L’implacabile realtà demografica. Verso la sparizione della Francia? Di François Billot de Lochner

LP

Pubblichiamo una nostra traduzione del Preambolo scritto da François Billot de Lochner per il numero di “Liberté politique” appena uscito [VEDI QUI]. Il fascicolo contiene un Dossier a più voci su “Deomographie, une catastrophe annoncée”. Quanto de Lochner osserva per la Francia può essere detto anche per l’Italia.

 

Passeggiata nella zona nord di Parigi: nelle strade una popolazione in maggioranza africana o medio-orientale; mercati animati e frequentati; strade percorse soprattutto da questa popolazione; una popolazione bianca originaria poco visibile.

Il Dipartimento 93, il famossissimo nove-tre. Grandi città dove gira solo popolazione immigrata. Un dipartimento diventato, per la Francia intera, il dipartimento per eccellenza della sostituzione demografica.

Dipartimento di Yvelines, ad est di Parigi, considerato dai francesi come un dipartimento rifugio per i francesi autoctoni. E pertanto: Mantes-la-jolie, i Moureaux, Trappes, Limay e tanti altre grandi città del dipartimento, hanno ormai tutte una struttura della popolazione come la Saine-Saint-Denis. La popolazione originaria ne è quasi assente. È sufficiente spingersi verso Versailles per capire che la popolazione immigrata prende, di anno in anno, una considerevole importanza, con la benedizione di una prefettura risolutamente immigrazionista, di un comune  macron-compatibile e quindi immigrazionista, di un deputato L.R.E.M., che avverte ad ogni piè sospinto che l’immigrazione è una opportunità per la Francia.

In tutta la provincia, dal più piccolo villaggio ai grandi agglomerti, la popolazione immigrata mostra una presenza visibile, forte, pesante. A quanto risulta da tutto ciò, la grande sostituzione è in corso, a Versailles come altrove.

Quanto risulta ad occhio nudo è corroborato dai dati demografici disponibile. Certo, la produzione di statistiche relative alle etnie è vietata in Francia, e ciò non facilità il lavoro dei demografi, che forniscono delle cifre tramite molteplici incroci nei quali il margine di errore risulta infine debole.

Quali sono le cifre della demografia francese? Se la popolazione francese si aggira oggi attorno ai 67 milioni di abitanti, la popolazione di origine immigrata sia arrivata da poco, sia di prima che di seconda generazione si avvicina ai 20 milioni di persone. Sappiamo anche che il tasso di natalità tra i francesi  è di 1,5, mentre è circa il doppio tra la popolazione immigrata. A questo si aggiunge l’ingresso annuale di oltre 400 mila immigrati, clandestini o meno, mentre 100 mila francesi lasciano la Francia. Dall’altro lato della catena, la mortalità riguarda per circa due terzi i francesi. Il recupero dell’insieme di questi dati produce il seguenti risultato: tra una trentina d’anni, la popolazione immigrata sia recente che di prima o seconda generazione, sarà la maggioranza nei nostri Paesi. Quanto si è abituati a indicare con l’espressione “grande sostituzione” avrà allora luogo.

Ma come siamo arrivati qua? Come è successo che la Francia che, con i suoi 20 milioni di abitanti agli inizi del XVIII secolo è stato a lungo il Paese più popolato dei suoi vicini, abbia subito un crollo demografico di così grande entità, compensato per mezzo secolo da una immigrazione massiva che può, a breve, far sparire il nostro Paese? Le ragioni sono politiche (dalla fine del XVIII secolo la famiglia non ha cessato di subire attacchi che hanno condotto all’attuale distruzione della cellula familiare), economiche (la cellula familiare costa cara, le famiglie hanno limitato da sole il numero dei figli), sociali (la crescita straordinaria del lavoro femminile ha perturbato la demografia), morali e culturali (il piacere individuale non favorisce l’impegno richiesto dall’educazione di famiglie numerose).

Da tutto questo risulta che la popolazione autoctona si riduce di anno in anno, rimpiazzata da una popolazione di immigrazione che non condivide i valori bimillenari della Francia. Il pericolo è considerevole: senza un raddrizzamento demografico volontaristico e una drastica limitazione dell’immigrazione, la Francia piò sparire a breve scadenza.

[Traduzione dal francese di Benedetta Cortese]

 

 

 

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