legalizza l’eutanasia – cosa che già avviene in Europa – ha perso ogni rispetto, per cui deve essere sciolto per far posto ad un altro sistema. Può condividere questa valutazione?

Cardinale Müller: Sì. Sono facilmente d’accordo con lui. Non è l’unico pensatore che, anche senza invocare esplicitamente Dio nel senso ebraico e cristiano, vede le basi della cultura europea della ragione e dell’umanità in pericolo. Con il suso programma di decristianizzazione sistematica dei fondamenti della cultura europea, l’élite politico-mediatica ha annunciato la fine dell’Europa che dicono di rappresentare. L’Europa è costruita sul cristianesimo. Se si abbatte questo fondamento, si priva questo continente del sostegno che può tenere tutto insieme.

Solo una potente rinascita della verità della dignità inalienabile che viene incondizionatamente ad ogni singolo essere umano – nato o non nato – per natura, che è intrinseca a lui, può salvarci dagli abissi di una dittatura orwelliana del nudo potere senza spirito e del calcolo materialista dell’utilità senza moralità – dalle distorsioni che risultano dalla negazione della legge morale naturale e che i sistemi fascista e stalinista del XX secolo, come preludio, hanno portato. Secolo, come preludio di un futuro crudele che ci minaccia, hanno portato davanti al mondo in modo inconcepibile e inimmaginabile.

I fedeli sanno che i nemici del popolo di Dio hanno sempre “riposto la loro fiducia nei carri e nei cavalli” (Sal 20,8), cioè oggi nel potere finanziario delle élite e nel lavaggio del cervello delle masse. Ma contro tutti i meri calcoli terreni “noi confessiamo il nome del Signore nostro Dio”. A lui l’adoratore grida: ‘Salvami dalla bocca dei leoni e dalle corna dei bufali’”. (Sal 22,22).

 

Rilinger: Grazie mille!

Un nuovo sessantotto in arrivo: la rivoluzione della Cancel Culture può travolgere anche l’Europa. Di Samuele Maniscalco

Nel mondo anglofono, sulle due sponde dell’Atlantico, sta imperversando una sorta di tentativo di un nuovo ’68. Viene denominato a volte movimento Woke (risveglio), a volte in modo ben più radicale “Cancel Culture”. Sono la cultura e la civiltà occidentali che vanno cancellate.

Meno di un anno fa abbiamo assistito attoniti alla vandalizzazione e in alcuni casi alla distruzione di numerosi edifici e all’abbattimento simultaneo di decine di statue pubbliche su suolo statunitense per mano di Black Lives Matter e Antifa, collettivi riconducibili a un elemento centrale che fa da denominatore comune al fenomeno che ci accingiamo a descrivere.

Qual era la colpa dei personaggi presi di mira? A detta dei manifestanti erano tutti accusabili di varie forme di razzismo. Lo stesso razzismo che, secondo Black Lives Matter, permea profondamente la società americana e che avrebbe portato un polizotto bianco a uccidere un afroamericano inerme: George Floyd.

L’uccisione del signor Floyd, alimentata da una narrativa incandescente, ha spinto miglia di americani a scendere in piazza in nome di una causa in sé giusta, quella dell’antirazzismo.

Ma come in ogni rivoluzione che si rispetti gli elementi moderati del movimento sono stati fagocitati quasi subito da quelli più radicali, che hanno letteralmente messo a ferro e fuoco moltissime città nord-americane.

Lo zelo rivoluzionario che anima le “imprese” di questi gruppi prende il nome di Cancel Culture, alla cui base troviamo l’ideologia sinistrorsa denominata Woke, termine entrato fin dal 2017 nell’Oxford English Dictionary col significato di “essere vigile contro la discriminazione razziale o sociale e l’ingiustizia”.

L’ideologia Woke mette sotto accusa tutto il passato dell’Occidente, principalmente ciò che viene denominato “suprematismo bianco”, identificando quest’ultimo con le strutture legali e culturali oggi vigenti che, secondo i fautori di questa teoria, debbono essere abbattute per capovolgere l’equazione di potere oggi dominante.

In realtà, questa neo-rivoluzione accusa in genere l’uomo occidentale di possedere una mentalità eurocentrica che discrimina in modo intrinsecamente iniquo tutte le “identità sociali” minoritarie, che vanno dalla razza all’orientamento sessuale, ma anche alla religione, ecc…

La Cancel Culture è la ribellione che dovrebbe mettere fine a questa situazione e se per ora si manifesta principalmente nel mondo anglofono, è destinata a un redde rationem in tutto quel mondo che un tempo si denominava “civiltà cristiana”.

Il paradosso sta nel fatto che fiorisce più negli ambienti degli accusati che in quello degli accusatori. 

Molti europei ritengono improbabile che questo fenomeno di violenza culturale e fisica – di chiaro stampo neo-marxista – possa fare breccia in Europa: in fondo, crediamo di avere troppa storia e troppa cultura per accettare una simile distruzione del nostro retaggio.

Eppure la Rivoluzione Francese è nata proprio qui da noi, in Europa. Così come il Manifesto Comunista di Engels e Marx e pure il ‘68.

E come l’assalto alla Bastille ebbe un’importanza più simbolica che reale nello scardinamento dell’Ancien Regime, così l’odierna demolizione dei simboli potrebbe non essere una reazione isolata o passeggera ma l’inizio di un movimento destinato a scombussolare il cosiddetto “primo mondo”.

Questa nuova rivoluzione non è infatti nata nei mesi scorsi. I prodromi possono farsi risalire a quasi un decennio fa.

Alcuni ne datano l’inizio al 2013, il momento in cui la cosiddetta Generazione Z arrivò all’università. Le persone nate dopo il 1995 sarebbero state istruite in un contesto sociale e tecnologico senza precedenti le cui conseguenze stanno ora emergendo.

Già nel 2014 fioccavano le iniziative nei campus americani per annullare l’invito a oratori e docenti non in linea con i dettami della Cancel Culture. L’accusa era che il loro messaggio in qualche modo opprimeva il corpo studentesco.

Secondo i calcoli di FIRE, un gruppo che difende la libertà di espressione nelle università statunitensi, tra il 2000 e il 2018 sono state ben 379 le iniziative per annullare gli inviti a parlare nelle università, la maggior parte però dal 2013 in poi. Di queste richieste, quasi la metà ha avuto successo. Dell’altra metà, degli eventi che si sono verificati, circa un terzo è stato sabotato o fortemente soggetto a protesta.

Un altro fenomeno inquietante era la comparsa di richieste, in molte università, di inserire degli avvertimenti nei materiali di studio sui contenuti che potevano ferire la sensibilità degli studenti.

Così, sul famoso romanzo abolizionista La capanna dello zio Tom bisognava avvertire in anticipo degli epiteti razzisti contro i neri per evitare che alcuni studenti di colore si sentissero umiliati. Eppure stiamo parlando un libro scritto contro la schiavitù!

Dalle università americane questo cancro si è poi diffuso ad ogni latitudine lavorativa, testate giornalistiche comprese.

Facciamo appena un esempio.

Un giornalista di The Intercept, Lee Fang, parlando con un afroamericano dell’uccisione di George Floyd, ha offerto una narrazione diversa su Black Lives Matter e sulla violenza della polizia. Perché la vita dei neri è importante solo quando un uomo bianco se la porta via?” ha chiesto l’intervistato. “Se un uomo bianco mi toglie la vita stasera, sarò su un telegiornale nazionale, ma se un uomo di colore me la toglie, forse non se ne parlerà nemmeno”.

Con tutta evidenza non si trattava dell’opinione del giornalista, ma di una delle sue fonti. Ma dargli spazio è stato sufficiente per molti colleghi di Fang per rivoltarsi contro di lui e diffamarlo pubblicamente.

La sua collega Akela Lacy ha accusato Fang di “usare la libertà di espressione per proporre l’anti-blackness” e ovviamente di essere un razzista. Non si trattava di un’opinione isolata. Una cascata di giornalisti di The Intercept e altri media come il New York Times o il canale MSNBC si sono lanciati contro il giornalista.

Fang, che è asiatico e apertamente progressista, ha dovuto pubblicare delle scuse e lamentarsi della sua “insensibilità verso le esperienze degli altri”.

Siamo alle autoaccuse pubbliche di stampo maoista…ma negli USA!1

L’ideologia woke è tanto più pericolosa per la prima potenza mondiale in quanto viene utilizzata dai paesi antagonisti per ribaltare la narrazione degli eventi.

Nel primo faccia a faccia Usa-Cina ad alto livello della presidenza Biden, tenutosi a favore di telecamere a Anchorage, Alaska, alle critiche americane per le violazioni dei diritti umani in Cina, il numero uno della politica estera del Partito Comunista Cinese, Yang Jiechi, ha risposto:

“Speriamo che gli Stati Uniti faranno meglio (…) ci sono molti problemi negli USA per quanto riguarda i diritti umani (…) le sfide che gli Stati Uniti devono affrontare in materia di diritti umani sono profonde. Non sono emerse solo negli ultimi quattro anni, come Black Lives Matter. Non è emerso solo di recente”.

Giustamente Gerard Baker, ex direttore del Wall Street Journal, ha commentato l’episodio asserendo che “Le élites culturali dell’Occidente stanno regalando la corda di Lenin”, in riferimento alla famosa sentenza del rivoluzionario russo “I capitalisti ci venderanno la corda con cui impiccarli”.

Come può infatti una nazione prevalere in una battaglia ideologica quando i suoi stessi leader credono che i valori su cui si basa siano malvagi?

Alle nostre latitudini abbiamo già esempi di come questa pericolosa ideologia autodistruttiva stia cercando di fare breccia nelle nostre società.

Nel Regno Unito la moda di vandalizzare le statue di personaggi ritenuti colpevoli di razzismo non ha risparmiato un mito nazionale come Winston Churchill. Il culmine di questa guerra ideologica è però sfociata in un attacco alla monarchia britannica sferrato dalla duchessa di Sussex, Meghan, in una recente intervista a Oprah Winfrey in cui la moglie americana del principe Harry ha accusato di razzismo i membri della famiglia reale.

Una ferita che ha già portato alcuni autorevoli commentatori a ipotizzare l’inizio della fine della monarchia britannica2.

Ma anche in Francia le cose non vanno meglio. Nathalie Heinich, sociologa della Sorbona che ha contribuito a creare un’organizzazione contro il «decolonialismo e la identity politics», ha spiegato al New York Times che alcuni incidenti sono stati «traumatici» per la comunità di professori dell’università parigina.

“Ci sono stati una serie di incidenti estremamente traumatici per la nostra comunità e che fanno tutti parte di quella che viene chiamata Cancel Culture“, si rammarica la sociologa.

La Heinich si riferisce al fatto che alcuni attivisti hanno impedito la rappresentazione di una commedia di Eschilo perché contestavano l’uso di maschere e trucco nero da parte di attori bianchi; altrove, rinomati oratori hanno visto annullati i loro inviti a seguito delle pressioni degli studenti. Secondo la sociologa francese questi sono esempi dell’irruzione dell’ideologia Woke nella società francese.

A volte però si rasenta la stupidità (e forse l’obiettivo è proprio quello: livellare fino all’istupidimento generale).

È infatti notizia di pochi giorni fa che il Museo Carnavalet di Parigi abolirà i numeri romani dalle scritte esplicative in favore di quelli arabi. Motivo? “Perché i numeri romani possono essere un ostacolo alla comprensione”, ha detto Noémie Giard responsabile del servizio pubblico del Museo.

Così Luigi XIV diverrà Luigi 14.3

Non è forse anche questa una forma di Cancel Culture? Non è effettivamente vero che il Museo Carnavalet potrebbe essere accusato di razzismo se non livellasse la conoscenza di tutti verso il basso anziché dare a ognuno gli strumenti per innalzarsi al di sopra delle proprie scarse conoscenze culturali?

Da dove viene tutta questa smania di ‘cancellare’ il passato, di distruggere tutto ciò che le generazioni passate hanno edificato con fatica, consegnandoci una tradizione millenaria affinché noi la custodissimo e la accrescessimo?

La risposta, per chi studia la storia con gli occhi di Dio, a ben vedere è solo una.

Quando l’uomo si allontana dalla Chiesa e dalle fonti della grazia, è inevitabile che il suo ideale di vita cominci a declinare fino ad arrivare all’abbassamento estremo di sognare una vita primitiva che rifiuta ogni arte, come un’impostura che distoglie dalla volgarità della vita reale.

È da questo rifiuto pieno di odio che deriva, in definitiva, il rancore contro le élite, oggi così tanto necessarie e vitali per opporre una visione alternativa e vera al baratro che rischia di travolgere anche l’Europa4.

Da cinque secoli siamo in guerra contro potenze umanamente a noi superiori. Ma da cinque secoli le generazioni di coloro che hanno deciso di militare nelle schiere della Regina del Cielo sanno che il loro sacrificio non sarà vano. Dio ha già vinto e presto o tardi, con le buone o con le cattive5, la civiltà cattolica austera e gerarchica risorgerà dalle sue ceneri ancora più splendente e più forte di prima.

Note

  1. Un altro caso di queste settimane ha visto come protagonista la direttrice d Teen Vougue. Cfr. La direttrice di Teen Vogue lascia per i Tweet razzisti scritti quando aveva 17 anni, Viviana Mazza. Corriere della Sera 20 Marzo 2021.
  2. Il Regno Unito e la Monarchia. Uno spettacolo, per quanto ancora?, Sergio Romano. Corriere della Sera 21 Marzo 2021.
  3. «Luigi XIV? Non si capisce più». Parigi abbandona i numeri romani, Stefano Montefiori. Corriere della Sera 17 Marzo 2021.
  4. Sull’importanza delle Élite consigliamo la lettura dell’opera di Plinio Corrêa de Oliveira Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà romana sul loro ruolo in una società organica.
  5. Ci riferiamo ai castighi annunzianti dalla Madonna a Fatima se il mondo non si convertirà e farà penitenza per i suoi innumerevoli peccati.

 

Samuele Maniscalco

fatimatragedyhope.info

 

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