L’angelica milizia. Gli angeli nel panorama attuale della Chiesa e del mondo.

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È appena uscito, pubblicato dall’Editrice Cantagalli, un libro che raccoglie testi di Plinio Corrêa de Oliveira sugli angeli: «L’angelica milizia. Gli angeli nel panorama attuale della Chiesa e del mondo» (2021, 368 pp). I brani sono tratti da una serie di cinquanta conferenze dottrinali sull’argomento, fatte dal noto pensatore e uomo d’azione brasiliano negli anni Ottanta.

Dopo una rigorosa analisi teologica, sulla scia di S. Tommaso d’Aquino e dello Pseudo-Dionigi Aeropagita, consultando anche Cornelio a Lapide, Corrêa de Oliveira sviluppa una serie di considerazioni attinenti alla sua visione contro-rivoluzionaria. A cominciare dalla necessità assoluta di avere ricorso agli angeli per vincere l’attuale battaglia: “La Rivoluzione ha un substrato satanico, da dove trae la sua influenza sulle anime. Noi non riusciremo mai a vincerla semplicemente con i trattati dottrinali. Serve una risposta angelica. La meditazione sugli angeli, l’amore per gli angeli, la devozione agli angeli, potrebbe comunicare ai cattolici una sorta di luminosità angelica così splendente da mettere in fuga il demonio. O, alle influenze sataniche, noi contrapponiamo lo splendore dell’innocenza angelica, oppure saremo sempre soprafatti. (…) Fare oggi la lotta contro-rivoluzionaria senza un ricorso agli angeli è come combattere cinquecento dinosauri con una spada”.

La devozione agli angeli e, più ampiamente, la presentazione dell’universo angelico, sarebbe la risposta cattolica alla modernità: “La presentazione della dottrina sugli angeli sarebbe una sfida al moderno materialismo. Sarebbe anche la risposta cattolica al New Age e al pentecostalismo, un invito agli uomini affinché abbandonino i peccati del mondo e si aprano invece all’universo angelico. Lo studio degli angeli ci permetterebbe di intravedere una sorta di universo meraviglioso, che potrebbe essere presentato come alternativa all’orrendo del mondo contemporaneo”.

Sarebbe anche una risposta ai problemi psicologici che affliggono molti giovani oggi: “Vedo nell’uomo contemporaneo, soprattutto fra i giovani, molta frustrazione per il fatto di vivere in un mondo senza angeli. Il fenomeno hippie, per esempio, è un tipico sintomo di tale frustrazione. Inizialmente, l’uomo contemporaneo si era gettato tra le braccia della meccanica per sfuggire alla sua necessità di trascendenza. Adesso si sta gettando tra le braccia della magia. Questo segna un punto di inflessione  nella storia della Rivoluzione. Molti contemporanei non si sentono più attratti da ciò che offre il mondo moderno. Sono alla ricerca di un altro modello. Purtroppo, in assenza di un orizzonte angelico, spesso si aprono all’orrendo e all’occulto. Ci si domanda se non potrebbero essere, invece, attratti dal meraviglioso, che li inviti ai grandi voli dell’anima e apra per loro orizzonti impensati”.

In concreto, il ricorso agli angeli sarebbe una via d’uscita per la crisi all’interno della Chiesa: “Molte verità di Fede oggi dimenticate verranno di nuovo a galla quando l’azione angelica risplenderà di nuovo con tutto il suo fulgore. Anzi, ritengo che quando gli angeli torneranno ad abitare ogni settore della Chiesa, l’azione del clero progressista sarà neutralizzata. Sarà una pulizia generale. Perciò dobbiamo, già da adesso, pregare non solo il nostro angelo custode ma, anche e principalmente, l’angelo della Chiesa, chiedendo che risolva l’attuale situazione di crisi”.

Questo implicherebbe una nuova catechesi, una nuova musica e anche una nuova iconografia angelica: “Lo studio dell’universo angelico supporrebbe un’impostazione di fronte alla bellezza che, purtroppo, oggi non è insegnata nel Catechismo. In contrasto con il laicismo moderno, che ritiene il mondo limitato all’ambito umano, la dottrina sugli angeli aprirebbe tali panorami, raggiungerebbe tali profondità, che sarebbe un fior all’occhiello della catechesi cattolica. Inutile confutare intellettualmente gli errori moderni, come il relativismo, se, parallelamente, non realizziamo un apostolato della bellezza angelica. Questo è soprattutto indispensabile con le nuove generazioni, molto più aperte alla bellezza di quanto non lo fossero i loro genitori, ancora affascinati dal progresso materiale della società industriale”.

Purtroppo, dagli anni Sessanta se non da prima, tutto nella Chiesa va in direzione opposta. Dalla liturgia alla musica, dalla catechesi ai paramenti, tutto si appiattisce, si desacralizza, diventa scialbo e insipido. Possiamo meravigliarci che le chiese siano sempre più vuote? Eccetto, cioè, quelle dove si celebra la liturgia con lo splendore di sempre. Quelle sono piene, anzi traboccanti.

Per richiedere il libro di Plinio Corrêa de Oliveira, cliccate: https://www.tfpitalia.it/libro-angelica-milizia/

Julio Loredo