Il nuovo insegnamento dell’Educazione civica e l’Educazione del suddito nel nuovo Stato etico. Di Franco Paganelli.

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IL NUOVO INSEGNAMENTO DELL’EDUCAZIONE CIVICA E L’EDUCAZIONE DEL SUDDITO DEL NUOVO STATO ETICO

Di Franco Paganelli

 

Colgo gentilmente l’occasione che l’Osservatorio mette a disposizione dei propri lettori per fornire nel mio piccolo una propria testimonianza per quanto riguarda quanto sta avvenendo nel mondo della scuola. Sono un insegnante specializzato di quella che un tempo veniva chiamata “Scuola Media” e da diversi anni è diventata “Scuola Secondaria di 1° grado” (stranamente le varie riforme scolastiche conservano spesso elementi di quelle precedenti…). Mi occupo delle attività nel Sostegno agli alunni portatori di handicap e vorrei evidenziare quanto in questo periodo “emergenziale” questi alunni e soprattutto i loro familiari siano stati spesso abbandonati a sé stessi, anche e soprattutto nei casi più gravi, almeno per quello che risulterebbe nel contesto territoriale di cui faccio parte nella mia esperienza lavorativa). Tuttavia non è tanto questo il motivo che mi spinge a scrivere, ma l’entrata in vigore della legge n. 92/2019 che in pratica obbliga le istituzioni scolastiche a partire dell’anno scolastico 2020/2021 all’insegnamento dell’Educazione Civica. Lo scorso 22 Giugno il Ministero dell’Istruzione ha diramato la Nota n.35 nella quale sono descritte e allegate le “Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione Civica ai sensi dell’art.3 della Legge 20 Agosto 2019, n.92”.

La domanda spontanea che potrebbe sorgere è rappresentata dal fatto che a Settembre prossimo non sono ancora certe le condizioni attraverso le quali ricomincerà la scuola, soprattutto in ordine all’accoglienza e disposizione degli alunni nelle classi in base alle norme di sicurezza e di igiene che il Comitato Tecnico Scientifico ha stabilito, quando addirittura sarebbero persino conflittuali con alcune norme precedenti (Decreto n.31/2008). Mentre da un’altra ottica si spinge parecchio per un‘offerta formativa basata su dinamiche inerenti a un tipo di didattica con ampio uso di mezzi digitali. Ciò si esplica anche attraverso l’iscrizione a bandi sostenuti da fondi europei o comunque a carattere internazionale come ad esempio “S.T.E.P. 2020” che promuove l’apprendimento scientifico delle ragazze per diminuire il “gap di genere”. Tuttavia vorrei puntualizzare il tema dell’Educazione Civica che secondo alcuni interpreti della legge ha l’intento non tanto di sviluppare una serie di conoscenze, ma vuole essere un’innovazione perché mette in esercizio il principio di “cittadinanza attiva” (vedi intervento del dott. Marco Bruschi, Capo Dipartimento del Sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione, alla “Presentazione delle Linee guida per l’Ed. Civica” presso il canale Youtube di INDIRE RICERCA del 6 Luglio 2020). Secondo questo principio si vorrebbe fornire agli studenti un’etica statale, “non come distributrice di conoscenze, ma di valori”. Il punto è questo: quale etica e quali valori?

Quelli del libro “Cuore” di De Amicis attraverso cui “istillare modalità di virtù pratiche”, facendo un riferimento storico anche alla legge Casati e all’opera di Francesco de Sanctis, come riferito dal Capo Dipartimento stesso.

In secondo luogo un altro aspetto sollevato è quello legato allo Sviluppo Sostenibile, il quale rappresenta insieme allo studio della Costituzione e alla Cittadinanza digitale, uno dei tre assi portanti delle Linee Guida. Ovviamente ognuno di essi è meritevole di approfondimento, ma il mio intento non è certamente quello di illustrarli.

In un altro intervento della ” Presentazione delle Linee guida” a cura di INDIRE RICERCA, quello della relatrice dott.ssa Lucrezia Stellacci (Coordinatrice Commissione nazionale per l’Educazione Civica del Ministero dell’Istruzione), si pone l’attenzione sull’aspetto della “trasversalità”. Lo si fa sulla scia di una prospettiva che fa riferimento anche al filosofo e pedagogista americano John Dewey citandolo espressamente: “l’unico modo efficace per unire le parti del sistema tra loro è quello di unire ciascuna di esse alla vita” (J. Dewey, “Scuola e società”). Per cui l’urgenza di un’educazione Civica c’è perché “occorre insegnare come gira il mondo, che faccia sviluppare sentinelle dell’umanità”.

In sostanza si eserciterebbe un principio di democrazia diretta volto a sviluppare le potenzialità degli alunni in linea con la Costituzione, la Dichiarazione ONU dei Diritti dell’uomo, la promozione dei diritti umani. Per cui l’esigenza dell’intervento scaturirebbe dalla necessità attuali per i nostri giovani di divenire responsabili, sapere quali sono i loro diritti e doveri, quando iniziano le loro libertà e quando finiscono… Pertanto si ribadisce che la “ trasversalità” sarebbe la funzione fondante dell’Educazione Civica.

Un altro punto ancora che mi ha colpito è rappresentato dal fatto che, come è stato evidenziato in un altro intervento successivo dalla dott.ssa Maria Rosa Silvestro (Dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione), riguardo alla Scuola dell’Infanzia (3-6 anni) , ci sia già un documento precedente alla normativa entrata in vigore, ad esempio gli Orientamenti Educativi del 1991, in cui viene espresso “un impegno verso il bene comune”. Però non viene spiegato in cosa consisterebbe, oppure viene lasciato intuire in seguito dalle successive affermazioni. Quindi si fa riferimento alle Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012 in cui si precisano gli ambiti dei campi di esperienza, il riferimento al sé e all’altro, ai traguardi di sviluppo delle competenze, alle prime forme di socialità del bambino, alla regolarizzazione della socializzazione e dei rapporti personali attraverso l’esperienza della multimedialità (L.I.M., coding, robotica), favorendo un contatto ”attivo” con i media stessi. Si giunge poi al punto “La conoscenza del mondo” il quale si aggancerebbe

molto bene, secondo la relatrice, all’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 20/30 e, a ruota, ai percorsi portati avanti attraverso le varie “educazioni” alla salute e al benessere, ai laboratori sensoriali, all’alimentazione e alla psicomotricità. In tutti i percorsi non vengono ovviamente tralasciati i temi legati alla Costituzione, all’esplorazione attraverso il gioco, la curiosità e l’interesse: il tutto per favorire, maturare e sviluppare elementi di “cittadinanza responsabile”.

Alla fine di questa sintesi riassuntiva dei temi trattati che potrebbe lasciare intendere delle buone intenzioni, per il bene dei nostri discenti, la Meeting Chair Ing. Maria Chiara Pettenati (Dirigente di ricerca di INDIRE) afferma a chiare lettere che lo scopo del percorso formativo è quello di fornire le “lenti culturali” per concretizzare “the future we want” della Conferenza ONU di Rio Janeiro (1992) per “cogliere la sfida e divenire consapevoli del futuro dell’umanità”.

In conclusione vorrei far presente che quanto descritto e sta avvenendo attualmente, secondo la mia modesta opinione, conferma ampiamente quello che il prof. Stefano Fontana aveva già intuito e ben delineato nell’articolo “Educazione Civica, nuova religione civile” del 7 Maggio 2019 apparso sul suo blog “Dottrina Sociale” su “la Nuova Bussola Quotidiana online” (vedi qui). Chissà se davvero nel contesto attuale che vede all’orizzonte l’approvazione di leggi come il ddl Zan, in una fase già molto complicata per gli effetti dell’emergenza “Corona-virus”, si stanno “calando gli assi” per costruire non il futuro cittadino, ma il suddito di uno “Stato etico”, pervasivo e omologante, per avere “studenti educati in batteria che riceveranno tutti le stesse informazioni e gli stessi insegnamenti e che crederanno negli stessi valori, anche se saranno disvalori”.

Rivolgo i miei più cordiali saluti al Direttore e a tutti collaboratori dell’Osservatorio van Thûan per la Dottrina Sociale della Chiesa per il pregevole servizio offerto.

Grazie.

 

FRANCO PAGANELLI