IL PROGETTO DI LEGGE SULLE PERSONE-NON-UMANE. L’ARGENTINA NEL MONDO DEI SOGNI. Di Daniel Passaniti

Passaniti Daniel

In Argentina, lo scorso mese di aprile, è stato presentato un progetto di legge per “riconoscere, consacrare e assegnare agli animali la categoria di persona-non-umana e soggetto di diritti” (Expediente 1358-D-2021, Proyecto de la Diputada Graciela Caamaño de fecha 13-IV-21), riconoscendo così agli animali diritti maggiori che non alle persone concepite e non ancora nate.

A partire dal mese di gennaio di quest’anno è entrato in vigore su tutto il territorio nazionale, con la legge 27.610 (30-XII-2020), il diritto all’aborto gratuito e medicalmente assistito entro le 14 settimane di gravidanza. Nonostante l’ordinamento giuridico vigente in Argentina, che considera il concepito come una persona umana dal momento del concepimento (Constitución Nacional, Tratado sobre Derechos Humanos con jerarquía constitucional, Código Civil y Comercial), si è legalizzato un crimine sostenendo che la politica deve occuparsi della salute pubblica integrale e del diritto di ogni donna di decidere se avere o no il proprio figlio, trasformando così un delitto in un diritto che offende la dignità umana.

I diritto alla vita, negato a tante persone umane concepite, ora viene riconosciuto agli animali che “mostrano capacità cognitive e sentimenti complessi” (art. 3 del progetto di legge), ad essi si riconosce lo status giuridico di “persone non umane” che contempla i seguenti diritti fondamentali (art. 4 del progetto): a) alla vita, b) alla libertà, c) a non soffrire, d) alla salute e all’alimentazione, non potendo essi essere oggetto di compravendita né essere tenuti in prigionia, né essere usati come strumenti per la ricerca (art. 5 del progetto). Qualsiasi persona potrebbe agire legalmente in difesa e protezione dei diritti e interessi delle “persone non umane”.

Questo progetto di legge ha avuto un precedente nel 2014, quando la Sala II de la Cámara Federal de Casación emise una sentenza nella quale si sostenne che l’orango Sandra è una persona-non-umana e, pertanto, soggetto di diritti e di obblighi da parte delle persone umane. Questa sentenza si fondava sugli argomenti sostenuti da Eugenio Zaffaroni nella sua opera “La Pachamama y el humano”, argomenti che, opponendosi al riconoscimento della persona umana come unico soggetto di diritti e della signoria dell’uomo sulla natura, considerano i diritti della natura come comprensivi degli altri diritti, essendo l’uomo una parte della stessa natura.

Il maltrattamento degli animali è penalizzato in Argentina fin dal 1954 (Legge 14.346), però il progetto di cui stiamo parlando entra in un altro ordine di questioni. Esso attacca la volontà del Creatore che ha fatto l’uomo a propria immagine e somiglianza, facendone il signore di tutto il creato e ponendolo a dominare sui pesci del mare, gli uccelli del cielo e tutti gli animali che si muovono sulla terra (Genesi, I – 26-30). Esso disconosce e nega nello stesso tempo il concetto di persona, la sua trascendenza e il fondamento dei suoi diritti.

L’uomo, persona umana, è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio ed è una sostanza individuale di natura razionale. Ogni essere umano è persona con le sue tre note costitutive: sostanza, individuale e razionale, e la fonte originaria dei suoi diritti non è lo Stato, né la volontà generale, né la ragione umana, né i costumi, né l’utilità sociale, ma quanto deriva dal suo ordinamento a Dio come al suo fine ultimo e felicità completa. “Da questo dovere primario e fondamentale, irrinunciabile, derivano i diritti della persona umana come mezzi necessari per vivere secondo questo ordine: diritto alla vita, alla libertà, a render culto pubblico a Dio, alla sicurezza giuridica, al lavoro (…). Il dovere di vivere ordinati all’Assoluto e all’Eterno fonda i diritti della persona umana, essi non vanno considerati come degli assoluti in sé ma come capacità di richiedere, da parte degli uomini singoli o associati tra loro, alcune condizioni che facilitino il loro adeguato ordinamento trascendente”.

Attribuire la categoria di persona agli esseri viventi che non hanno una natura razionale e riconoscere loro diritti che si negano a coloro che li posseggono in virtù della propria intelligenza, libertà e trascendenza, significa, senza alcun dubbio, vivere nel “mondo dei sogni”, nel quale si è perduto il senso comune e il dover essere delle cose.

Concludo questo breve articolo con due affermazioni del P. Juan Claudio Sanahuja pubblicate nel Boletín NOTIVIDA precedentemente citato, dato che esse rispondono alla sovversione ideologica che, promossa da organismi internazionali, si sta imponendo nelle nostre società, dando luogo a questo tipo di aberrazioni che minacciano la dignità della persona umana. Purtroppo l’Argentina non fa eccezione.

“Da qualche tempo la pubblica opinione è sottoposta a un lavaggio del cervello che pretende di sostituire il concetto di rispetto dovuto alla natura, principio di origine eminentemente cristiana, con gli schemi ideologici della nuova ideologia dell’umanesimo immanentista” (…) “Nei documenti internazionali si invita chiaramente a questo processo di re-ingegneria sociale. Da un lato, si vuole salvare da un supposto sterminio, per esempio, le foche, le balene, i gorilla … dall’altro, non solo si giustifica ma addirittura si considera un obbligo ‘naturale’ provocare un vero e proprio olocausto tramite leggi che autorizzano l’abominevole crimine dell’aborto”.

“La nuova ideologia non distingue tra l’essere umano e la bestia. Non è infrequente, per esempio, che in documentari televisivi sulla vita in natura, prodotti da National Geographic, Audubon Society o dalla BBC, si chiami lo scimpanzé ‘nostro fratello’ o ‘nostro cugino’ e, in generale, non solo si accusi l’uomo di alcuni eccessi che certamente esistono, ma lo si presenti per definizione come il nemico della natura – il massimo predatore – senza riconoscere la sua trascendente dignità e ponendolo su un piano di assoluta uguaglianza con gli altri esseri viventi, distinti da lui solo per una piccolissima parte di DNA”.

Daniel Passaniti

 

Buenos Aires, mayo 2021.

[Traduzione dallo spagnolo di Benedetta Cortese]