Compagnia di sant’Antonio. Comunicato stampa.

Processione

Sabato 5 settembre 2020 si è svolto il quarto “Pellegrinaggio della Tradizione Cattolica” in Aquileia, promosso dalla Compagnia di Sant’Antonio con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sez. FVG, del Circolo Culturale Cornelio Fabro di Udine e la partecipazione di diverse realtà cattoliche regionali, tra le quali il Gruppo Vetus Ordo di Mariano del Friuli, il Coetus Fidelium Cornorum Regionis Sanctus Hilarius Martyr, del Circolo Culturale P. Guido Mattiussi S.J. di Trieste e di Una Voce sez. di Pordenone.

Nonostante le limitazioni imposte dalla contingente situazione sanitaria, il pellegrinaggio si è svolto regolarmente anche se con qualche piccola variante di programma che, tuttavia, non ne ha intaccato lo spirito penitenziale, di sincera devozione alla Vergine Santissima, ai Santi Martiri aquileiesi e di rinnovato impegno alla conversione personale. Siamo ritornati pertanto, anche quest’anno, alle sorgenti della nostra Fede di tradizione marciana.

Don Michele Tomasin ha guidato la processione che, partita dalla chiesetta dedicata a Sant’Antonio Abate in Belvedere di Aquileia, percorrendo l’antica via Julia Augusta, con in mano il santo rosario e intonando i canti religiosi della tradizione, si è conclusa alla chiesa del quartiere di Monastero in Aquileia, antica sede di un monastero di monache benedettine tedesche.

Qui, alle ore 11, il reverendo don Alberto Zanier ha celebrato la Santa Messa tridentina al termine della quale i fedeli, guidati nuovamente da don Michele, hanno percorso tutta la via Sacra salmodiando i salmi graduali, per arrivare in piazza del Capitolo di fronte alla Basilica intitolata a Santa Maria Assunta, chiesa madre per i tanti popoli delle terre evangelizzate da Aquileia. Qui, all’aperto, si è svolta la suggestiva cerimonia di rinnovo delle promesse battesimali, con benedizione sui pellegrini e sul popolo presente. Ha fatto seguito l’ingresso in Basilica dove è stato possibile venerare le reliquie dei Santi Martiri aquileiesi, disposte sull’altare principale, e dove è stato recitato il Simbolo aquileiese che risale ai primi secoli del cristianesimo.

Nel pomeriggio il pellegrinaggio è proseguito con il consueto momento di formazione cattolica realizzando ancora il trilemma: azione penitenziale, atto di culto e attività di conoscenza della Fede che l’amico professor Giovanni Turco ha, dal suo inizio, indicato come carattere essenziale di questo pellegrinaggio della Tradizione.

Il teologo don Samuele Cecotti, della Diocesi di Trieste, ha parlato della vita del cristiano come militia, in primis combattimento spirituale interiore che genera però anche una vita attiva militante che giunge sino all’eroismo del martirio e all’impegno marziale per la difesa della Fede e della Cristianità.

Il professore e storico Giordano Brunettin ha illustrato la figura del Beato Padre Marco dAviano. Il povero cappuccino fu il feldmaresciallo dell’unico Re e Signore, convinse diplomatici, fece ubbidire i potenti della terra, sconfisse armate e conquistò interi regni non con la forza, l’astuzia, il prestigio e la gloria personali, ma soltanto con preghiera, umiltà, sacrificio e le ragioni di Dio, per il Quale egli combatteva.

L’attuale momento storico non ha eccessivamente condizionato questo nostro incontro di Fede al quale sono tornati anche amici dalla Baviera, dall’Austria e dalla Slovenia.

La Compagnia di Sant’Antonio ringrazia l’Arcidiocesi di Gorizia, la Parrocchia di Aquileia e la Società Cooperativa che gestisce la Basilica per aver ospitato il pellegrinaggio e, in modo particolare, quanti hanno voluto prestare il loro generoso aiuto alla celebrazione dei Riti religiosi.