Chiesa nel Mondo

Arcivescovo Carlo Maria Viganò: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA DONALD J. TRUMP

 

LETTERA APERTA

al Presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump

Domenica 25 Ottobre 2020

Solennità di Cristo Re

 

Signor Presidente,

mi consenta di rivolgermi a Lei, in quest’ora in cui le sorti del mondo intero sono minacciate da una cospirazione globale contro Dio e contro l’umanità. Le scrivo come Arcivescovo, come Successore degli Apostoli, come ex-Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Le scrivo nel silenzio delle autorità civili e religiose: voglia accogliere queste mie parole come la «voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23).

Come ho avuto modo di scriverLe nella mia Lettera dello scorso Giugno, questo momento storico vede schierate le forze del Male in una battaglia senza quartiere contro le forze del Bene; forze del Male che sembrano potenti e organizzate dinanzi ai figli della Luce, disorientati e disorganizzati, abbandonati dai loro capi temporali e spirituali.

Sentiamo moltiplicarsi gli attacchi di chi vuole demolire le basi stesse della società: la famiglia naturale, il rispetto per la vita umana, l’amore per la Patria, la libertà di educazione e di impresa. Vediamo i capi delle Nazioni e i leader religiosi assecondare questo suicidio della cultura occidentale e della sua anima cristiana, mentre ai cittadini e ai credenti sono negati i diritti fondamentali, in nome di un’emergenza sanitaria che sempre più si rivela come strumentale all’instaurazione di una disumana tirannide senza volto.

Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.

Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni.

Signor Presidente, immagino che questa notizia Le sia già nota: in alcuni Paesi, il Great Reset dovrebbe essere attivato tra la fine di quest’anno e il primo trimestre del 2021. A tal scopo, sono previsti ulteriori lockdown, ufficialmente giustificati da una presunta seconda e terza ondata della pandemia. Ella sa bene quali mezzi siano stati dispiegati per seminare il panico e legittimare draconiane limitazioni delle libertà individuali, provocando ad arte una crisi economica mondiale. Questa crisi serve per rendere irreversibile, nelle intenzioni dei suoi artefici, il ricorso degli Stati al Great Reset, dando il colpo di grazia a un mondo di cui si vuole cancellare completamente l’esistenza e lo stesso ricordo. Ma questo mondo, Signor Presidente, porta con sé persone, affetti, istituzioni, fede, cultura, tradizioni, ideali: persone e valori che non agiscono come automi, che non obbediscono come macchine, perché dotate di un’anima e di un cuore, perché legate tra loro da un vincolo spirituale che trae la propria forza dall’alto, da quel Dio che i nostri avversari vogliono sfidare, come all’inizio dei tempi fece Lucifero con il suo «non serviam».

Molti – lo sappiamo bene – considerano con fastidio questo richiamo allo scontro tra Bene e Male, l’uso di toni “apocalittici”, che secondo loro esasperano gli animi e acuiscono le divisioni. Non c’è da stupirsi che il nemico si senta scoperto proprio quando crede di aver raggiunto indisturbato la cittadella da espugnare. C’è da stupirsi invece che non vi sia nessuno a lanciare l’allarme. La reazione del deep state a chi denuncia il suo piano è scomposta e incoerente, ma comprensibile. Proprio quando la complicità dei media mainstream era riuscita a rendere quasi indolore e inosservato il passaggio al Nuovo Ordine Mondiale, vengono alla luce inganni, scandali e crimini.

Fino a qualche mese fa, sminuire come «complottisti» coloro che denunciavano quei piani terribili, che ora vediamo compiersi fin nei minimi dettagli, era cosa facile. Nessuno, fino allo scorso febbraio, avrebbe mai pensato che si sarebbe giunti, in tutte le nostre città, ad arrestare i cittadini per il solo fatto di voler camminare per strada, di respirare, di voler tenere aperto il proprio negozio, di andare a Messa la domenica. Eppure avviene in tutto il mondo, anche in quell’Italia da cartolina che molti Americani considerano come un piccolo paese incantato, con i suoi antichi monumenti, le sue chiese, le sue incantevoli città, i suoi caratteristici villaggi. E mentre i politici se ne stanno asserragliati nei loro palazzi a promulgare decreti come dei satrapi persiani, le attività falliscono, chiudono i negozi, si impedisce alla popolazione di vivere, di muoversi, di lavorare, di pregare. Le disastrose conseguenze psicologiche di questa operazione si stanno già vedendo, ad iniziare dai suicidi di imprenditori disperati, e dai nostri figli, segregati dagli amici e dai compagni per seguire le lezioni davanti a un computer.

Nella Sacra Scrittura, San Paolo ci parla di «colui che si oppone» alla manifestazione del mistero dell’iniquità, il kathèkon (2Tess 2, 6-7). In ambito religioso, questo ostacolo è la Chiesa e in particolare il Papato; in ambito politico, è chi impedisce l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.

Come ormai è evidente, colui che occupa la Sede di Pietro, fin dall’inizio ha tradito il proprio ruolo, per difendere e promuovere l’ideologia globalista, assecondando l’agenda della deep church, che lo ha scelto dal suo gremio.

Signor Presidente, Ella ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione – One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti. È Lei, Caro Presidente, «colui che si oppone» al deep state, all’assalto finale dei figli delle tenebre.

Per questo occorre che tutte le persone di buona volontà si persuadano dell’importanza epocale delle imminenti elezioni: non tanto per questo o quel punto del programma politico, quanto piuttosto perché è l’ispirazione generale della Sua azione che meglio incarna – in questo particolare contesto storico – quel mondo, quel nostro mondo, che si vorrebbe cancellare a colpi di lockdown. Il Suo avversario è anche il nostro: è il Nemico del genere umano, colui che è «omicida sin dal principio» (Gv 8, 44).

Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare un personaggio manovrato dal deep state, gravemente compromesso in scandali e corruzione, che farà agli Stati Uniti ciò che Jorge Mario Bergoglio sta facendo alla Chiesa, il Primo Ministro Conte all’Italia, il Presidente Macron alla Francia, il Primo Ministro Sanchez alla Spagna, e via dicendo. La ricattabilità di Joe Biden – al pari di quella dei Prelati del “cerchio magico” vaticano – consentirà di usarlo spregiudicatamente, consentendo a poteri illegittimi di interferire nella politica interna e negli equilibri internazionali. È evidente che chi lo manovra ha già pronto uno peggiore di lui con cui sostituirlo non appena se ne presenterà l’occasione.

Eppure, in questo quadro desolante, in questa avanzata apparentemente inesorabile del «Nemico invisibile», emerge un elemento di speranza. L’avversario non sa amare, e non comprende che non basta assicurare un reddito universale o cancellare i mutui per soggiogare le masse e convincerle a farsi marchiare come capi di bestiame. Questo popolo, che per troppo tempo ha sopportato i soprusi di un potere odioso e tirannico, sta riscoprendo di avere un’anima; sta comprendendo di non esser disposto a barattare la propria libertà con l’omologazione e la cancellazione della propria identità; sta iniziando a capire il valore dei legami familiari e sociali, dei vincoli di fede e di cultura che uniscono le persone oneste. Questo Great Reset è destinato a fallire perché chi lo ha pianificato non capisce che ci sono persone ancora disposte a scendere nelle strade per difendere i propri diritti, per proteggere i propri cari, per dare un futuro ai propri figli. L’inumanità livellatrice del progetto mondialista si infrangerà miseramente dinanzi all’opposizione ferma e coraggiosa dei figli della Luce. Il nemico ha dalla sua parte Satana, che non sa che odiare. Noi abbiamo dalla nostra parte il Signore Onnipotente, il Dio degli eserciti schierati in battaglia, e la Santissima Vergine, che schiaccerà il capo dell’antico Serpente. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8, 31).

Signor Presidente, Ella sa bene quanto gli Stati Uniti d’America, in quest’ora cruciale, siano considerati l’antemurale contro cui si è scatenata la guerra dichiarata dai fautori del globalismo. Riponga la Sua fiducia nel Signore, forte delle parole dell’Apostolo: «Posso tutto in Colui che mi dà forza» (Fil 4, 13). Essere strumento della divina Provvidenza è una grande responsabilità, alla quale corrisponderanno certamente le grazie di stato necessarie, ardentemente implorate dai tanti che La sostengono con le loro preghiere.

Con questo celeste auspicio e l’assicurazione della mia preghiera per Lei, per la First Lady, e per i Suoi collaboratori, di tutto cuore Le giunga la mia Benedizione.

 

God bless the United States of America!

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo Titolare di Ulpiana

già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti d’America

Il discorso di Suor Deirdre Byrne alla Republican National Convention: gli emarginati sono i bambini abortiti.

27 Agosto 2020
Suor Deirdre «Dede» Byrne, delle Piccole operaie dei Sacri Cuori, è stata tra i relatori della Convention nazionale del Partito Repubblicano statunitense del 2020 che si concluderà oggi a Charlotte, nella Carolina del Nord. Prima di abbracciare la vita religiosa, suor Deirdre è stata medico chirurgo, ufficiale dell’esercito e missionaria. Riportiamo di seguito il discorso da lei tenuto il 26 agosto 2020.
traduzione di Maurizio Brunetti
Buona sera, sono suor Dede Byrne, e appartengo alla comunità della Piccole Operaie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Lo scorso 4 luglio ho avuto l’onore di essere ospite del Presidente in occasione del suo Saluto all’America.
Devo confessarvi che, di recente, avevo pregato in cappella implorando Dio di poter essere una voce, uno strumento al servizio della vita umana. Ed ecco che ora sono qui, e parlo alla Convention nazionale del Partito Repubblicano! Ne deduco che vale sempre la pena di scegliere bene le cose per cui pregare. Il mio itinerario verso la vita religiosa non ha seguito un percorso tradizionale, se pure ne esiste uno. Nel 1978 ero una studentessa di medicina presso la Georgetown University. Mi sono arruolata nell’esercito per ottenere un sostegno agli studi, e mi sono ritrovata a dedicare 29 anni alla vita militare, prestando servizio come dottore e chirurgo in posti come l’Afghanistan e l’Egitto, nella penisola del Sinai. Dopo molta preghiera e contemplazione, sono entrata nel mio ordine religioso nel 2002, e ho lavorato al servizio dei poveri e degli ammalati nell’isola di Haiti, in Sudan, in Kenia, in Iraq e a Washington D.C. L’umiltà è una componente di base del nostro ordine che rende molto difficile parlare di me stessa. Posso tuttavia parlare dell’esperienza che ho fatto in giro per il mondo, in Paesi impoveriti e dilaniati dalla guerra, dove la gente è costretta a fuggire. Tutti i rifugiati condividono un’esperienza comune. Tutti sono stati emarginati e ritenuti insignificanti, inermi e privi di voce.
E sebbene siamo portati a immaginare che gli emarginati vivano al di là dei nostri confini, la verità è che la comunità di emarginati più numerosa al mondo si trova qui, negli Stati Uniti, ed è costituita dai bimbi non ancora nati. Come cristiani, noi abbiamo incontrato Gesù innanzitutto come un embrione che si agita nel grembo di una madre nubile, e poi lo vediamo nove mesi più tardi nella povertà della grotta.
Non è per una mera coincidenza che Gesù abbia lottato per ciò che era giusto e sia stato alla fine crocifisso perché ciò che diceva non era politicamente corretto o alla moda. Come seguaci di Cristo, noi siamo chiamati a lottare per la vita contro ciò che è oggi politicamente corretto o alla moda. Dobbiamo combattere contro un’agenda legislativa che propugna, anzi celebra, la distruzione delle vite nel grembo materno. Tenetelo bene a mente: le leggi che formuliamo definiscono il nostro modo di vedere l’umanità. Chiediamocelo: che cosa stiamo affermando quando penetriamo in un grembo e facciamo fuori una vita innocente, inerme e senza voce? Da medico posso affermarlo senza esitazione: la vita comincia nell’istante del concepimento. Sebbene ciò che affermo possa essere duro da ascoltare per qualcuno, se dico ciò che dico è perché non sono semplicemente pro-vita, ma sono pro-vita eterna. Mi piacerebbe che tutti noi ci ritrovassimo un giorno in paradiso. Ecco che cosa mi spinge a essere qui oggi. Donald Trump è il presidente più pro-life che questa Nazione abbia mai avuto, per il fatto che difende le vite, in qualunque stadio esse si trovino. Il suo credo nella santità della vita trascende la politica. Trump fronteggerà il duo Biden-Harris che, invece, è il ticket presidenziale più anti-life mai visto sinora, arrivando persino a perorare l’aborto a nascita parziale e l’infanticidio. A causa del suo coraggio e delle sue convinzioni, il presidente Trump si è guadagnato il supporto della comunità pro-life degli Stati Uniti. Inoltre vi sono in tutta la nazione gruppi religiosi che lo sostengono. Ci troverete qui con la nostra arma: il rosario. Grazie, signor Presidente. Noi tutti pregheremo per lei.
Fonte:blog.messainlatino.it

Youssef Absi, Patriarca di Antiochia e tutto l’Oriente. APPELLO PER BEIRUT 2020

LEGGI DOCUMENTO ORIGINALE IN LINGUA INGLESE

 

Rabweh, August 10, 2020
To the faithful and friends of the Melkite Greek Catholic Church

Greetings in our Lord Jesus Christ!

Dear all,

The fourth of August 2020 was a catastrophic day in Lebanon due to the criminal explosion that occurred in the port of Beirut, impacting and shocking the capital and the entire country, which we are all still trying to wake up from. The explosion left behind, as the whole world has seen and witnessed, hundreds of victims and more than five thousand wounded, many of whom are in critical condition. The deadly blast destroyed a large number of buildings (70,000 homes estimated so far), leaving thousands of people in the city with a shattered house or without a house at all. All of this came amidst an unprecedented and extreme political, economic and health crisis. On Saturday, the eighth of August, we visited our brother, Metropolitan George Baconi, and we inspected together the damage that affected our children and their properties, as well as the damage to churches and institutions. We saw with our own eyes the horror of the disaster and heard with our own ears people’s screams of pain.

Thanks to God Almighty, many individuals and institutions took the initiative to contact the Patriarchate or the Archdiocese of Beirut to express their solidarity and their desire to provide moral and material support. From the first day, the Patriarchate, eparchies and monastic orders placed all their institutions and monasteries at the service of those affected. But this is not enough. The people of Beirut are going through an extremely difficult period psychologically, physically and financially, and this requires us to offer them everything within our power. Thus, we appeal to all of you to take the initiative of extending a helping hand in order to show, during these difficult times, the unity and strength of our Church in the face of this calamity and to stand with the weak who were the victims of the tragic explosion.

We ask everyone who would like to contribute to contact the Chancellery of our Patriarch in Rabweh at this email:
Patriarcat@melkitepat.org or to call the following numbers: +96176658803; +96179194306.

We pray to the Lord Jesus that the victims may rest in His peace, and be welcomed into His kingdom. We ask that, by His mercy, He heals the wounded, calms hearts, and comforts all those who are sad with His everlasting joy. We also ask Him to reward everyone who gives of their time or their money a hundredfold in return.

With our prayers and love!

YOUSSEF

Melkite Greek Catholic Patriarch Of Antioch and All the East

 

Melkite – Greek Catholic
PATRIARCHATE
Of Antioch and all the East
Damascus: Phone: +963/11/5446529 – 5414531– 5441030 * Fax: 963/11/5418966 *P.O. Box 22249 Damascus (Syria)
Raboueh: Phone: +961/4/413111 – 417566–525655– 525301 * Fax: 961/4/418113 * P.O. Box 70071 Antelias (Lebanon)
Website: www.melkitepat.org – email: patriarcat@melkitepat.org

Monsignor Carlo Maria Viganò: Lettera aperta al Presidente USA Donald Trump.

Monsignor Carlo Maria Viganò, già nunzio della Santa Sede negli Stati Uniti, ha scritto una lettera aperta al presidente Usa Donald Trump, che è stata recapitata a lui personalmente.

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7 giugno 2020

Domenica della SS.ma Trinità

Signor Presidente,

stiamo assistendo in questi mesi al formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre. I figli della luce costituiscono la parte più cospicua dell’umanità, mentre i figli delle tenebre rappresentano una minoranza assoluta; eppure i primi sono oggetto di una sorta di discriminazione che li pone in una situazione di inferiorità morale rispetto ai loro avversari, che ricoprono spesso posti strategici nello Stato, nella politica, nell’economia e anche nei media. Per un fenomeno apparentemente inspiegabile, i buoni sono ostaggio dei malvagi e di quanti prestano loro aiuto per interesse o per pavidità.

Questi due schieramenti, in quanto biblici, ripropongono la separazione netta tra la stirpe della Donna e quella del Serpente. Da una parte vi sono quanti, pur con mille difetti e debolezze, sono animati dal desiderio di compiere il bene, essere onesti, costituire una famiglia, impegnarsi nel lavoro, dare prosperità alla Patria, soccorrere i bisognosi e meritare, nell’obbedienza alla Legge di Dio, il Regno dei Cieli. Dall’altra si trovano coloro che servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro: per costoro l’illusione fallace di un benessere temporale rivelerà – se non si ravvedono – la tremenda sorte che li aspetta, lontano da Dio, nella dannazione eterna.

Nella società, Signor Presidente, convivono queste due realtà contrapposte, eterne nemiche come eternamente nemici sono Dio e Satana. E pare che i figli delle tenebre – che identifichiamo facilmente con quel deep state al quale Ella saggiamente si oppone e che ferocemente le muove guerra anche in questi giorni – abbiano voluto scoprire le proprie carte, per così dire, mostrando ormai i propri piani. Erano così certi di aver già tutto sotto controllo, da aver messo da parte quella circospezione che fino ad oggi aveva almeno in parte celato i loro veri intenti. Le indagini già in corso sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico. Scopriremo probabilmente che anche in questa colossale operazione di ingegneria sociale vi sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni.

Scopriremo anche che i moti di questi giorni sono stati provocati da quanti, vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione. La stessa cosa sta avvenendo anche in Europa, in perfetta sincronia. È di tutta evidenza che il ricorso alle proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime presidenziali, una persona che incarni gli scopi del deep state e che di esso sia espressione fedele e convinta. Non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà: Solve et coagula, insegna l’adagio massonico.

Anche se può apparire sconcertante, gli schieramenti cui ho accennato si trovano anche in ambito religioso. Vi sono Pastori fedeli che pascono il gregge di Cristo, ma anche mercenari infedeli che cercano di disperdere il gregge e dare le pecore in pasto a lupi rapaci. E non stupisce che questi mercenari siano alleati dei figli delle tenebre e odino i figli della luce: come vi è un deep state, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio. Così, il Nemico invisibile, che i buoni governanti combattono nella cosa pubblica, viene combattuto dai buoni pastori nell’ambito ecclesiastico. Una battaglia spirituale della quale ho parlato anche in un mio recente Appello lanciato lo scorso 8 maggio.

Per la prima volta gli Stati Uniti hanno in Lei un Presidente che difende coraggiosamente il diritto alla vita, che non si vergogna di denunciare le persecuzioni dei Cristiani nel mondo, che parla di Gesù Cristo e del diritto dei cittadini alla libertà di culto. La Sua partecipazione alla Marcia per la Vita, e più recentemente la proclamazione del mese di aprile quale National Child Abuse Prevention Month sono gesti che confermano in quale schieramento Ella voglia combattere. E mi permetto di credere che entrambi ci troviamo compagni di battaglia, pur con armi differenti.

Per questo motivo ritengo che l’attacco di cui Ella è stato oggetto dopo la visita al Santuario nazionale San Giovanni Paolo II faccia parte della narrazione mediatica orchestrata non per combattere il razzismo e per portare ordine sociale, ma per esasperare gli animi; non per dare giustizia, ma per legittimare la violenza e il crimine; non per servire la verità, ma per favorire una fazione politica. Ed è sconcertante che vi siano vescovi – come quelli che ho recentemente denunciato – che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto. Essi sono asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale che sempre più spesso invocano in nome di una fratellanza universale che non ha nulla di cristiano, ma che evoca altresì gli ideali massonici di chi vorrebbe dominare il mondo scacciando Dio dai tribunali, dalle scuole, dalle famiglie e forse anche dalle chiese.

Il popolo americano è maturo e ha ormai compreso quanto i media mainstream non vogliano diffondere la verità, ma tacerla e distorcerla, diffondendo la menzogna utile agli scopi dei loro padroni. È però importante che i buoni – che sono in maggioranza – si sveglino dal torpore e non accettino di esser ingannati da una minoranza di disonesti con fini inconfessabili. È necessario che i buoni, i figli della luce, si riuniscano e levino la voce. Quale modo più efficace di farlo, pregando il Signore di proteggere Lei, Signor Presidente, gli Stati Uniti e l’umanità intera da questo immane attacco del Nemico? Dinanzi alla forza della preghiera cadranno gli inganni dei figli delle tenebre, saranno svelate le loro trame, si mostrerà il loro tradimento, finirà nel nulla quel potere che spaventa fintanto che non lo si porta alla luce e si dimostra per quello che è: un inganno infernale.

Signor Presidente, la mia preghiera è costantemente rivolta all’amata Nazione americana presso la quale ho avuto il privilegio e l’onore di essere stato inviato da Papa Benedetto XVI come Nunzio apostolico. In quest’ora drammatica e decisiva per l’intera umanità, Ella è nella mia preghiera, e con Lei anche quanti La affiancano nel governo degli Stati Uniti. Confido che il popolo americano si unisca a me e a Lei nella preghiera a Dio onnipotente.

Uniti contro il Nemico invisibile dell’intera umanità, benedico Lei e la First Lady, l’amata Nazione americana e tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo Titolare di Ulpiana

già Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America

 

(Fonte:https://www.aldomariavalli.it)

I vescovi degli Stati Uniti contro lo sfruttamento pornografico.

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Con il traffico dei siti web pornografici che aumenta mentre i paesi restano in stato di blocco a causa dell’emergenza sanitaria, i vescovi degli Stati Uniti stanno sollecitando il Dipartimento di Giustizia a proteggere le vittime della tratta e dello sfruttamento di esseri umani applicando leggi sull’oscenità e perseguendo i produttori di pornografia violenta.

«Oggi vi scriviamo per esortarvi a confrontarvi con i danni in atto provocati dall’industria della pornografia e per proteggere le sue vittime», hanno scritto i vescovi degli Stati Uniti in una lettera del 30 aprile al Dipartimento di Giustizia (DOJ). «Ciò dovrebbe includere: l’applicazione delle leggi sull’oscenità, le indagini sui produttori di pornografia e i proprietari di siti Web, la leadership nazionale nell’incoraggiare stati e località a sviluppare politiche rigorose contro l’industria e al servizio dei sopravvissuti, e altro ancora».

I vescovi hanno sottolineato come il sito pornografico Pornhub abbia fatto ondate di accessi negli ultimi mesi offrendo abbonamenti “premium” gratuiti al suo contenuto a persone in paesi in stato di blocco durante la pandemia. Pornhub afferma che nei giorni in cui le iscrizioni premium gratuite sono entrate in vigore in Italia, Francia e Spagna, il traffico in ciascun paese è aumentato rispettivamente del 57%, 38% e 61% rispetto a un “giorno medio”.

I vescovi hanno evidenziato come molte persone soffrano per i blocchi e l’isolamento, e hanno fatto eco alla chiamata di Papa Francesco a riconoscere l’importanza di «appartenere come fratelli e sorelle» nel mezzo della crisi. «La pornografia è l’antitesi di questo. Piuttosto che ricordare e amare i nostri simili come fratelli e sorelle, li rende degli oggetti – spesso sfruttandoli direttamente – e diminuisce la salute delle relazioni con gli altri», hanno scritto i vescovi, osservando che almeno 15 stati hanno dichiarato la pornografia un problema di salute pubblica.

Nel dicembre 2019, quattro membri del Congresso hanno invitato il procuratore generale William Barr a riformare la task force sull’accusa di oscenità nella divisione di giustizia penale del DOJ. La task force, fondata nel 2005 sotto l’amministrazione George W. Bush, era responsabile delle indagini e del perseguimento dei produttori di pornografia hard core in base alle leggi sull’oscenità. Eric Holder, procuratore generale sotto il presidente Barack Obama, ha sciolto la task force nel 2011. Poiché la richiesta di pornografia estrema – in gran parte includente violenza – aumenta, il lassismo o l’inosservanza delle leggi sull’oscenità «possono fornire una via di uscita per questa richiesta di “metastatizzazione”, aumentando gli incidenti di tratta, pornografia infantile, altri abusi e condizioni ingiuste più ampie», hanno scritto i vescovi.

Molti dei partecipanti ai video pornografici – anche se hanno legalmente acconsentito – «hanno dato il loro consenso … compromesso da circostanze disperate», mentre molti non hanno acconsentito affatto, hanno osservato i vescovi. Inoltre, la pornografia può avere un effetto devastante sulle famiglie, hanno scritto. Il porno fornisce un «modello terribile e anche un’aspettativa sbagliata su come le persone dovrebbero trattarsi a vicenda», specialmente per i giovani.

«Come pastori, vediamo spesso il dolore che deriva da un’abitudine pornografica», hanno concluso i vescovi. «I matrimoni feriti o addirittura rotti dall’uso della pornografia di un coniuge, che alcuni avvocati divorzisti segnalano come un fattore in oltre la metà dei loro casi, hanno un effetto a catena sui bambini e sulla società. Le famiglie forti sono necessarie per comunità forti e sicure». Il 9 marzo, il senatore Ben Sasse (R-NE) ha chiesto al procuratore generale di indagare su Pornhub, evidenziando la promozione del sito di video che mostrano l’assalto sessuale e lo stupro di una vittima della tratta di esseri umani.

Nel 2019, su Pornhub, sono apparsi almeno 58 video sugli abusi e gli stupri sessuali di una ragazza di 15 anni. La ragazza era scomparsa da un anno e secondo quanto riferito è stata costretta ad abortire. Sua madre l’ha trovata sul sito web per adulti, portando all’arresto del suo rapitore, Christopher Johnson, un trentenne della Florida. A partire dal 5 maggio, oltre 862.000 persone hanno firmato una petizione online su change.org chiedendo la chiusura di Pornhub. La petizione chiede inoltre che i suoi dirigenti siano ritenuti responsabili di presunte complicità nel traffico di esseri umani. A novembre, il fornitore di pagamenti PayPal ha tagliato bruscamente i servizi di pagamento per Pornhub.

Laila Mickelwait, ideatore della petizione e direttore di Abolition per Exodus Cry, un gruppo anti-tratta, ha dichiarato a febbraio che a causa dell’enorme quantità di contenuti su Pornhub, crede che ci siano più casi di sfruttamento sessuale e pornografia infantile di quanto è stato segnalato. Mickelwait ha dichiarato che la società proprietaria di Pornhub ha il monopolio dell’industria pornografica. «Tutti concordano sul fatto che i bambini non dovrebbero essere trafficati e violentati. Le donne non dovrebbero essere trafficate e violentate a scopo di lucro, per il piacere sessuale di miliardi di persone che visitano quel sito web. Non c’è proprio da discutere su questo», ha detto.

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