La lotta al Neocatarismo richiede prima di tutto di riconoscerlo. Dietro alle leggi sui nuovi diritti c’è una nuova religione.

In futuro si dovrà lottare sempre di più contro le leggi ingiuste. Infatti, vengono approvate leggi sempre più lesive della dignità della persona e del diritto naturale e cristiano. Può essere molto istruttivo, quindi, vedere cosa stanno pensando i francesi sull’opposizione alla legge Taubira sul “matrimonio per tutti”, un caso emblematico di una legge ingiusta che ha suscitato un diffuso sdegno ma che è tuttora vigente. E’ dedicato a questo tema il numero 65 del febbraio 2015 della rivista “Liberté Politique” che porta questo titolo: “Abrogation – Protéger le mariage après la loi Taubira”. Tra poco potrebbe toccare agli Italiani con la legge Cirinnà.

All’interno della rivista si segnala l’articolo di Michel Pillon “Abroger les racines de la loi” (pp. 12-26) (abrogare le radici della legge), denso di osservazioni di notevole interesse.

Non è sufficiente un’azione solo politica

L’Autore si chiede prima di tutto se sia sufficiente un’azione esclusivamente politica per abrogare la legge. A questo proposito bisogna prendere atto che le indagini d’opinione rivelano che la maggioranza dei francesi è favorevole al matrimonio omosessuale. Si tratta di uno scarto minimo, ma i giovani lo sono in modo molto più rilevante degli anziani. I favorevoli sono dunque destinati ad aumentare.

In questo contesto nessuna parte politica si impegnerà per l’abrogazione della legge. E se anche ciò avvenisse, partirebbe la campagna mediatica contraria e il governo successivo la ristabilirebbe.

Dietro la legge una credenza collettiva

La prima cosa da capire è che dietro alla legge Taubira c’è un credo religioso. A dire il vero le ricerche dimostrano che sono più favorevoli al matrimonio omosessuale coloro che si dichiarano “non credenti”, ma in realtà essi si rimettono ad una credenza collettiva:  «Essa consiste nel dire che, nel matrimonio, i corpi non hanno alcuna importanza». Si tratta di una “verità” per niente evidente e che, anzi, non può essere dimostrata.  Da dove proviene questa credenza collettiva?

All’inizio fu la pillola contraccettiva

Nel 1967 fu messa sul mercato francese la pillola contraccettiva, accolta con immenso favore dalle donne. «Respingendo o contrastando le leggi naturali del corpo, e in particolare del corpo della femmina, la pillola e gli altri contraccettivi hanno accreditato l’idea che lo stesso corpo altro non sia che uno strumento a disposizione dei desideri dello spirito. Improvvisamente liberato da una costrizione materiale, l’individuo è stato così tentato di andare più in là nella sottomissione dei corpi alle volontà, ai capricci e ai fantasmi dello spirito».

«L’idea che il corpo è uno strumento ha per corollario, per esempio, l’indifferenza alla sua sessualità, da cui deriva l’identità di trattamento tra etero ed omosessuali, fondamento della legge Taubira; o il rifiuto del proprio corpo, con il diritto a cambiare sesso o di scegliere quando morire; o ancora il rifiuto della vita autonoma del corpo, base della interruzione volontaria della gravidanza. L’eutanasia, l’omosessualità, l’aborto sono sempre esistiti.  Ma è dentro il quadro della contraccezione chimica e meccanica che essi hanno reclamato un riconoscimento positivo».

Il ritorno dei Catari

A ben vedere, questa religione non è nuova, ci avevano già pensato i Catari nel Medio Evo. «Quella che è stata chiamata eresia albigese aveva per dogma fondamentale la separazione dello spirito, per essenza buono e puro, dal corpo, di cui si può fare quello che si vuole, compresa la sua soppressione con il suicidio (atto altamente lodato) o estenuarlo nei piaceri più vari, ad eccezione della procreazione, giudicata malvagia nel suo stesso principio. I Catari del Medio Evo avrebbero applaudito alla diffusione generale della contraccezione, alla gratuità dell’aborto e alla legalizzazione del matrimonio omosessuale, per essenza sterile».

La religione neo-catara consiste nel disporre del proprio corpo senza restrizioni. «Come nel XIII secolo, questo diritto è destinato a diventare un dovere collettivo: i “puri” del nostro passato avevano l’obbligo di diventare come asessuati, il seme umano era, per i Catari, la sostanza più inquinante di tutte».

La fede neo-catara è diventata molto potente nei nostri Paesi ed è ora condivisa dagli alti responsabili politici che si danno da fare perché la legge assicuri la sua protezione e diffusione.

La deriva non è finita

Pillon invita a non farsi illusioni: la nuova religione non è ancora arrivata alla fine del suo sviluppo. «Alcune conseguenze del suo dogma centrale si sono mostrate trent’anni dopo la sua nascita, come l’uguaglianza di tutte le forme di sessualità. Molte altre sono ancora sconosciute. Il matrimonio omosessuale è già accettato, la PMA (Procreazione medicalmente assistita) e la GPA (utero in affitto) cominciano ad essere approvate. Si indovina che, dietro queste due manipolazioni del corpo umano per un capriccio dello spirito, cerca di imporsi un nuovo articolo di fede: che il corpo umano possa essere venduto e comperato secondo il suo valore commerciale. Quando questo verrà ammesso, altri rivolgimenti saranno da attendere».

La lotta è di ordine “religioso”

L’unica forza in campo che può contrastare la religione neo-catara è la Chiesa cattolica con la sua teologia del corpo. Essa però non l’ha fatto ai temi della pillola e nemmeno ai tempi dell’aborto. Lo farà ora?

La pillola contraccettiva colse i vescovi francesi di sorpresa, accolsero in modo incerto l’Humanae vitae e laici influenti dominarono l’opinione pubblica cattolica. Sette anni dopo, la legge Weil sull’aborto li colse ancora tramortiti ed essi seguirono il vescovo di Orlèans che invitava a non passare per coloro che mancano di compassione per la situazione delle donne. Poi però la Chiesa cominciò a riprendersi e Giovanni Paolo II sviluppò una teologia del corpo solida e chiara.

La situazione in Italia

Questo articolo di Michel Pillon è ricco di indicazioni anche per la situazione italiana. Anche qui è diffusa la religione neo-catara, anche qui le leggi ingiuste, se approvate, rimarranno comunque vigenti, anche qui l’opposizione politica, anche quando esistesse, sarebbe insufficiente, anche qui il pericolo non viene colto al suo livello massimo che è quello religioso, anche qui ci si fa sedurre dalla retorica dei diritti umani, anche qui la Chiesa è divisa, anche qui possiamo contare sul patrimonio degli insegnamenti di Giovanni Paolo II, ma la discussione sul prossimo Sinodo sulla Famiglia mostra anche che molti li hanno già dimenticati.