Il Covid-19 è nato in laboratorio, le responsabilità cinesi e dell’OMS. Cantagalli pubblica il libro del prof. Joseph Tritto

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È uscito ieri in libreria per le Edizioni Cantagalli il libro di Joseph Tritto “Cina Covid-19: la chimera che ha cambiato il mondo” (272 pp., 20 euro). La fama dell’autore, presidente del WABT (World Academy of Biomedical Sciences and Thecnologies di Parigi) e il fatto che il libro prova che il covid-19 non è di origine naturale ma è stato prodotto in laboratorio a Wuhan, mostrando le enormi difficoltà che un sistema politico totalitario come quello della Cina comunista pone alla ricerca e alla sanità, ci si sarebbe aspettati una mobilitazione dei media di particolare vigore. Invece, purtroppo, dobbiamo constatare che è prevalso il silenzio da parte delle grandi testate. Segnaliamo, a merito di chi le ha fatte, due lunghe interviste al prof. Tritto apparse in due puntate della rubrica “Fatti e Misfatti” di Paolo Liguori su Tgcom 24 del  23 luglio [Qui ] e del 29 luglio [Qui].

Segnaliamo anche una intervista rilasciata dall’Autore al quotidiano “Libero” [Qui ] e un articolo pubblicato su Asianews [Qui].

Il libro è dirompente in quanto confuta definitivamente la tesi dell’origine del virus dai pipistrelli,  dimostra che è stato prodotto in laboratorio e quindi sotto la responsabilità della Cina, denuncia il sistema cinese di controllo politico totale sulle informazioni riguardante la ricerca e la salute e, infine, scredita l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nell’ambito del Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus, avevamo pubblicato un lungo e dettagliato articolo del dott. Ermanno Pavesi (vedi qui ) che segnalava con dovizia di particolari sia le disfunzioni informative da parte delle autorità cinesi, sia la pressione esercitata sulla Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale avrebbe ritenuto che “La Cina sarebbe stata in grado di contenere l’epidemia entro i suoi confini, così il rischio della sua esportazione e di una successiva pandemia non avrebbe richiesto misure straordinarie” e avrebbe accolto senza discutere la tesi cinese secondo cui “Le autorità cinesi avrebbero fornito fin dall’inizio un’informazione trasparente e puntuale” sicché una eventuale partecipazione dell’OMS alle indagini sull’origine del virus “sarebbe dettata non da interessi scientifici ma politici, per stigmatizzare e colpevolizzare la Cina”.

Il libro del prof. Tritto è come un lungo avvincente romanzo che spiega con fatti e nomi quanto è veramente accaduto. In Cina tutto è controllato dalla Accademia delle Scienze di Pechino alla quale anche le riviste scientifiche internazionali come Science devono porre le domande per le loro interviste ed articoli. I ritardi comunicativi sperimentati per il recente covid-19 erano già stati anticipati quando per la Sars 1 ci vollero tre mesi perché il mondo ne fosse informato. Le ispezioni ai laboratori di Wuhan sono state impedite e il laboratorio è stato militarizzato, la responsabile prof.ssa Shi Zheng-Li, è scomparsa ed è stata sostituita dal Generale Chen Wei, una donna esperta anche in armi biochimiche. Del resto, durante questa vicenda, altri scienziati sono finiti nel nulla senza lasciare traccia.

Il libro del prof. Tritto ha uno sguardo rivolto al passato, come le vicende della Sars, al presente, ossia al Covid-19, e al futuro, inducendo a riflettere sul senso e il ruolo della scienza, sul pericolo rappresentato dal totalitarismo cinese, sulla preoccupazione per la creazione di chimere in laboratorio, sulla possibile collaborazione internazionale per evitare la creazione di armi biologiche. Leggendolo si rimane colpiti dalla sprovvedutezza di tanti scienziati che hanno seminato sciocchezze sui media durante la pandemia e dalla incompetenza e dappocaggine dei politici, compresi quelli del governo italiano.

Tiziano Fonte