Chiesa nel Mondo

Il discorso di Suor Deirdre Byrne alla Republican National Convention: gli emarginati sono i bambini abortiti.

27 Agosto 2020
Suor Deirdre «Dede» Byrne, delle Piccole operaie dei Sacri Cuori, è stata tra i relatori della Convention nazionale del Partito Repubblicano statunitense del 2020 che si concluderà oggi a Charlotte, nella Carolina del Nord. Prima di abbracciare la vita religiosa, suor Deirdre è stata medico chirurgo, ufficiale dell’esercito e missionaria. Riportiamo di seguito il discorso da lei tenuto il 26 agosto 2020.
traduzione di Maurizio Brunetti
Buona sera, sono suor Dede Byrne, e appartengo alla comunità della Piccole Operaie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Lo scorso 4 luglio ho avuto l’onore di essere ospite del Presidente in occasione del suo Saluto all’America.
Devo confessarvi che, di recente, avevo pregato in cappella implorando Dio di poter essere una voce, uno strumento al servizio della vita umana. Ed ecco che ora sono qui, e parlo alla Convention nazionale del Partito Repubblicano! Ne deduco che vale sempre la pena di scegliere bene le cose per cui pregare. Il mio itinerario verso la vita religiosa non ha seguito un percorso tradizionale, se pure ne esiste uno. Nel 1978 ero una studentessa di medicina presso la Georgetown University. Mi sono arruolata nell’esercito per ottenere un sostegno agli studi, e mi sono ritrovata a dedicare 29 anni alla vita militare, prestando servizio come dottore e chirurgo in posti come l’Afghanistan e l’Egitto, nella penisola del Sinai. Dopo molta preghiera e contemplazione, sono entrata nel mio ordine religioso nel 2002, e ho lavorato al servizio dei poveri e degli ammalati nell’isola di Haiti, in Sudan, in Kenia, in Iraq e a Washington D.C. L’umiltà è una componente di base del nostro ordine che rende molto difficile parlare di me stessa. Posso tuttavia parlare dell’esperienza che ho fatto in giro per il mondo, in Paesi impoveriti e dilaniati dalla guerra, dove la gente è costretta a fuggire. Tutti i rifugiati condividono un’esperienza comune. Tutti sono stati emarginati e ritenuti insignificanti, inermi e privi di voce.
E sebbene siamo portati a immaginare che gli emarginati vivano al di là dei nostri confini, la verità è che la comunità di emarginati più numerosa al mondo si trova qui, negli Stati Uniti, ed è costituita dai bimbi non ancora nati. Come cristiani, noi abbiamo incontrato Gesù innanzitutto come un embrione che si agita nel grembo di una madre nubile, e poi lo vediamo nove mesi più tardi nella povertà della grotta.
Non è per una mera coincidenza che Gesù abbia lottato per ciò che era giusto e sia stato alla fine crocifisso perché ciò che diceva non era politicamente corretto o alla moda. Come seguaci di Cristo, noi siamo chiamati a lottare per la vita contro ciò che è oggi politicamente corretto o alla moda. Dobbiamo combattere contro un’agenda legislativa che propugna, anzi celebra, la distruzione delle vite nel grembo materno. Tenetelo bene a mente: le leggi che formuliamo definiscono il nostro modo di vedere l’umanità. Chiediamocelo: che cosa stiamo affermando quando penetriamo in un grembo e facciamo fuori una vita innocente, inerme e senza voce? Da medico posso affermarlo senza esitazione: la vita comincia nell’istante del concepimento. Sebbene ciò che affermo possa essere duro da ascoltare per qualcuno, se dico ciò che dico è perché non sono semplicemente pro-vita, ma sono pro-vita eterna. Mi piacerebbe che tutti noi ci ritrovassimo un giorno in paradiso. Ecco che cosa mi spinge a essere qui oggi. Donald Trump è il presidente più pro-life che questa Nazione abbia mai avuto, per il fatto che difende le vite, in qualunque stadio esse si trovino. Il suo credo nella santità della vita trascende la politica. Trump fronteggerà il duo Biden-Harris che, invece, è il ticket presidenziale più anti-life mai visto sinora, arrivando persino a perorare l’aborto a nascita parziale e l’infanticidio. A causa del suo coraggio e delle sue convinzioni, il presidente Trump si è guadagnato il supporto della comunità pro-life degli Stati Uniti. Inoltre vi sono in tutta la nazione gruppi religiosi che lo sostengono. Ci troverete qui con la nostra arma: il rosario. Grazie, signor Presidente. Noi tutti pregheremo per lei.
Fonte:blog.messainlatino.it

Youssef Absi, Patriarca di Antiochia e tutto l’Oriente. APPELLO PER BEIRUT 2020

LEGGI DOCUMENTO ORIGINALE IN LINGUA INGLESE

 

Rabweh, August 10, 2020
To the faithful and friends of the Melkite Greek Catholic Church

Greetings in our Lord Jesus Christ!

Dear all,

The fourth of August 2020 was a catastrophic day in Lebanon due to the criminal explosion that occurred in the port of Beirut, impacting and shocking the capital and the entire country, which we are all still trying to wake up from. The explosion left behind, as the whole world has seen and witnessed, hundreds of victims and more than five thousand wounded, many of whom are in critical condition. The deadly blast destroyed a large number of buildings (70,000 homes estimated so far), leaving thousands of people in the city with a shattered house or without a house at all. All of this came amidst an unprecedented and extreme political, economic and health crisis. On Saturday, the eighth of August, we visited our brother, Metropolitan George Baconi, and we inspected together the damage that affected our children and their properties, as well as the damage to churches and institutions. We saw with our own eyes the horror of the disaster and heard with our own ears people’s screams of pain.

Thanks to God Almighty, many individuals and institutions took the initiative to contact the Patriarchate or the Archdiocese of Beirut to express their solidarity and their desire to provide moral and material support. From the first day, the Patriarchate, eparchies and monastic orders placed all their institutions and monasteries at the service of those affected. But this is not enough. The people of Beirut are going through an extremely difficult period psychologically, physically and financially, and this requires us to offer them everything within our power. Thus, we appeal to all of you to take the initiative of extending a helping hand in order to show, during these difficult times, the unity and strength of our Church in the face of this calamity and to stand with the weak who were the victims of the tragic explosion.

We ask everyone who would like to contribute to contact the Chancellery of our Patriarch in Rabweh at this email:
Patriarcat@melkitepat.org or to call the following numbers: +96176658803; +96179194306.

We pray to the Lord Jesus that the victims may rest in His peace, and be welcomed into His kingdom. We ask that, by His mercy, He heals the wounded, calms hearts, and comforts all those who are sad with His everlasting joy. We also ask Him to reward everyone who gives of their time or their money a hundredfold in return.

With our prayers and love!

YOUSSEF

Melkite Greek Catholic Patriarch Of Antioch and All the East

 

Melkite – Greek Catholic
PATRIARCHATE
Of Antioch and all the East
Damascus: Phone: +963/11/5446529 – 5414531– 5441030 * Fax: 963/11/5418966 *P.O. Box 22249 Damascus (Syria)
Raboueh: Phone: +961/4/413111 – 417566–525655– 525301 * Fax: 961/4/418113 * P.O. Box 70071 Antelias (Lebanon)
Website: www.melkitepat.org – email: patriarcat@melkitepat.org

Monsignor Carlo Maria Viganò: Lettera aperta al Presidente USA Donald Trump.

Monsignor Carlo Maria Viganò, già nunzio della Santa Sede negli Stati Uniti, ha scritto una lettera aperta al presidente Usa Donald Trump, che è stata recapitata a lui personalmente.

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7 giugno 2020

Domenica della SS.ma Trinità

Signor Presidente,

stiamo assistendo in questi mesi al formarsi di due schieramenti che definirei biblici: i figli della luce e i figli delle tenebre. I figli della luce costituiscono la parte più cospicua dell’umanità, mentre i figli delle tenebre rappresentano una minoranza assoluta; eppure i primi sono oggetto di una sorta di discriminazione che li pone in una situazione di inferiorità morale rispetto ai loro avversari, che ricoprono spesso posti strategici nello Stato, nella politica, nell’economia e anche nei media. Per un fenomeno apparentemente inspiegabile, i buoni sono ostaggio dei malvagi e di quanti prestano loro aiuto per interesse o per pavidità.

Questi due schieramenti, in quanto biblici, ripropongono la separazione netta tra la stirpe della Donna e quella del Serpente. Da una parte vi sono quanti, pur con mille difetti e debolezze, sono animati dal desiderio di compiere il bene, essere onesti, costituire una famiglia, impegnarsi nel lavoro, dare prosperità alla Patria, soccorrere i bisognosi e meritare, nell’obbedienza alla Legge di Dio, il Regno dei Cieli. Dall’altra si trovano coloro che servono se stessi, non hanno principi morali, vogliono demolire la famiglia e la Nazione, sfruttare i lavoratori per arricchirsi indebitamente, fomentare le divisioni intestine e le guerre, accumulare il potere e il denaro: per costoro l’illusione fallace di un benessere temporale rivelerà – se non si ravvedono – la tremenda sorte che li aspetta, lontano da Dio, nella dannazione eterna.

Nella società, Signor Presidente, convivono queste due realtà contrapposte, eterne nemiche come eternamente nemici sono Dio e Satana. E pare che i figli delle tenebre – che identifichiamo facilmente con quel deep state al quale Ella saggiamente si oppone e che ferocemente le muove guerra anche in questi giorni – abbiano voluto scoprire le proprie carte, per così dire, mostrando ormai i propri piani. Erano così certi di aver già tutto sotto controllo, da aver messo da parte quella circospezione che fino ad oggi aveva almeno in parte celato i loro veri intenti. Le indagini già in corso sveleranno le vere responsabilità di chi ha gestito l’emergenza Covid non solo in ambito sanitario, ma anche politico, economico e mediatico. Scopriremo probabilmente che anche in questa colossale operazione di ingegneria sociale vi sono persone che hanno deciso le sorti dell’umanità, arrogandosi il diritto di agire contro la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti nei governi delle Nazioni.

Scopriremo anche che i moti di questi giorni sono stati provocati da quanti, vedendo sfumare inesorabilmente il virus e diminuire l’allarme sociale della pandemia, hanno dovuto necessariamente provocare disordini perché ad essi seguisse quella repressione che, pur legittima, sarà condannata come un’ingiustificata aggressione della popolazione. La stessa cosa sta avvenendo anche in Europa, in perfetta sincronia. È di tutta evidenza che il ricorso alle proteste di piazza è strumentale agli scopi di chi vorrebbe veder eletto, alle prossime presidenziali, una persona che incarni gli scopi del deep state e che di esso sia espressione fedele e convinta. Non stupirà apprendere, tra qualche mese, che dietro gli atti vandalici e le violenze si nascondono ancora una volta coloro che, nella dissoluzione dell’ordine sociale, sperano di costruire un mondo senza libertà: Solve et coagula, insegna l’adagio massonico.

Anche se può apparire sconcertante, gli schieramenti cui ho accennato si trovano anche in ambito religioso. Vi sono Pastori fedeli che pascono il gregge di Cristo, ma anche mercenari infedeli che cercano di disperdere il gregge e dare le pecore in pasto a lupi rapaci. E non stupisce che questi mercenari siano alleati dei figli delle tenebre e odino i figli della luce: come vi è un deep state, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio. Così, il Nemico invisibile, che i buoni governanti combattono nella cosa pubblica, viene combattuto dai buoni pastori nell’ambito ecclesiastico. Una battaglia spirituale della quale ho parlato anche in un mio recente Appello lanciato lo scorso 8 maggio.

Per la prima volta gli Stati Uniti hanno in Lei un Presidente che difende coraggiosamente il diritto alla vita, che non si vergogna di denunciare le persecuzioni dei Cristiani nel mondo, che parla di Gesù Cristo e del diritto dei cittadini alla libertà di culto. La Sua partecipazione alla Marcia per la Vita, e più recentemente la proclamazione del mese di aprile quale National Child Abuse Prevention Month sono gesti che confermano in quale schieramento Ella voglia combattere. E mi permetto di credere che entrambi ci troviamo compagni di battaglia, pur con armi differenti.

Per questo motivo ritengo che l’attacco di cui Ella è stato oggetto dopo la visita al Santuario nazionale San Giovanni Paolo II faccia parte della narrazione mediatica orchestrata non per combattere il razzismo e per portare ordine sociale, ma per esasperare gli animi; non per dare giustizia, ma per legittimare la violenza e il crimine; non per servire la verità, ma per favorire una fazione politica. Ed è sconcertante che vi siano vescovi – come quelli che ho recentemente denunciato – che, con le loro parole, danno prova di essere schierati sul fronte opposto. Essi sono asserviti al deep state, al mondialismo, al pensiero unico, al Nuovo Ordine Mondiale che sempre più spesso invocano in nome di una fratellanza universale che non ha nulla di cristiano, ma che evoca altresì gli ideali massonici di chi vorrebbe dominare il mondo scacciando Dio dai tribunali, dalle scuole, dalle famiglie e forse anche dalle chiese.

Il popolo americano è maturo e ha ormai compreso quanto i media mainstream non vogliano diffondere la verità, ma tacerla e distorcerla, diffondendo la menzogna utile agli scopi dei loro padroni. È però importante che i buoni – che sono in maggioranza – si sveglino dal torpore e non accettino di esser ingannati da una minoranza di disonesti con fini inconfessabili. È necessario che i buoni, i figli della luce, si riuniscano e levino la voce. Quale modo più efficace di farlo, pregando il Signore di proteggere Lei, Signor Presidente, gli Stati Uniti e l’umanità intera da questo immane attacco del Nemico? Dinanzi alla forza della preghiera cadranno gli inganni dei figli delle tenebre, saranno svelate le loro trame, si mostrerà il loro tradimento, finirà nel nulla quel potere che spaventa fintanto che non lo si porta alla luce e si dimostra per quello che è: un inganno infernale.

Signor Presidente, la mia preghiera è costantemente rivolta all’amata Nazione americana presso la quale ho avuto il privilegio e l’onore di essere stato inviato da Papa Benedetto XVI come Nunzio apostolico. In quest’ora drammatica e decisiva per l’intera umanità, Ella è nella mia preghiera, e con Lei anche quanti La affiancano nel governo degli Stati Uniti. Confido che il popolo americano si unisca a me e a Lei nella preghiera a Dio onnipotente.

Uniti contro il Nemico invisibile dell’intera umanità, benedico Lei e la First Lady, l’amata Nazione americana e tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo Titolare di Ulpiana

già Nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America

 

(Fonte:https://www.aldomariavalli.it)

I vescovi degli Stati Uniti contro lo sfruttamento pornografico.

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Con il traffico dei siti web pornografici che aumenta mentre i paesi restano in stato di blocco a causa dell’emergenza sanitaria, i vescovi degli Stati Uniti stanno sollecitando il Dipartimento di Giustizia a proteggere le vittime della tratta e dello sfruttamento di esseri umani applicando leggi sull’oscenità e perseguendo i produttori di pornografia violenta.

«Oggi vi scriviamo per esortarvi a confrontarvi con i danni in atto provocati dall’industria della pornografia e per proteggere le sue vittime», hanno scritto i vescovi degli Stati Uniti in una lettera del 30 aprile al Dipartimento di Giustizia (DOJ). «Ciò dovrebbe includere: l’applicazione delle leggi sull’oscenità, le indagini sui produttori di pornografia e i proprietari di siti Web, la leadership nazionale nell’incoraggiare stati e località a sviluppare politiche rigorose contro l’industria e al servizio dei sopravvissuti, e altro ancora».

I vescovi hanno sottolineato come il sito pornografico Pornhub abbia fatto ondate di accessi negli ultimi mesi offrendo abbonamenti “premium” gratuiti al suo contenuto a persone in paesi in stato di blocco durante la pandemia. Pornhub afferma che nei giorni in cui le iscrizioni premium gratuite sono entrate in vigore in Italia, Francia e Spagna, il traffico in ciascun paese è aumentato rispettivamente del 57%, 38% e 61% rispetto a un “giorno medio”.

I vescovi hanno evidenziato come molte persone soffrano per i blocchi e l’isolamento, e hanno fatto eco alla chiamata di Papa Francesco a riconoscere l’importanza di «appartenere come fratelli e sorelle» nel mezzo della crisi. «La pornografia è l’antitesi di questo. Piuttosto che ricordare e amare i nostri simili come fratelli e sorelle, li rende degli oggetti – spesso sfruttandoli direttamente – e diminuisce la salute delle relazioni con gli altri», hanno scritto i vescovi, osservando che almeno 15 stati hanno dichiarato la pornografia un problema di salute pubblica.

Nel dicembre 2019, quattro membri del Congresso hanno invitato il procuratore generale William Barr a riformare la task force sull’accusa di oscenità nella divisione di giustizia penale del DOJ. La task force, fondata nel 2005 sotto l’amministrazione George W. Bush, era responsabile delle indagini e del perseguimento dei produttori di pornografia hard core in base alle leggi sull’oscenità. Eric Holder, procuratore generale sotto il presidente Barack Obama, ha sciolto la task force nel 2011. Poiché la richiesta di pornografia estrema – in gran parte includente violenza – aumenta, il lassismo o l’inosservanza delle leggi sull’oscenità «possono fornire una via di uscita per questa richiesta di “metastatizzazione”, aumentando gli incidenti di tratta, pornografia infantile, altri abusi e condizioni ingiuste più ampie», hanno scritto i vescovi.

Molti dei partecipanti ai video pornografici – anche se hanno legalmente acconsentito – «hanno dato il loro consenso … compromesso da circostanze disperate», mentre molti non hanno acconsentito affatto, hanno osservato i vescovi. Inoltre, la pornografia può avere un effetto devastante sulle famiglie, hanno scritto. Il porno fornisce un «modello terribile e anche un’aspettativa sbagliata su come le persone dovrebbero trattarsi a vicenda», specialmente per i giovani.

«Come pastori, vediamo spesso il dolore che deriva da un’abitudine pornografica», hanno concluso i vescovi. «I matrimoni feriti o addirittura rotti dall’uso della pornografia di un coniuge, che alcuni avvocati divorzisti segnalano come un fattore in oltre la metà dei loro casi, hanno un effetto a catena sui bambini e sulla società. Le famiglie forti sono necessarie per comunità forti e sicure». Il 9 marzo, il senatore Ben Sasse (R-NE) ha chiesto al procuratore generale di indagare su Pornhub, evidenziando la promozione del sito di video che mostrano l’assalto sessuale e lo stupro di una vittima della tratta di esseri umani.

Nel 2019, su Pornhub, sono apparsi almeno 58 video sugli abusi e gli stupri sessuali di una ragazza di 15 anni. La ragazza era scomparsa da un anno e secondo quanto riferito è stata costretta ad abortire. Sua madre l’ha trovata sul sito web per adulti, portando all’arresto del suo rapitore, Christopher Johnson, un trentenne della Florida. A partire dal 5 maggio, oltre 862.000 persone hanno firmato una petizione online su change.org chiedendo la chiusura di Pornhub. La petizione chiede inoltre che i suoi dirigenti siano ritenuti responsabili di presunte complicità nel traffico di esseri umani. A novembre, il fornitore di pagamenti PayPal ha tagliato bruscamente i servizi di pagamento per Pornhub.

Laila Mickelwait, ideatore della petizione e direttore di Abolition per Exodus Cry, un gruppo anti-tratta, ha dichiarato a febbraio che a causa dell’enorme quantità di contenuti su Pornhub, crede che ci siano più casi di sfruttamento sessuale e pornografia infantile di quanto è stato segnalato. Mickelwait ha dichiarato che la società proprietaria di Pornhub ha il monopolio dell’industria pornografica. «Tutti concordano sul fatto che i bambini non dovrebbero essere trafficati e violentati. Le donne non dovrebbero essere trafficate e violentate a scopo di lucro, per il piacere sessuale di miliardi di persone che visitano quel sito web. Non c’è proprio da discutere su questo», ha detto.

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