CREPALDI: NO ALLE LINEE GUIDA SULL’ABORTO DEL MINISTRO

Crepaldi anniversario

La solennità dell’Assunzione di Maria in cielo e il valore inestimabile della vita

 

Nota post-Missam

dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

 

Noi cristiani, celebrando con una liturgia solenne l’Assunzione di Maria in cielo, affermiamo la vittoria della vita sulla morte e il valore inestimabile della vita stessa. Purtroppo dobbiamo constatare, con sconcerto, che chi ci governa va in direzione opposta. Infatti, con un atto amministrativo a cura della Direzione generale intitolato Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine, conosciuta come pillola RU 486, il Ministro della Salute ha allargato le maglie dell’interruzione volontaria della gravidanza, cioè dell’aborto, consentendola con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana di gravidanza. Il tutto presentato come una conquista di civiltà. Su questo punto è bene essere chiari.

Non c’è nessun progresso umano e civile quando con l’aborto si favorisce l’uccisione di un individuo della specie umana nel grembo che lo accoglie, invece di prodigarsi per la difesa dell’essere più indifeso che ci sia.
Non c’è nessun progresso umano e civile quando l’interruzione della gravidanza è talmente banalizzata da essere equiparata a un semplice intervento farmacologico.

Non c’è nessun progresso umano e civile quando, soprattutto con le nuove disposizioni, la donna viene abbandonata a se stessa in una solitudine sanitaria, psicologica e morale di fronte alla scelta esistenziale, tragica e pericolosa, dell’interruzione della gravidanza.

Non  c’è nessun progresso umano e civile quando si percorre la strada dell’aborto al posto di quella dell’aiuto alla maternità, in una situazione di preoccupante contrazione demografica che rende incerto il futuro del nostro Paese.
Sostenuti dalla grazia di contemplare l’Assunzione di Maria al cielo, a questa cultura mortifera e decadente, vogliamo rispondere con l’annuncio liberante del Vangelo della vita, promovendo sempre e ovunque l’amore e il rispetto della vita, di tutta la vita e della vita di tutti.

Trieste, 15 agosto 2020