SARA’ SAN GIUSEPPE TUTTO L’ANNO. Di Paolo Piro

San Giuseppe G Reni

L’8 dicembre 2020, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe Patrono della Chiesa universale, Papa Francesco ha proclamato il 2021 anno dedicato al Santo Patriarca.  Scrive il Papa »nessun Santo occupa tanto spazio nel Magistero pontificio quanto Giuseppe, (….) I miei Predecessori hanno approfondito il messaggio racchiuso nei pochi dati tramandati dai Vangeli per evidenziare maggiormente il suo ruolo centrale nella storia della salvezza: il Beato Pio IX lo ha dichiarato “Patrono della Chiesa Cattolica”, il Venerabile Pio XII lo ha presentato quale “Patrono dei lavoratori”  e san Giovanni Paolo come “Custode del Redentore”. Il popolo lo invoca come patrono della buona morte». Sarà inoltre concessa “l’Indulgenza plenaria ai fedeli che reciteranno qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe specialmente nelle ricorrenze del 19 marzo e del 1° maggio, nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nella Domenica di San Giuseppe, il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del Santo secondo la tradizione latina. Il Papa insiste sulla figura di Giuseppe «Nella società del nostro tempo, spesso i figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa di oggi ha bisogno di padri. È sempre attuale l’ammonizione rivolta da San Paolo ai Corinzi: “Potreste avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri” (1 Cor 4,15); e ogni sacerdote o vescovo dovrebbe poter aggiungere come l’Apostolo: “Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo” (ibid.). E ai Galati dice: “Figli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché Cristo non sia formato in voi!” (4,19)». S. Giuseppe è l’immagine prototipo del padre, una figura da “grande assente”, un’assenza che Aldous Huxley previde nel “Mondo Nuovo”: “il mondo era pieno di padri ed era perciò pieno di miseria; pieno di madri e perciò pieno di pervertimenti, dal sadismo alla castità; pieno di fratelli e di sorelle, di zii e di zie; pieno di pazzie e di suicidi“. Dio, nel mondo Nuovo non è negato, è semplicemente ignorato, è il grande assente. Il sessantotto lo ha demolito, dovendo demolire lo stesso principio di autorità. Il “nuovo” mondo culturale che sorgeva nei miasmi sessantottini, si unì in preghiera con Jacques Prevert: “padre nostro che sei nei cieli…. Restaci“. Un invito al quale il Padre, da gran Signore qual’é, sembra non essersi sottratto, con il plauso dell’ampia coorte di “superficialisti” che hanno auspicato l’evento.  Da allora, nella Chiesa ogni autorità viene vista come segno di autoritarismo e, in quanto tale, degna di essere demolita. Il femminismo ritiene superfluo il padre, prestando fede alla bioingegneria del dr. Faust, che pretende di fare figli senza fare l’amore, dopo averli assassinati inventando un sistema per fare l’amore senza fare i figli. La cultura narcisista-gaysta lo indica come inutile fonte di frustrazioni, la sua identità maschia, spesso bianca, occidentale e schiavista, lo rende odioso e, legittimamente ed auspicabilmente, odiabile.  Eppure, il Padre é il grande assente…. é lui la grande nostalgia che attanaglia molti cuori, una nostalgia che si tramuta in angoscia e mancanza di senso. Perché il Padre é la causa prima, incausata, di ogni cosa è senza Lui tutto é disorientamento. Il Padre ti conduce in Egitto per fuggire la morte e ti riporta a Gerusalemme per avere la Vita. Il Padre é colui che attende il tuo ritorno, in silenzio, quando più nessuno ti aspetta. Il Padre é rimasto rispettosamente in cielo, quando i figli di papà, paradossalmente di papà, del sessantotto glielo hanno chiesto. Oggi si parla del complesso di Telemaco, ma non é di questo che scriviamo. Il Padre del quale abbiamo bisogno non é Ulisse che torna dal figlio ma é il Padre dal quale torna il figlio, e tornerà perché la storia lineare inaugurata con la Resurrezione di Cristo, ha acquisito un fine, oltre ad avere una fine. Anch’essa ha i suoi cicli, durante i quali si avvolge circolarmente su se stessa, ripetendo errori passati, per poi riprendere il cammino lineare che la porta verso il suo fine, l’escaton. Ma il Padre è anche colui che dà “il nido, la genealogia storica, la casa, l’ambiente sociale, la professione, la casa, ambito custodito che l’abolizione della proprietà privata vorrebbe eliminare, la parentela, in una parola la famiglia…. l’unità, l’esclusività, la perennità”, senza il padre tutto questo è messo in discussione. San Giuseppe, il padre, ha un ruolo sociale insostituibile, egli è un uomo “rivolto verso l’esterno” (S.G.P.II) è un uomo d’azione, pur essendo uomo contemplativo o, forse, proprio grazie a questo. Egli è il discendente di re Davide, porta con se la regalità, così come Maria discende dai sacerdoti, così che Gesù è Re e Sacerdote per diritto di discendenza. Nel portare la regalità, Giuseppe la custodisce e la tramanda per e in Gesù Cristo. “Giuseppe è l’uomo a cui fu affidato in modo particolare ed eccezionale il grande mistero di Dio stesso. Il mistero dell’incarnazione” (S.G.P.II), con esso ogni padre è chiamato ad incarnare nelle realtà mondane lo spirito cristiano capace di elevarle, purificarle e realizzarne il fine primigenio, quello per cui furono create. Il padre, per vocazione, porta la redenzione nelle realtà sociali, politiche, economiche, come San Giuseppe portò e custodì il Redentore stesso nella sua storia terrena. Santa Teresa d’Avila sostiene che: «Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada» e lei ne ebbe dimostrazioni innumerevoli volte, perché il padre, silenzioso e discreto, è sempre lì che attende anche quando tu lo hai relegato in Cielo. Nessuna guerra al passato patriarcale, ammesso che sia mai esistita tale era, potrà cancellare il bisogno del padre, così come nessun albero potrà sdradicare le sue radici e rimanere in vita, a meno di votarsi al suicidio… l’occidente ci sta provando, ma non ci riuscirà … 19 marzo 2021, sarà tre volte San Giuseppe,  perché stavolta è San Giuseppe tutto l’anno.

 

Paolo Piro