ORDINE E DISORDINE SOCIALI. DAI LIBERAL ALL’OPZIONE BENEDETTO.

Savarese

È appena uscito il libro di Cristian Mendoza e Miriam Savarese, Ordine e disordine sociali. Lo sviluppo umano integrale dai liberal all’opzione Benedetto, Edusc, Roma 2020, pp. 337, € 25. Abbiamo chiesto a Miriam Savarese, co-autrice, una presentazione del libro su cui i nostro Osservatorio avrà modo di tornare.

 

La questione della libertà e del suo ruolo nella crescita della persona umana e della società risulta al centro di questo libro.

La società occidentale odierna, spesso presentata come una società liberale, ci offre un volto complesso, segnato dalla secolarizzazione, dall’affermarsi della cultura di massa e della glocalizzazione, dal crescente sviluppo scientifico e tecnologico e da una rivoluzione digitale sempre più pervasiva – tratti a cui oggi va aggiunto un grado di tensione crescente per via della crisi del covid-19, la quale emerge tra le pagine pur non essendone il tema principale. In questo contesto, la domanda sulla libertà, inseparabile da quella sullo sviluppo della persona umana in tutte le sue potenzialità corporali e spirituali, pare ineludibile – per la stessa comprensione della società e per un vero contributo al suo sviluppo.

Davvero la nostra società liberale è messa in difficoltà soltanto da minacce esterne, dai barbari ad portas? O non bisogna invece riprendere in considerazione il suo stesso impianto, soprattutto quello dei principi filosofici e della teoria politica che la sostengono, per vedere se, pur non negandone le luci e gli aspetti positivi, sono presenti in essa degli elementi, anche piccoli, che rischiano di portarla alla crisi se non all’autodistruzione?

In questo volume, che intende essere solo il primo di una serie dedicata allo sviluppo umano integrale nella società odierna secondo la prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa, si inizia a approfondire questo tema affrontando come punto di riferimento critico il liberalismo morale americano, che costituisce una sfida radicale alla prospettiva cattolica ma anche a quella di una morale delle virtù: sarebbe libertà solo quella espressa dalle scelte totalmente autonome dell’individuo. Il liberalismo liberal americano è radicalmente contrapposto, nei suoi principi e nelle sue espressioni concrete, anche alla sola ammissione dell’esistenza di un fine ultimo e di una verità ultima, ritenuti una minaccia esiziale per la libertà. Si tratta di una prospettiva che ha influenzato in profondità molti aspetti della nostra società e che si trova più o meno apertamente in molte delle sfide e dei dilemmi morali che un cittadino può trovarsi ad affrontare oggi. Ecco, dunque, la centralità della domanda: che cos’è la vera libertà?

Nel mettere a tema questo quesito, il fine di don Cristian Mendoza (associato di Dottrina Sociale della Chiesa, PUSC) e mio (Miriam Savarese, dottore di ricerca in Filosofia) è anche offrire un percorso di riflessione specialmente a quanti si trovano in una posizione privilegiata per influenzare lo sviluppo futuro della società, in virtù del proprio ruolo professionale e delle proprie responsabilità, e che intendono contribuire alla realizzazione di una comunità sociale e politica che sostenga la vera crescita personale dei propri membri. Per questo, si intende studiare lo sviluppo umano integrale in modo da offrirne una definizione facilmente comprensibile anche a questa tipologia di lettori: comprendere il bene della persona umana, in quanto subsistens in rationali natura, è importantissimo per comprendere il bene della società – di cui appunto la persona è parte.

Punti di riferimento determinanti sono appunto la Dottrina sociale della Chiesa e quella tradizione di pensiero che fa capo a Aristotele e a San Tommaso d’Aquino, con un occhio attento ai recenti sviluppi della letteratura anglosassone. Particolare attenzione è stata rivolta al pensiero di papa Leone XIII e specificamente alle encicliche Libertas Praestantissimum e Rerum Novarum, nella convinzione che per comprendere l’oggi e per orientare il futuro è sempre necessario far riferimento al passato, sia nella sua dimensione storica sia quanto a quei principi e a quelle tesi teologiche e filosofiche che, elaborate ed espresse in un altro tempo, hanno tuttavia senso e valore che lo sorpassano e che toccano universalmente l’uomo di ogni tempo e di ogni luogo.

Tra i temi toccati in questo libro, ricordo: il totalitarismo morbido che deriva da questo tipo di regime liberale; una prima valutazione dell’opzione Benedetto; il legame tra errata concezione della libertà, posta come un assoluto, e lo sviluppo dell’individualismo; la condanna del liberalismo da parte di papa Leone XIII e le sue proposte per un equilibrio sociale e per la libertà vera; liberalismo economico e liberalismo politico; una riflessione su diversi progetti di società e regimi sociali  con diverse concezioni di libertà e il rapporto tra legislazione e vita virtuosa.

Queste pagine sono animate da un’ulteriore preoccupazione: chiarire al lettore contemporaneo che, se la Chiesa condanna giustamente il liberalismo in quanto principio antidogmatico (forma che esso ha assunto soprattutto nella sua espressione filosofica forte), non per questo favorisce l’assolutismo illiberale. È possibile, anzi doveroso, prendere la libertà come punto di riferimento e proporre insegnamenti e pratiche antiassolutisti e anticollettivisti, ma farlo appieno e sino alle ultime conseguenze significa rigettare quella visione della libertà che la pone come assoluta a sua volta, manifestata dalle scelte autonome di un individuo che non riconosce alcuna verità oggettiva e alcuna comunità di riferimento. Ad avversare la libertà è piuttosto la sua assolutizzazione, che finisce per distruggere se stessa. La posizione liberal risulta così minata dal di dentro: sono proprio l’assenza di verità e di comunità e la negazione del carattere situato della libertà umana che conducono a distruggerla.

Ecco il compito a cui questo libro vuole prestare, nel suo piccolo, un contributo: difendere la libertà piena e vera, senza compromessi e senza limiti, per la crescita della persona umana – nella consapevolezza che solo la libertà che si esercita nella scelta moralmente buona perfeziona se stessa e, dunque, cresce: in questo senso, non solo non devono essere posti limiti alla crescita della libertà, ma non è neppure possibile esaurirla.

 

Cristian Mendoza e Miriam Savarese, Ordine e disordine sociali. Lo sviluppo umano integrale dai liberal all’opzione Benedetto, Edusc, Roma 2020, pp. 337, € 25