EDUCARE AL FEMMINILE E AL MASCHILE

Editore: Edizioni Paoline
Pagine: 187
Prezzo: €13,00

L’introduzione che apre il saggio “Educare al femminile e al maschile” di Tonino Cantelmi e Marco Scicchitano (Edizioni Paoline, Milano, 2013, pp. 187, euro 13,00), delinea immediatamente con chiarezza lo sfondo e le finalità dell’opera, breve e concisa nella forma, intensa e appassionata nei suoi argomenti e nelle sue conclusioni.

Al centro di questo testo intelligentemente dialettico la confutazione pacata e rigorosa delle idee proprie a quella fascia sempre più vasta di gruppi di potere, di ideologi interessati o di semplici individui più o meno manipolati che hanno fatto della teoria del gender il loro cavallo di battaglia.

Il saggio, sulla base delle più aggiornate evidenze scientifiche, intende mostrare a tutte le persone dotate di buonsenso e di retta coscienza l’assurdità , l’infondatezza e i gravi pericoli connessi alla teoria del gender. Il vuoto educativo, si premette nell’Introduzione, si va dilatando ogni giorno di più, aprendo uno spazio illimitato alle teorie, credenze e opinioni più diverse ed assurde, in primis all’assunto che la sessualità sia solo un fatto culturale, un’identità costruita liberamente dal soggetto.

L’assurdità e i danni di questa ideologia vengono argomentati e dimostrati nei primi capitoli, sulla base di incontestabili dati scientifici. Segue una circostanziata proposta educativa che chiama in causa i genitori e gli educatori sollecitati a confrontarsi con quella che rischia di diventare una sovversione deformante delle più elementari leggi di natura, dell’evidenza e della logica.

Differenza fisica e ontologica

La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato da tempo che nascere maschi o femmine è un dato biologico scritto nel corpo che nessuna speculazione culturale può negare o cancellare. Questo dato comporta anche una differente conformazione organica, fisico-chimica, nervosa, psicologica e ontologica.

Tenendo fermo l’assunto che la differenza tra i due sessi non significa affatto diseguaglianza, la scienza — se ci fosse mai bisogno di prove scientifiche anche per una questione che è la più chiara ed evidente che esista — ci dimostra che uomo e donna possiedono delle facoltà percettive, emotive e intellettive nettamente distinte.

Le donne, in forza della loro conformazione fisica — e qui non ci sono influenze culturali che tengano, pena un’assurdità che rasenta il ridicolo, se non fosse per le drammatiche conseguenze socio-culturali, etiche ed educative — , adoperano le parti più recenti del cervello come la corteccia cerebrale, hanno una diversa sensibilità ai suoni e ai colori, maggiori predisposizioni linguistiche e letterarie e una più accentuata emotività.

Gli uomini invece adoperano le parti più primitive del cervello come l’amigdala e l’ippocampo, hanno un’intelligenza più razionale e una spiccata predisposizione per le discipline scientifiche. Purtroppo nelle scuole spesso non si tiene conto di queste differenze e i metodi di insegnamento e le proposte di studio sono uguali per tutti.

Questa diversa conformazione organica è sostanziale e determina il diverso modo di essere dell’uomo e della donna, la sostanza stessa del loro rapporto con se stessi, con gli altri e con le prove della vita. Ciò non significa che tra i due sessi non vi sia possibilità di comunicazione e comprensione. Tutt’altro! I due mondi si equilibrano e sostengono a vicenda, hanno bisogno l’uno dell’altro per crescere ed esprimersi in equilibrio e pienezza. Il maschile e il femminile sono un dato fisico che niente può cancellare. La loro unione e unità sono la sola fonte da cui nasce, cresce, matura e fruttifica la vita.

Come educare?

La prima indicazione sembra scontata, ma in realtà è più difficile da mettere in pratica di quanto si pensi. È bene che la mamma — biologicamente femmina — esprima al meglio la sua natura e il suo essere femminili e il papà — biologicamente maschio — quelli maschili. Per legge di natura – e mettere ciò in discussione è scriteriato e paradossale prima che eticamente aberrante —, ci vogliono un uomo e una donna biologicamente tali perché nasca un bambino. L’incontro di due persone dello stesso sesso non genera vita. Il bambino poi, sempre secondo le leggi naturali, ha bisogno di crescere nutrito dal “femminile” — amore, tenerezza e accoglienza profonda — di cui è depositaria la madre biologica (donna), e dal “maschile” — correzione benevola, saggia fermezza e giusta disciplina — di cui è depositario il padre biologico (maschio). Questo è il basamento di un’educazione giusta. I genitori poi, chiamati a trasmettere costantemente alla propria prole buone regole e pratiche di vita, devono crescere con i propri figli, dilatare le proprie conoscenze del mondo e della vita, accettare le sfide che ne vengono e cercare instancabilmente le giuste strategie da mettere in pratica per non cedere all’assalto di questa nuova cultura distruttiva e snaturante.

Buoni costruttori

Come ci insegna la fluidodinamica, uno spazio rimasto vuoto si lascia riempire sempre da qualcosa d’altro. Così se lo spazio educativo è lasciato vuoto, ogni modello culturale e ogni nuova ideologia possono invaderlo.

Il processo di distruzione dei valori tradizionali iniziato negli anni ‘60 del secolo scorso ha contribuito, nei suoi eccessi, a creare questo vuoto. Un buon lavoro di potatura di un giardino è periodicamente necessario, ma quando diventa puramente distruttivo allora non sono solo le erbacce ad essere estirpate ma anche le piante sane e i fiori rigogliosi così che tutto il giardino finisce devastato. La stessa cosa è accaduta con il ‘68 che con la sua furia distruttiva ha abbattuto tutto, anche i “muri” portanti senza i quali nulla può essere costruito.

Ricostruire o fortificare queste strutture portanti con i valori cristiani è la prima mossa di un genitore. Questi valori sono la pietra angolare che insensati “distruttori” hanno cercato e cercano di scartare. Ma questa pietra, a differenza di tutte le altre, non si può rimuovere o frantumare: essa rimane ferma, allo zenit e al nadir del cosmo e solo su di essa l’uomo può costruire in pace, verità e giustizia la sua dimora.

Alessandra Scarino

 

Tonino Cantelmi e Marco Scicchitano, Educare al femminile e al maschile, Edizioni Paoline, Milano, 2013, pp. 187, euro 13,00